Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito.
Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.
I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (dicembre 2024 vs dicembre 2025) e “di periodo” (gennaio-dicembre 2024 vs gennaio-dicembre 2025) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.
I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2025, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. In occasione della presentazione della Relazione annuale dell’Inail, saranno disponibili dati più consolidati rispetto a quelli diffusi con le rilevazioni mensili, corredati anche dall’informazione sugli esiti della definizione amministrativa (riconosciuti, negativi e in istruttoria).
Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.
DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel 2025 sono state 416.900, in aumento dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024 e in riduzione dell’1,4% rispetto al 2023, del 23,8% sul 2022, del 4,1% sul 2021, dell’11,0% sul 2020 e del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica.
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento dicembre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 2.005 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 alle 1.727 del 2025, con un calo del 13,9%. Rispetto a dicembre 2024 si ha un aumento dello 0,2% (da 1.723 a 1.727).
L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,4% del 2019 all’80,7% del 2025 (è stata dell’81,1% nel 2024).
A dicembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +0,7% nella gestione Industria e servizi (dai 371.594 casi del 2024 ai 374.025 del 2025), un -2,1% in Agricoltura (da 24.207 a 23.695) e un +0,7% nel Conto Stato (da 19.052 a 19.180).
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per i decrementi i Servizi di supporto alle imprese (-1,4%), il Trasporto e magazzinaggio (-1,2%) e il comparto Manifatturiero (-0,5%) e per gli incrementi le Costruzioni (+3,1%), il Commercio (+2,1%), la Sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,4%).
L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,4%) e al Sud (-0,03%) e un aumento al Centro (+2,9%), nelle Isole (+2,5%) e nel Nord-Est (+0,5%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-2,7%), la Toscana (-2,3%) e la Campania (-1,7%), mentre per gli incrementi il Lazio (+11,7%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,6%), la Sicilia (+4,2%) e il Molise (+2,9%).
L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente femminile, che registra un +2,0% (da 131.819 a 134.448 casi) contro un -0,2% di quella maschile (da 283.034 a 282.452). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-0,5%), al contrario di quelle degli stranieri (+3,7%).
L’analisi per classi di età mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,6%) e aumenti per i 20-39enni (+1,3%) e 55-69enni (+3,6%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di dicembre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 792, cinque in meno rispetto alle 797 registrate nel 2024, due in più sul 2023, cinque in più sul 2022 e 13 in più sul 2019, 181 in meno sul 2021 e 261 in meno rispetto al 2020.
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 3,38 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 a 3,28 del 2025 (-3,0%) e diminuisca dello 0,9% rispetto a dicembre 2024 (da 3,31 a 3,28).
L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 71,9% del 2019 al 73,0% del 2025 (è stata del 74,0% nel 2024).
La riduzione ha riguardato solo la gestione Industria e servizi che scende da 686 a 674 denunce mortali, mentre l’Agricoltura passa da 102 a 106 casi e il Conto Stato da nove a 12 decessi.
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati) e il Commercio (da 58 a 68), per i decrementi le Costruzioni (da 156 a 148), il Trasporto e magazzinaggio (da 111 a 110), le Attività di alloggio e ristorazione (da 27 a 22) e la Sanità e assistenza sociale (da 17 a 10).
Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167) e cali nelle Isole (da 92 a 81), nel Nord-Ovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14 entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia Romagna (-6) e le province autonome di Trento e Bolzano (-5 ciascuna).
La diminuzione rilevata nel confronto dei periodi gennaio-dicembre 2024 e 2025 è legata sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 750 a 749, sia a quella femminile (da 47 a 43). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 176 a 182), in riduzione quelle degli italiani (da 621 a 610).
L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali nella fascia 40-49 anni (da 137 a 148 casi) e 55-64 anni (da 279 a 300) e riduzioni tra gli under 40 (da 143 a 130), tra i 50-54enni (da 133 a 128) e tra gli over 64 (da 103 a 85).
DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE
Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 sono stati 99.939, in aumento del 3,2% rispetto ai 96.835 del 2024, dell’8,3% rispetto al 2023, del 13,5% sul 2022, del 26,6% sul 2021, del 62,6% sul 2020 e dell’1,5% rispetto al 2019. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,6% del 2019 al 19,3% del 2025 (è stata del 18,9% nel 2024).
A dicembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +3,2% nella gestione Industria e servizi (dagli 86.649 casi del 2024 agli 89.437 del 2025), un +8,9% in Agricoltura (da 1.618 a 1.762) e un +2,0% nel Conto Stato (da 8.568 a 8.740).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nel Nord-Est (+5,3%), al Sud (+4,7%), nelle Isole (+4,1%), nel Nord-Ovest (+2,2%) e al Centro (+1,3%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (+17,3%), la Campania (+14,2%), la Sardegna (+9,8%) e l’Emilia Romagna (+9,7%), mentre i decrementi si registrano solo in Umbria (-10,2%), provincia autonoma di Trento (-5,5%), Valle d’Aosta (-1,5%), Basilicata (-1,4%), Molise (-1,0%) e Lazio (-0,1%).
L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata sia alla componente femminile, che registra un +3,5% (da 46.508 a 48.154 casi), sia a quella maschile con un +2,9% (da 50.327 a 51.785). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,4%). L’analisi per classi di età mostra incrementi per gli under 45 anni (+3,4%) e tra gli over 49 (+5,0%) e un calo per i 45-49enni (-3,3%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 293, 13 in più rispetto alle 280 del 2024. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 28,1% del 2019 al 27,0% del 2025 (è stata del 26,0% nel 2024).
L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 238 a 269 denunce mortali, mentre l’Agricoltura scende da 29 a 22 e il Conto Stato da 13 a due. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 77 a 81 denunce), nel Nord-Est (da 57 a 74) e nelle Isole (da 22 a 40), e cali al Sud (da 61 a 46) e al Centro (da 63 a 52).
Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono aumentate da 32 a 51, mentre quelle dei lavoratori sono scese da 248 a 242. Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 50 a 69), in calo quelle degli italiani (da 230 a 224).
DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di dicembre 2025 sono state 80.871, in aumento del 3,8% rispetto alle 77.883 del 2024.
Delle circa 81mila denunce di infortunio, 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione dell’8,2% rispetto al 2024.
L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,5% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+4,2% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+3,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale; +5,9% sul 2024), seguita da Veneto (12%; +8,7%), Emilia Romagna (12%; +5,0%) e Piemonte (10%; +6,7%).
Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 risultano essere otto contro i 13 del 2024.
Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni avvenuti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, oltre a quelli con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.
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Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, si evidenzia che le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail nel periodo gennaio-dicembre 2025 sono state 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto alle 589.571 di gennaio-dicembre 2024. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 1.093 contro 1.090 (+0,3%).
DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2025 sono state 98.463, circa 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+11,3%). L’aumento è del 35,3% sul 2023, del 62,0% sul 2022, del 78,1% sul 2021, del 118,7% sul 2020 e del 60,6% sul 2019.
I dati rilevati a dicembre di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+11,7%, da 73.723 a 82.371 casi) e Agricoltura (+9,4%, da 14.026 a 15.346) e un calo nel Conto Stato (-0,5%, da 750 a 746).
L’aumento interessa il Sud (+21,1%), il Nord-Ovest (+14,3%), il Centro (+8,9%) e il Nord-Est (+7,6%). In calo le Isole (-2,7%).
In ottica di genere si rilevano 7.840 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 65.377 a 73.217 (+12,0%), e 2.124 in più per le lavoratrici, da 23.122 a 25.246 (+9,2%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 80.847 a 89.388 (+10,6%), sia quelle degli stranieri, da 7.652 a 9.075 (+18,6%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel 2025, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
