2021: come aprire una partita Iva a regime forfettario

 2021: come aprire una partita Iva a regime forfettario

Entriamo nel nuovo anno con un tema sempre attuale che può servire da incoraggiamento per tutti coloro che stanno per avviare una nuova attività, ad entrare nel mondo del lavoro o intraprendere una carriera da libero professionista.

Hai già sentito parlare di Flat Tax, regime forfettario, partita Iva forfettariaSi tratta dell’unico regime fiscale agevolato in Italia, garantito a tutti coloro che non superano determinate soglie di fatturato e che rispondono ad altri requisiti. A quasi sette anni dalla sua introduzione, andiamo alla ricerca di novità, modifiche, riforme e aggiustamenti. Cos’è, quali sono i vantaggi, i requisiti, la tassazione, i limiti del regime forfettario e cosa devi fare per usufruirne. Ma soprattutto, cosa cambia rispetto al 2020?

Il regime Forfettario è disciplinato dalla legge n. 190/2014, in seguito modificata dalla legge n. 208/2015, che ha introdotto, a partire dal primo gennaio 2015, il nuovo regime fiscale. Tale regime è stato successivamente ristrutturato a partire dal 1° gennaio 2019 dalla Legge n 145/2018 e dal Ddl di bilancio 2020 (D.L. n 124/2019).

In sintesi, possiamo affermare che il cuore del regime forfettario è l’aliquota agevolata sul reddito imponibile. In particolare, prevede una tassazione del 15%, che scende fino al 5% per nuove attività che hanno meno di cinque anni, è il caso delle start-up.

Ci sono precisi requisiti per poter usufruirne così come motivi di esclusione.

Iniziamo col dire che, poiché il regime forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono unattività idonea vi accedono direttamente. Mentre le nuove attività che pensano di rientrare nei requisiti richiesti sono tenute a comunicarlo in fase di dichiarazione di inizio attività.

Non si tratta quindi di una scelta, bensì di un’opzione. L’omessa indicazione sulla dichiarazione dei redditi non è causa di esclusione ma di sanzione.

La partita IVA forfettaria ti interessa se:

  • Sei un libero professionista o hai una ditta individuale e non superi i 65.000 euro di ricavi o compensi percepiti (nel caso di codici ATECO multipli e differenti, bisogna sommare i compensi delle diverse attività).
  • Non superi i 20.000 euro di spese per personale dipendente e accessorio.

Fino ad ora fa al tuo caso? Vediamo per quale motivo potresti comunque esserne escluso:

  • ti avvali già di regimi forfettari di dichiarazione del reddito e di partite IVA speciali;
  • non risiedi in Italia. A meno che tu non sia residente di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che generi scambio di informazioni e produca in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato;
  • ti occupi di cessioni di terreni edificabili, fabbricati e mezzi di trasporto nuovi;
  • eserciti un’attività d’impresa o autonoma rispetto a datori di lavoro (o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili) con i quali sono in corso rapporti di lavoro;
  • partecipi a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari il cui lavoro è riconducibile a quello individualmente;
  • lo scorso anno hai superato i 30.000 euro di reddito attraverso lavoro dipendente, assimilato o pensioni (a meno che quel rapporto lavorativo non sia cessato).

Ci sei ancora? Ora viene il bello…

Quali sono i vantaggi del regime forfettario?

  • La già citata imposta unica al 5% per i primi 5 anni (di una nuova attività o startup), al 15% dal sesto anno in poi.
  • La tua età non conta: nessun limite anagrafico.
  • Oltre ad essere economicamente vantaggiosa è intuitiva e facile da gestire
  • È esente da IVA in fattura.
  • Non si applica la ritenuta d’acconto.
  • Non sei obbligato alla fatturazione elettronica.
  • Se sei un artigiano, un fornitore di servizi o un commerciante c’è uno sconto del 35% sui contributi INPS.

Insomma: anno nuovo, vecchio regime forfettarioLa legge di Bilancio 2021 non ha introdotto particolari novità e modifiche per le partite IVA in regime forfettario, principalmente perché il provvedimento adottato nel 2015 e rinnovato nel 2019 ha raggiunto una certa stabilità almeno per il momento.

Per l’apertura di una partita IVA in regime forfettario, è sempre consigliabile affidarsi ad uno commercialista per svolgere quest’operazione con più serenità, esenti…da dubbi ed errori.

Maurizio Maraglino Misciagna

https://www.mauriziomaraglino.it/

Dottore commercialista e revisore legale. Giornalista  pubblicista. Esperto in finanza innovativa e startup. www.mauriziomaraglino.it

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