S&P Global PMI®: primo calo dell’attività terziaria italiana in 16 mesi

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A marzo, il settore terziario italiano registra un calo causato dalla riduzione della domanda proveniente dal mercato nazionale ed estero.

I dati sui prezzi hanno indicato costi maggiori, in gran parte assorbiti dalle aziende visto che l’inflazione delle tariffe applicate è salita molto meno. L’andamento di crescita dell’occupazione, che va avanti da più di un anno, ha registrato un ampio arresto, e l’ottimismo si è ridotto.

L’Indice S&P Global PMI® dell’Attività Terziaria in Italia si basa su una singola domanda sull’andamento dell’attività economica rispetto al mese precedente. Una lettura superiore a 50.0 segnala un’espansione, e più supera 50.0, più rapido risulta in tasso di crescita.

Con 48.8 nel mese di marzo, l’Indice dell’Attività Economica è tornato inferiore alla soglia si 50.0, terminando quindi la sequenza di quindici mesi di crescita ininterrotta. In discesa rispetto a 52.3 di febbraio, tale valore ha segnalato un calo modesto della produzione, superato soltanto da quello registrato a fine 2023.

Alcuni dei fattori citati dal campione intervistato che hanno causato la riduzione dell’attività, sono i pochi eventi successivi alla fine delle Olimpiadi Invernali, il generale indebolimento della domanda e la maggiore incertezza internazionale.

I dati granulari hanno mostrato che la forte crescita del settore Software & Comunicazione e quella meno forte dei Trasporti hanno tuttavia ammortizzato il generale calo della produzione.

A marzo, si è certamente registrata una nuova contrazione degli ordini totali. Per la prima volta in più di un anno le aziende hanno indicato un declino delle vendite, collegandolo alla fine delle Olimpiadi, all’incertezza sul conflitto in Medio Oriente e all’accresciuta concorrenza. Il tasso di contrazione è stato il più rapido da novembre 2024, anche se solo modesto.

Come per i nuovi ordini totali, anche quelli provenienti dall’estero di marzo si sono ridotti a tasso modesto, segnando peraltro il quarto calo mensile negli ultimi cinque mesi.

Le aziende italiane fornitrici di servizi nel mese di marzo hanno ridotto le assunzioni, indicando livelli occupazionali complessivamente invariati rispetto a febbraio. Le assunzioni riportate sono state ampiamente controbilanciate dai licenziamenti registrati. Allo stesso tempo gli ultimi dati hanno indicato un accumulo di ordini non ancora completati, dato apparso solo due volte (quest’ultima inclusa) negli ultimi due anni e mezzo. Alcune aziende monitorate lo hanno collegato a ritardi di natura burocratica.

La pressione dei costi affrontata dalle aziende terziarie italiane si è intensificata, con un aumento del costo salariale e delle materie prime come energia e carburante (soprattutto a causa del conflitto in Medio Oriente). Il tasso di inflazione dei costi di gestione è salito a un valore record in più di tre anni ed è stato elevato.

Anche se il settore si è mostrato più aggressivo nella politica tariffaria, nel tentativo di recuperare almeno una parte del rialzo dei costi, il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è stato più lento rispetto all’inflazione dei costi. Tuttavia, l’incremento è stato importante e il più elevato in quasi due anni.

Nonostante le aziende abbiano mostrato positività rispetto alle previsioni di attività nei prossimi 12 mesi, l’ottimismo è sceso ai minimi in sette mesi, con un valore che oltretutto è stato tra i più deboli in più di cinque anni. Le preoccupazioni riportate rispecchiano aspettative di uno scenario economico difficile e incerto legato al conflitto in Medio Oriente.

S&P Global PMI® Composito in Italia: prima contrazione dell’economia italiana da inizio 2025

Rispetto a 52.1 di febbraio, l’indice S&P Global PMI della Produzione composita in Italia è crollato in contrazione scendendo a 49.2. Questa lettura segnala il calo peggiore in più di un anno ed è dovuta al nuovo calo dell’attività terziaria unito a una espansione lieve della produzione manifatturiera.

Il livello dei nuovi ordini di marzo ha registrato un andamento simile, indicando quindi una nuova contrazione. Allo stesso tempo, l’occupazione del settore privato è rimasta grosso modo stagnante e le commesse inevase sono risultate stabili.

In merito ai prezzi, l’inflazione dei costi e delle tariffe imposte ai clienti è accelerata salendo ai massimi in 40 e 37 mesi rispettivamente.

Commento

Eleanor Dennison, Economist presso S&P GlobalMarket Intelligence, ha dichiarato: “Con la difficile situazione internazionale del conflitto in Medio Oriente che ha pesato sulla domanda e sull’attività, l’economia del Terziario in Italia ha dato a marzo segnali di fragilità. Il settore ha registrato il più forte tasso di contrazione in quasi due anni e mezzo, indicando il quarto declino mensile della produzione. L’aumento del costo del carburante, dell’energia ed elle materie prime ma anche dei salari ha pesato ulteriormente sulle spese operative, con un tasso di inflazione dei costi impennatosi ai massimi rialzi in più di tre anni.Con le aziende che spingono ad aumentare i prezzi di vendita per assicurarsi margini di guadagno, le previsioni sulla domanda futura navigano in acque più difficili. Anche se, guardandolo dall’alto, lo scenario di marzo si è mostrato un mese difficile per il settore terziario italiano, sotto la superficie ci sono stati segnali di resilienza. Nonostante il contesto sia incerto, due dei cinque settori monitorati hanno indicato una crescita”.