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2020 Connectivity Benchmark Report: 3 aziende su 4 si aspettano un impatto sul fatturato se non si trasformeranno digitalmente nei prossimi 12 mesi

MuleSoft, fornitore della piattaforma leader per la creazione di reti applicative, ha annunciato i risultati del 2020 Connectivity Benchmark Report sullo stato dell’IT e della trasformazione digitale. L’indagine, svolta a livello globale, ha analizzato le risposte di 800 CIO e responsabili IT di organizzazioni con almeno 1.000 dipendenti. Dalle risposte emerge che la trasformazione digitale è diventata un imperativo strategico per le aziende al punto che il 92% degli intervistati dichiara di essere impegnato in iniziative di questo genere. Tuttavia per l’85% delle organizzazioni la vera sfida è rappresentata dall’integrazione, spesso considerata la chiave per la buona riuscita di un progetto. Per i CIO infatti, la mancata integrazione è un vero e proprio ostacolo capace di bloccare la trasformazione in atto e incidere negativamente su fatturato, go-to-market e livelli di customer satisfaction.

Per le aziende trasformarsi digitalmente significa essere sottoposte a una pressione sempre maggiore e ben tre su quattro prevedono un calo delle entrate se non riusciranno a farlo nel prossimo anno. Le aziende stanno inoltre lottando per superare un ostacolo comune: delle quasi 900 diverse applicazioni utilizzate in media da un’azienda, solo il 28% viene integrato, impedendo così di avere una visione unica del cliente. Di conseguenza, più della metà delle aziende non è in grado di fornire esperienze connesse ai clienti.

I CIO sono allineati circa i passi da far intraprendere alle proprie aziende in tema di trasformazione digitale. I responsabili delle aree IT di tutti i settori hanno la necessità di concentrarsi sulla creazione di un nuovo modello operativo che acceleri la velocità di delivery, aumenti la flessibilità organizzativa e fornisca innovazione su vasta scala”, ha affermato Simon Parmett, CEO di  MuleSoft. “Con un approccio basato sulle API, i CIO possono cambiare la velocità delle proprie attività e diventare i responsabili di un’impresa realmente integrata capace di democratizzare l’accesso alle risorse esistenti e a quelle nuove da implementare”.

Il 2020 Connectivity Benchmark Report mette in luce le nuove opportunità e le sfide che devono affrontare oggi le aziende che si stanno trasformando digitalmente.

L’IT deve sapersi innovare più rapidamente e con meno risorse

I modelli operativi IT tradizionali sono ormai superati  e le aziende devono trovare nuovi modi per accelerare i tempi di delivery dei progetti e sfruttare le integrazioni. La metà degli intervistati afferma che i propri budget IT aumenteranno di meno del 10% quest’anno nonostante i carichi di lavoro dei progetti siano aumentati del 40% (rispetto al 32% dell’anno scorso). Tuttavia, l’82% delle aziende ritiene che i propri team IT siano responsabili della realizzazione di progetti orientati alla customer experience.

  • Progetti in ritardo. Nel 2019, il 59% delle aziende non è stata in grado di chiudere tutti i progetti, creando quindi un’importante coda di lavoro con conseguente rallentamento della trasformazione aziendale.
  • La gestione vince ancora sullo sviluppo. Con gli attuali modelli operativi, quasi il 70% del tempo dei team IT viene impiegato in operazioni di gestione aziendale. Le attività di innovazione e sviluppo sono ancora minoritarie.
  • Le aziende fanno fatica a mantenere il ritmo del mondo digitale. Quasi due terzi (64%) dei decision maker dell’IT trovano difficile introdurre nuove tecnologie a causa delle loro infrastrutture.
  • Gli investimenti in nuove tecnologie aumentano solo la necessità di integrazione. Le quattro principali priorità di investimento per i team IT nel 2020 sono sicurezza (53%), big data e analytics (48%), strategia multi-cloud (41%) e AI / machine learning (41%) – tutte tecnologie che richiedono una profonda integrazione con i sistemi esistenti.

