Retribuzioni: trend di crescita stabile e sopra l’inflazione, ma il potere d’acquisto non aumenta

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Il trend di crescita delle retribuzioni si attesta al +3,4%. Per il secondo anno consecutivo l’incremento retributivo risulta superiore all’inflazione e, secondo le proiezioni, la tendenza potrebbe confermarsi anche nel 2026. È quanto emerge dall’indagine retributiva periodica di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group Holding, aggiornata al 30 settembre 2025.

Lettura per categoria di inquadramento

Nella tabella seguente il dettaglio delle retribuzioni base e totale annue medie per inquadramento (la RTA è composta dalla RBA, ossia la retribuzione fissa annua lorda, sommata al variabile effettivamente percepito).

Categoria di InquadramentoRBARTA
Dirigenti121.627 €142.510 €
Quadri65.268 €70.507 €
Impiegati36.373 €37.971 €
Operai29.560 €30.275 €

La tabella che segue mostra invece le percentuali di variabile di breve periodo a target, ossia la retribuzione variabile «teorica» legata al raggiungimento degli obiettivi all’interno di un sistema di incentivazione formalizzato.

Categoria di InquadramentoVariabile di Breve Periodo Target (% RBA)​
Direttori​20% – 35%​
Altri Dirigenti​18% – 25%​
Quadri​14% – 18%​
Impiegati​6% – 10%​

Premio di risultato: il valore annuo medio del premio risultato è pari a 1.608 €, in linea con lo scorso anno.

I fattori che incidono sulla retribuzione: dimensione aziendale, area territoriale, settore

La retribuzione base può variare significativamente in funzione della dimensione aziendale, dell’area territoriale e del settore, con un’incidenza diversa per ciascun inquadramento.

Per tutti gli inquadramenti, anche se in misura diversa, al crescere della dimensione dell’organizzazione, cresce la retribuzione. Per quanto riguarda questo cluster è da notare come per i Dirigenti nelle grandi aziende si registri lo scostamento positivo maggiore rispetto al dato medio nazionale per questo inquadramento (+8,5% vs dato medio). Per gli Operai paga maggiormente la grande azienda (+3,3% vs dato medio) ed è nelle piccole aziende che si registra lo scostamento maggiore in negativo sia per gli Impiegati sia per gli Operai (-9,0% vs dato medio).

InquadramentoMedia RBA (€) generaleVariazione rispetto alle media della RBA lavoratori sulla base della dimensione aziendale
PiccolaMediaGrande
RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %
Dirigenti121.627 €111.126 €-8,6%117.022 €-3,8%131.949 €8,5%
Quadri65.268 €62.350 €-4,5%66.197 €1,4%70.156 €7,5%
Impiegati36.373 €33.090 €-9,0%37.009 €1,7%38.634 €6,2%
Operai29.560 €26.887 €-9,0%29.238 €-1,1%30.542 €3,3%

Anche la collocazione geografica dell’azienda incide, pur con percentuali differenti, per i vari inquadramenti. Il Nord Ovest si conferma l’area con le retribuzioni più alte, con l’unica eccezione degli Operai che vedono uno scostamento positivo maggiore nel Nord Est (+4,7% vs dato medio).

Lo scostamento negativo più significativo è quello dei Quadri nel Sud (-9,1%), mentre quello positivo riguarda i Dirigenti nel Nord Ovest (+7,9%).

InquadramentoMedia RBA (€) generaleVariazione rispetto alle media della RBA lavoratori sulla base dell’area territoriale
Nord OvestNord EstCentroSud
RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %
Dirigenti121.627 €131.244 €7,9%123.069 €1,2%115.194 €-5,3%110.835 €-8,9%
Quadri65.268 €68.816 €5,4%66.633 €2,1%65.313 €0,1%59.353 €-9,1%
Impiegati36.373 €37.942 €4,3%37.250 €2,4%35.768 €-1,7%33.827 €-7,0%
Operai29.560 €30.843 €4,3%30.954 €4,7%29.383 €-0,6%27.236 €-7,9%

Nessuna sorpresa relativamente all’impatto del settore (Commercio, Industria, Finanza, Servizi) per la RBA di ciascun inquadramento.

Nel caso dei Dirigenti il settore Finanza si conferma anche per il 2025 come quello con lo scostamento positivo maggiore (+14,4% rispetto alla media), seguito dal Commercio (+3,2%). Le retribuzioni base nell’Industria vedono uno scostamento positivo (+1,4%), mentre i Servizi vedono uno scostamento negativo del -8,7%.

Per quanto riguarda i Quadri, le retribuzioni nella Finanza sono allineate alla media, mentre è sotto la media la RBA nei Servizi (-7,3%). Sopra la media, invece, i settori Commercio (+5,5%) e Industria (+3,2%).

I settori Finanza e Industria sono quelli che vedono le retribuzioni più alte per gli Impiegati (rispettivamente +10,6% e +6,1% rispetto alla media) mentre Commercio e Servizi quelle più basse (rispettivamente -7,9% e -7,4%).

Infine, per quanto riguarda gli Operai, le retribuzioni sono più elevate nell’Industria (+2% rispetto alle media generale) e inferiori nel Commercio (-7,3%).

Qui una tabella riassuntiva della variazione rispetto alla media RBA sulla base del settore:

InquadramentoMedia RBA (€) generaleVariazione rispetto alle media della RBA lavoratori sulla base del settore
CommercioIndustriaServiziFinanza
RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %RBA (€)Delta %
Dirigenti121.627 €125.556 €3,2%123.385 €1,4%111.094 €-8,7%139.200 €14,4%
Quadri65.268 €68.872 €5,5%67.354 €3,2%60.500 €-7,3%65.249 €0,0%
Impiegati36.373 €33.505 €-7,9%38.608 €6,1%33.687 €-7,4%40.245 €10,6%
Operai29.560 €27.391 €-7,3%30.137 €2,0%ndndndnd

L’impatto dell’inflazione

Il trend di crescita della retribuzione fissa lorda è superiore a quello dell’inflazione, che i dati ufficiali del FMI danno all’1,7 % a fine 2025.

Anche se si prevede un nuovo aumento del tasso di inflazione per il 2026 (2,0%), le analisi relative al trend retributivo dicono che la percentuale di crescita media è pari al +3,5%, mantenendo la crescita retributiva al di sopra dell’inflazione anche per il prossimo anno.

202120222023202420252026
% Incremento0,1%​2,8%​3,7%​3,6%​3,4%​3,5%
% Inflazione1,9%​8,7%​5,9%​1,3%​1,7%​2,0%
Δ 2021Δ 2022Δ 2023Δ 2024Δ 2025Δ 2026
-1,8%​-5,9%​-2,2%​+2,3%​+1,7%​+1,5%

(Fonte dei dati: FMI)

Dalla nostra indagine retributiva emerge che solo a partire dal 2024 si osserva un differenziale positivo tra incremento retributivo e inflazione, un trend che dovrebbe mantenersi positivo anche nel 2026 – commenta Miriam Quarti, Responsabile area Reward & Engagement di ODM Consulting Sono ormai lontani i record di inflazione toccati a fine 2022, anche se in termini di livello dei prezzi non si è mai registrata una discesa, bensì una stabilizzazione sui valori più elevati in modo permanente. Analizzando il trend delle retribuzioni nominali e reali degli ultimi sei e cinque anni (2020-2021) e la perdita di potere d’acquisto generale, emerge che dal 2021 un lavoratore italiano ha perso in media circa 430 euro lordi l’anno rispetto alla media nazionale.”

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