L’ultima indagine S&P Global PMI® di inizio secondo trimestre ha indicato una stagflazione dell’economia dell’eurozona, dovuta a questa prima contrazione dell’attività economica del settore privato da dicembre 2024 accompagnata dal maggior aumento dei prezzi di vendita in tre anni. In aggiunta, la fiducia è scesa ai minimi in 31 mesi e l’occupazione ha registrato un’ulteriore riduzione.
Per la prima volta in quasi un anno e mezzo, l’Indice destagionalizzato S&P Global PMI® della Produzione Composita dell’Eurozona – una media ponderata dell’Indice PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice PMI dell’Attività Economica Terziaria – è sceso ad aprile al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0, valore che separa la crescita dalla contrazione. Da 50.7 di marzo l’indice principale è sceso a 48.8, toccando il valore più basso da novembre 2024 e segnalando una contrazione complessivamente modesta dell’attività economica del settore privato.
Tra le nazioni dell’eurozona monitorate dai nostri indici PMI compositi, tre hanno indicato ad aprile contrazioni della produzione: Germania, Francia e Spagna, mentre l’Italia e l’Irlanda hanno registrato espansioni. C’è da sottolineare che le due principali economie dell’eurozona hanno entrambe indicato il più rapido calo in più di un anno, mentre in Spagna il calo della produzione è stato il più elevato da agosto 2023.
Il calo dell’attività economica al livello composito rispecchia totalmente la contrazione del settore terziario, la più rapida in oltre cinque anni, che ha sovrastato il nuovo rialzo della produzione manifatturiera. Ciò è avvenuto anche nei nuovi ordini totali, calati ad aprile per il secondo mese consecutivo e al tasso più rapido da novembre 2024.
La fiducia registrata ad aprile nell’eurozona è di nuovo peggiorata, segnalando peraltro un calo elevato dell’ottimismo dall’inizio del conflitto mediorientale. Le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi sono le meno positive in poco più di due anni e mezzo.
Come già successo a marzo, ad aprile l’occupazione del settore privato dell’eurozona è marginalmente diminuita. I tagli agli organici sono principalmente avvenuti nel settore manifatturiero, dal momento i libri paga del terziario sono rimasti pressoché invariati rispetto a marzo. Eppure, a inizio del secondo trimestre, il lavoro inevaso si è ridotto più rapidamente, registrando il più elevato tasso di contrazione da maggio 2025.
Ad aprile, la pressione dei costi ha continuato a salire marcatamente e a un tasso di inflazione ulteriormente accelerato che ha toccato il valore più alto in 40 mesi.
Tale velocità di rialzo ha coinvolto ambedue i settori. Più aggressiva è stata quindi la strategia adottata sui prezzi di vendita in questo inizio di secondo trimestre, con le aziende di entrambi i settori che hanno fortemente aumentato i prezzi al cliente rispetto a marzo. Il tasso complessivo di incremento dei prezzi di vendita è stato il più netto in tre anni.
S&P Global Eurozone Services PMI
Nel mese di aprile, l’Indice S&P Global PMI sull’Attività Economica del Terziario dell’Eurozona è sceso in territorio di contrazione per la prima volta in quasi un anno. Da 50.2 di marzo, l’indice è sceso a 47.6 indicando la riduzione più veloce della produzione da febbraio 2021.
In quest’ultimo mese, la domanda di servizi forniti dall’eurozona è ulteriormente diminuita. La riduzione è stata peraltro la più elevata da ottobre 2023, e dovuta in parte al deterioramento del volume dei nuovi ordini esteri (incluso il commercio intra-eurozona).
L’occupazione del settore terziario dell’eurozona è rimasta ad aprile pressoché invariata per il secondo mese consecutivo. Va detto comunque che tale andamento mostra una deviazione dai robusti livelli di assunzione dei cinque anni precedenti all’inizio del conflitto mediorientale. Purtuttavia, il cumulo degli ordini inevasi è stato smaltito al tasso più rapido da marzo 2025.
In merito all’andamento dei prezzi, i tassi di inflazione di costi e prezzi di vendita hanno indicato picchi di rialzo in tre e due anni rispettivamente.
In conclusione, ad aprile la fiducia del settore terziario dell’eurozona è scesa ai minimi in 42 mesi.
Commento
Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “I dati PMI finali di aprile sull’eurozona confermano i precedenti segnali di un’economia che scivola in contrazione, poiché l’attuale conflitto mediorientale sta deragliando la ripresa configuratasi prima dell’inizio del conflitto. Anche se il PIL ha segnalato finora solo un modesto calo trimestrale dello 0.1%, la completa assenza di segnali di un prossimo alleggerimento della crisi suggerisce che la contrazione potrebbe aggravarsi. Finora il settore terziario è stato colpito più duramente, con le aziende a contatto col cliente che hanno sofferto restringimenti dei margini significativi dovuti al duplice impatto dell’impennata dei prezzi energetici e dell’interruzione dei trasporti. Allo stato attuale, il settore manifatturiero ha però mostrato resilienza accumulando scorte, a causa dei timori di ulteriori impennate dei prezzi e di strozzature negli approvvigionamenti. Nei prossimi mesi, man mano che le scorte vengono smaltite, tutto ciò non solo smorzerà la crescita manifatturiera, ma, se si concretizzeranno i timori su rifornimenti e prezzi, avrà anche un effetto domino sull’economia terziaria, che conta sulle richieste dell’industria, soprattutto alimentare e certamente quella dei combustibili raffinati. Per molte aziende che forniscono servizi finanziari, sono prioritarie anche le previsioni di innalzamento dei tassi di interesse che colpiscono soprattutto l’attività immobiliare. La risposta della BCE a questa impennata inflazionistica segnalata dall’Indice PMI costituirà un importante riferimento di previsioni economiche che vanno ben oltre l’attività immobiliare. Il timore è che, con una crescita economica già in forte contrazione dall’inizio del conflitto, l’aumento dei tassi di interesse potrebbe peggiorare questa iniziale crisi dell’ottimismo.”
