Un sistema “farraginoso”, “lento” e incapace di rispondere con dinamismo alla tragedia quotidiana degli infortuni. È questo il duro atto d’accusa della Corte dei Conti contenuto nella Delibera 60/2026. La magistratura contabile ha messo sotto la lente d’ingrandimento la gestione dell’Inail, portando alla luce un paradosso inaccettabile: le risorse per mettere in sicurezza le imprese ci sono, ma restano bloccate nei gangli della burocrazia.
Il fallimento dei Bandi ISI: Miliardi fermi al palo
Il dato più sconcertante riguarda i finanziamenti a fondo perduto per le imprese (Incentivi ISI). Tra il 2019 e il 2024, a fronte di quasi 2 miliardi di euro impegnati, ne sono stati effettivamente erogati solo 270,7 milioni, ovvero un misero 13,59%.
Ancora più grave la situazione dell’ultimo biennio: per gli anni 2023 e 2024, nonostante stanziamenti per oltre 1,1 miliardi di euro, le somme liquidate al 31 dicembre 2024 risultano pari a zero.
“I tempi risultano eccessivamente lunghi — scrive la Corte — e rischiano di non rispondere ai cambiamenti dei rischi, specialmente nelle PMI”.
Ispezioni in calo, irregolarità record
Non va meglio sul fronte dei controlli. Nel 2024 l’attività ispettiva ha subito una contrazione dell’11,49%, passando da 8.739 a sole 7.735 aziende controllate. Un numero irrisorio se confrontato con la totalità delle imprese attive (lo 0,24% del portafoglio).
Tuttavia, quando i controlli avvengono, l’esito è quasi sempre negativo: la percentuale di aziende irregolari riscontrate è infatti altissima, attestandosi al 93,04%.
La mappa del rischio: morti e malattie professionali
Nonostante le campagne di sensibilizzazione, i numeri del 2024 descrivono un’emergenza costante:
- Infortuni denunciati: 593.000 (oltre 1.500 ogni giorno).
- Casi mortali: 1.202 (una media di 3,2 decessi quotidiani).
- Malattie professionali: Oltre 88.000 denunce, il dato più alto dal 1978.
Su quest’ultimo punto, la Corte intravede uno spiraglio di luce: l’aumento delle denunce potrebbe non indicare un peggioramento delle condizioni, ma una maggiore consapevolezza dei lavoratori e una migliore capacità diagnostica dei medici, permettendo interventi preventivi prima che le patologie diventino irreversibili.
Le voci della prevenzione: serve competenza
Nel dibattito si inserisce con forza la Commissione nazionale dei Tecnici della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP), che chiede il riconoscimento formale della propria figura professionale nei bandi e negli appalti come “standard di qualità” indispensabile.
Dello stesso avviso l’Anmil, che in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza chiede di “scuotere il sonno ideologico” che circonda il lavoro, mentre Cinzia Frascheri (Fondo Vittime Amianto) ricorda la battaglia silenziosa contro le patologie correlate all’asbesto, che causano ancora oggi circa 10.000 nuovi casi all’anno.
I PUNTI CHIAVE DELLA RELAZIONE
| Criticità | Dato rilevato | Conseguenza |
| Erogazione Fondi ISI | 13,59% speso (2019-24) | Imprese senza risorse per ammodernarsi |
| Attività Ispettiva | -11,49% nel 2024 | Minor deterrenza e controllo sul territorio |
| Tasso Irregolarità | 93,04% | La quasi totalità delle ditte non è a norma |
| Malattie Prof. | 88.384 denunce | Record storico; emerge l’usura fisica |
L’appello finale della Magistratura contabile è chiaro: snellire le procedure e potenziare gli organici ispettivi. Senza una vera semplificazione, la sicurezza sul lavoro rimarrà un diritto scritto sulla carta, ma privo di portafoglio.

Consulente Esperto sicurezza sul lavoro
