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3 motivi per iniziare a fare social su Twitter

[dropcap]G[/dropcap]li ultimi dati sugli investimenti pubblicitari parlano chiaro: i social networks hanno un ruolo sempre più centrale per le aziende, in tutto il mondo. In Europa, nel 2014, gli investimenti su questo tipo di piattaforme sono cresciuti del 31% (dati: eMarketer).

Questo dipende anche dal fatto che i principali social (almeno 7, al momento) sono tutti in qualche modo interessanti ai fini promozionali e/o per costruire business. E lo sono naturalmente a patto di essere selezionati nella maniera corretta e sulla base di diversi obiettivi da parte dei responsabili marketing.

Facebook è infatti solo l’inizio. Essendo la sua penetrazione nel mondo social italiano pressoché totale (su 25 milioni di Italiani che usano i social, 24 usano Facebook), nessuna azienda che voglia avere un contatto diretto con i propri consumatori può ragionevolmente presciderne (dati: Audiweb).

Ma ci sono networks in crescita impetuosa da tenere presente (es. Google+ e Instagram), network indispensabili per raccogliere il pubblico dei ‘millennials’ (es. Instagram o Pinterest), oppure cruciali per i mercati business (es. Linkedin).

Perché iniziare ad utilizzare Twitter?

Innanzitutto per motivazioni legate al (1) mercato / settore in cui l’azienda che vuole andare su Twitter opera. Quindi sicuramente se il business di cui parliamo ha a che fare con le news: nessuno strumento come Twitter si adatta all’idea di dare aggiornamenti brevi e frequenti – 24 ore su 24.

Oppure perché l’azienda lavora in ambiti in cui le modalità di comunicazione sono strettamente legate a dinamiche di (2) trend. Nulla è efficace come Twitter per ascoltare i trend così come compaiono online e quando lo fanno. E, naturalmente, stiamo parlando anche del social giusto per creare trend e viralizzarli. Un’azienda innovativa del settore moda e un esempio tipico di chi può beneficiare di queste dinamiche.

Il motivo infine per cui molte aziende usano Twitter è legato alle opportunità di (3) interazione e dialogo di questa piattaforma. Le modalità di risposta istantanea legate a ‘retweet’ e ‘preferiti’ si prestano a raccogliere un mare di info, ma anche a darle in maniera tempestiva. Per questo ci sono molti casi di utilizzo di Twitter a scopi di customer service.

Uno strumento super flessibile, quindi. Se si vuole partire, va però ricordato che ci vogliono nuove risorse. 15 ore è il tempo minimo che la gestione di Twitter richiede ogni settimana. Vanno quindi fatti i conti con questo, oltre che con tutte le nuove necessità legate al corretto setting delle impostazioni grafiche e testuali.

Federico Corradini
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