Senza una strategia a livello aziendale le aziende non riescono a cogliere a pieno il  valore delle API 

Le aziende stanno sfruttando sempre di più le API come elementi costitutivi per semplificare l’integrazione, supportando al contempo il riutilizzo e il self-service in tutta l’azienda. Di fatto, l’80% delle aziende utilizza attualmente API pubbliche o private. Tuttavia, pochissime hanno sviluppato un approccio strategico per consentirne l’utilizzo in tutta l’azienda.

  • Le strategie API a livello aziendale sono necessarie per promuovere il loro vero valore e utilizzo: solo il 12% delle aziende è incaricato dalla leadership di attenersi a una strategia di integrazione delle API a livello aziendale per tutti i progetti. Oltre la metà (54%) implementa le API progetto per progetto o utilizza una strategia che funziona solo per alcune parti dell’azienda.
  • Le aziende non hanno un modo semplice per condividere le API: meno della metà (42%) delle risorse e dei componenti software interni (ad es. codici, API, modelli di best practice) sono a disposizione degli sviluppatori. La maggior parte delle organizzazioni (80%), inoltre, non ha un modo completamente efficace di condividere le API o le integrazioni.
  • Stanno nascendo nuovi utenti aziendali e la necessità di riutilizzo aumenta: al di fuori dell’IT, i primi tre ruoli aziendali con esigenze di integrazione comprendono analisti aziendali (40%), data scientist (38%) e servizio di assistenza clienti (38%).
  • Molte volte mancano le risorse interne: il 70% dei responsabili IT dichiara di avere una buona strategia in atto per consentire agli utenti aziendali non tecnici di integrare facilmente app e fonti dati con le API. Nonostante questo elevato livello di fiducia, il 67% non ha un team dedicato alla promozione della condivisione e del riutilizzo delle API.

Il riutilizzo delle API è direttamente collegato alla velocità dell’innovazione, all’efficienza operativa e alle entrate

Stabilendo strategie API che promuovono operazioni di self-service e riutilizzo, le aziende si trovano in una posizione molto migliore per innovare rapidamente, aumentare la produttività e aprire nuovi flussi di entrate. Oltre la metà (52%) delle aziende afferma che l’IT ha generato il massimo valore aziendale costruendo integrazioni riutilizzabili che consentono di risparmiare tempo e denaro su progetti futuri. Nonostante questo successo, solo il 42% dei responsabili IT sta sfruttando le API per aumentare l’efficienza dei propri processi di sviluppo delle applicazioni.

  • La maggior parte delle aziende sta rendendo più difficile l’integrazione non progettando API riutilizzabili: tra le aziende che sfruttano le API, il 52% le usa come parte del processo di sviluppo per nuovi progetti e il 52% le usa per costruire integrazioni. Tuttavia, meno della metà (46%) afferma che le proprie API sono riutilizzabili, evidenziando opportunità per l’IT di essere più efficace nel processo di consegna.
  • Le aziende non attivano ecosistemi API: tra le aziende che sfruttano le API, solo il 26% sta promuovendo l’innovazione con ecosistemi di partner e sviluppatori esterni ricorrendo a terze parti.
  • Se progettate strategicamente, le API spingono i risultati di business: le aziende che usano le API traggono vantaggio da miglioramenti operativi come aumento della produttività (54%), maggiore innovazione (47%) e maggiore flessibilità tra team per operazioni IT self-service (46%).
  • Le API generano un nuovo flusso di entrate: in media quasi un terzo (31%) delle entrate delle imprese viene generato dalle API o dalle implementazioni relative alle API.

Come MuleSoft aiuta le aziende a offrire customer experience connesse

Per scoprire come sfruttare le potenzialità delle API e dell’integrazione, si rimanda al sito di MuleSoft Trailmix su Trailhead.

Per comprendere a fondo come i reparti IT delle aziende di tutto il mondo stanno portando avanti le proprie iniziative di trasformazione digitale, è possibile scaricare il 2020 Connectivity Benchmark Report al seguente link: https://www.mulesoft.com/lp/reports/connectivity-benchmark

Redazione

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