2014: 2 imprese lombarde su 3 non riducono il personale

 2014: 2 imprese lombarde su 3 non riducono il personale

In media l’8% in meno del giro d’affari. Così le pmi lombarde hanno chiuso il 2013, dopo che il 2012 si era chiuso in contrazione del 9%. E per il 2014 gli imprenditori lombardi sono pronti a “tirare la cinghia”: resisteranno 2 imprese su 3. Se la metà pensa di resistere anche se con difficoltà (50,2%), c’è un imprenditore su 6 a essere ottimista sul futuro, prevedendo un miglioramento per l’andamento delle attività nel 2014. Sul fronte occupazione, la maggioranza (65,5%) delle imprese lombarde manterrà stabile il numero dei lavoratori nel nuovo anno, solo il 18% degli imprenditori pensa che sarà costretto a ridurre il personale.

Un sentiment condiviso anche dalle famiglie: migliora la fiducia rispetto allo scorso anno, in merito al rischio di restare senza lavoro. Se oggi il 20% teme ancora per sé o per qualcuno della famiglia, un anno fa era quasi il 30% dei lombardi a pensare di essere a rischio rischio perdita di lavoro.

Sono soprattutto a Milano e a Monza e Brianza le imprese che si aspettano miglioramenti (rispettivamente il 19,9% e il 17,9% contro il 16,7% lombardo), anche se in Brianza è più alta, rispetto alla media lombarda, la percentuale di chi pensa di non farcela a mantenere l’impresa per il 2014.

Emerge dalla indagine “Le imprese lombarde e le aspettative per il 2014” realizzata dalla Camera di commercio di Monza e Brianza che ha coinvolto circa 700 imprese lombarde e dall’indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza in collaborazione con DigiCamere.

«Occorre sostenere i segnali di fiducia che provengono dalle imprese, la volontà di mantenere l’occupazione con misure e finalizzate al sostegno dei posti di lavoro e del reddito delle famiglie – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza Brianza -. L’impegno di tutti è quello di mettere le imprese nelle condizioni di sostenere la ripresa perché le aziende devono fare i conti con i “costi” del sistema Paese».

Redazione

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