Infortuni sul lavoro, 729 morti in 11 mesi. Impennata delle malattie professionali: +10,6%

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Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito.

Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.

I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (novembre 2024 vs novembre 2025) e “di periodo” (gennaio-novembre 2024 vs gennaio-novembre 2025) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.

I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2025, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi 11 mesi del 2025 sono state 385.435, in aumento dello 0,4% rispetto alle 384.027 del pari periodo 2024, in riduzione dell’1,9% rispetto al 2023, del 24,9% sul 2022, del 2,8% sul 2021, del 6,8% sul 2020 e del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica.

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento novembre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.848 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di novembre 2019 alle 1.594 del 2025, con un calo del 13,7%. Rispetto a novembre 2024 la riduzione è dello 0,4% (da 1.600 a 1.594).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,6% del 2019 all’80,8% del 2025 (è stata dell’81,2% nel 2024).

A novembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +0,5% nella gestione Industria e servizi (dai 344.021 casi del 2024 ai 345.724 del 2025), un -2,1% in Agricoltura (da 22.540 a 22.071) e un +1,0% nel Conto Stato (da 17.466 a 17.640).

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per i decrementi il Trasporto e magazzinaggio (-1,6%), i Servizi di supporto alle imprese (-1,2%) e il comparto Manifatturiero (-0,3%) e per gli incrementi le Costruzioni (+3,7%), il Commercio (+2,3%), la Sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+0,5%).

L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,5%) e al Sud (-0,4%) e un aumento al Centro (+3,0%), nelle Isole (+2,2%) e nel Nord-Est (+0,3%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-3,0%), la Toscana (-2,5%) e la Campania (-2,4%), mentre per gli incrementi il Lazio (+12,1%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,3%), il Molise (+5,1%), la Sicilia (+4,0%) e la Basilicata (+3,7%).

L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente femminile, che registra un +2,0% (da 121.535 a 123.919 casi) contro un -0,4% di quella maschile (da 262.492 a 261.516). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-0,6%), al contrario di quelle degli stranieri (+3,5%). L’analisi per classi di età mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,7%) e aumenti per i 55-69enni (+3,6%).

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di novembre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 729, sette in più rispetto alle 722 registrate nel 2024, 10 in più sul 2022 e sette in più sul 2019, 12 in meno sul 2023, 153 in meno sul 2021 e 220 in meno rispetto al 2020.

Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 3,12 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di novembre 2019 a 3,01 del 2025 (-3,5%), nessuna variazione rispetto a novembre 2024 (3,01 in entrambi gli anni).

L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 72,8% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 73,2% nel 2024).

L’aumento ha riguardato la gestione Agricoltura, che passa da 90 a 102 casi mortali denunciati, e il Conto Stato, da otto a nove, mentre l’Industria e servizi scende da 624 a 618. Tra i settori con più decessi avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività manifatturiere (da 94 a 108 denunce) e il Commercio (da 51 a 61), per i decrementi le Costruzioni (da 147 a 133), il Trasporto e magazzinaggio (da 99 a 98), i Servizi di supporto alle imprese (da 37 a 36), le Attività di alloggio e ristorazione (da 21 a 18) e la Sanità e assistenza sociale (da 17 a 9).

Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 164 a 170), nel Nord-Est (da 153 a 156) e al Centro (da 134 a 144), e decrementi nel Nord-Ovest (da 190 a 182) e nelle Isole (da 81 a 77). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+23), Piemonte e Puglia (+13 entrambe), Marche (+12) e Toscana (+7), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-21), Lazio (-10), Emilia Romagna, Sardegna e Friuli Venezia Giulia (-6 ciascuna).

L’aumento rilevato nel confronto dei periodi gennaio-novembre 2024 e 2025 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 678 a 693, in calo quella femminile (da 44 a 36). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 164 a 171), stabili quelle degli italiani (558 in entrambi i periodi). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi dei decessi denunciati in particolare nella fascia 40-59 anni (da 380 a 420 casi) e riduzioni tra gli under 40 (da 130 a 120) e tra gli over 59 (da 210 a 189).

DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di novembre 2025 sono stati 91.463, in aumento del 3,0% rispetto agli 88.806 del 2024, del 6,8% rispetto al 2023, del 12,8% sul 2022, del 30,7% sul 2021, del 63,2% sul 2020 e dell’1,6% rispetto al 2019.

L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,4% del 2019 al 19,2% del 2025 (è stata del 18,8% nel 2024).

A novembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +2,9% nella gestione Industria e servizi (dai 79.533 casi del 2024 agli 81.865 del 2025), un +9,1% in Agricoltura (da 1.502 a 1.638) e un +2,4% nel Conto Stato (da 7.771 a 7.960).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nel Nord-Est (+4,9%), al Sud (+4,8%), nelle Isole (+3,9%), nel Nord-Ovest (+2,1%) e al Centro (+0,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (+17,4%), la Campania (+13,3%), l’Emilia Romagna (+9,1%) e la Sardegna (+8,0%), mentre i decrementi si registrano solo in Umbria (-13,6%), nella provincia autonoma di Trento (-4,1%), in Valle d’Aosta (-0,6%), in Molise e nel Lazio (-0,5% entrambe) e in Liguria (-0,3%).

L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata sia alla componente femminile, che registra un +3,4% (da 42.484 a 43.943 casi) sia a quella maschile con un +2,6% (da 46.322 a 47.520). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,2%). L’analisi per classi di età mostra incrementi per gli under 45 anni (+3,4%) e tra i 50-69enni (+4,8%), e un calo per i 45-49enni (-4,0%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 273, nove in più rispetto al 2024 (264). L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 27,2% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 26,8% nel 2024).

L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 226 a 252 denunce mortali, mentre l’Agricoltura scende da 26 a 20 e il Conto Stato da 12 a una. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Est (da 51 a 68 denunce), nel Nord-Ovest (da 75 a 79) e nelle Isole (da 23 a 35), e cali al Sud (da 58 a 42) e al Centro (da 57 a 49).

Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono aumentate da 28 a 44, quelle dei lavoratori sono scese da 236 a 229. In crescita le denunce dei lavoratori stranieri (da 44 a 62), in calo quelle degli italiani (da 220 a 211).

DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di novembre 2025 sono state 74.050, in aumento del 5,5% rispetto alle 70.206 del 2024. Delle oltre 74mila denunce di infortunio, 1.741 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 7,2% rispetto al 2024.

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,4% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+5,7% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+5,3%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.

La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale, +8,0% sul 2024), seguita da Veneto (13%, +10,7%), Emilia Romagna (12%, +5,7%) e Piemonte (10%, +9,6%).

Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.

I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di novembre 2025 risultano essere otto contro i 14 del 2024.

Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni avvenuti nei percorsi “formazione scuola-lavoro” oltre a quelli con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.

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Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, si evidenzia che le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail nel periodo gennaio-novembre 2025 sono state 550.948, in aumento dell’1,5% rispetto alle 543.039 di gennaio-novembre 2024. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 1.010 contro 1.000 (+1,0%).

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 11 mesi 2025 sono state 90.288, 8.617 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+10,6%). L’aumento è del 34,6% sul 2023, del 62,0% sul 2022, del 77,7% sul 2021, del 120,6% sul 2020 e del 59,6% sul 2019.

I dati rilevati a novembre di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+11,0%, da 67.882 a 75.366 casi) e Agricoltura (+8,7%, da 13.098 a 14.232) e un calo nel Conto Stato (-0,1%, da 691 a 690). L’aumento interessa il Sud (+21,4%), il Nord-Ovest (+14,2%), il Centro (+7,7%) e il Nord-Est (+6,8%). In calo le Isole (-4,7%).

In ottica di genere si rilevano 6.690 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 60.356 a 67.046 (+11,1%), e 1.927 in più per le lavoratrici, da 21.315 a 23.242 (+9,0%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 74.674 a 82.015 (+9,8%), sia quelle degli stranieri, da 6.997 a 8.273 (+18,2%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi 11 mesi del 2025, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

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