Ad aprile, l’incertezza causata dalla guerra in Medio Oriente ha continuato a pesare sul settore edile italiano.
Il calo dell’attività è stato nuovamente generale e a un tasso più veloce in tutti e tre i sottosettori monitorati.
Allo stesso tempo, la crescente inflazione dei costi, la maggiore pressione sulla catena di approvvigionamento e il moderato portafoglio ordini sono stati tutti fattori che hanno contribuito a più moderate previsioni per i prossimi dodici mesi. In effetti, l’inflazione dei costi affrontata dalle aziende edili italiane è stata la più forte in quattro anni. Le aziende edili hanno continuato ad assumere tuttavia personale aggiuntivo, ma la loro attività di acquisto si è ridotta drasticamente.
In discesa da 46.8 di marzo, l’Indice S&P Global PMI® del Settore Edile in Italia, che misura le variazioni su base mensile dell’attività totale del settore, con un valore di 44.8, ad aprile è ulteriormente sceso al di sotto della soglia critica di non cambiamento di 50.0.
L’ultimo dato registrato è stato il più basso da agosto 2022 e ha mostrato una forte contrazione dell’attività edile in tutta Italia.
A livello sottosettoriale, ci sono state riduzioni maggiori su tutti i fronti. La categoria dell’ingegneria civile ha guidato la crisi e ha segnalato un rapido declino rispetto a marzo.
L’attività edile residenziale e non residenziale è calata a tassi altrettanto elevati.
L’indagine di aprile ha rivelato che l’incertezza causata dalla guerra in Medio Oriente ha fatto ritardare gli ordini dai clienti conseguentemente alle preoccupazioni per l’aumento delle pressioni sui prezzi. La riduzione complessiva dei nuovi ordini è stata più forte da marzo e la più rapida da agosto 2024.
Le aspettative delle aziende per i prossimi 12 mesi sono rimaste deboli, segnalando persino una visione generale leggermente pessimistica. Qualsiasi segno di positività è stato attribuito agli ordini precedentemente stipulati, mentre sono state ampiamente riportate preoccupazioni sulla situazione geopolitica attuale.
Sul fronte occupazionale, sebbene le imprese edili italiane abbiano continuato a segnalare assunzioni, il tasso di aumento è stato il più debole mai visto finora quest’anno. Allo stesso tempo, sono state riportate riduzioni dell’utilizzo dei subappaltatori.
Conseguentemente ai minori requisiti di beni edili, le aziende hanno nuovamente ridotto i loro livelli di acquisto. Il tasso di contrazione riportato è stato il maggiore osservato negli ultimi 20 mesi.
I problemi con la catena di fornitura causati dalla guerra in Medio Oriente hanno fatto allungare notevolmente le consegne, a un tasso maggiore degli ultimi due anni.
I prezzi più alti dell’energia, del carburante, dei trasporti e delle materie prime hanno spinto al rialzo i costi medi ad aprile. Il tasso di inflazione dei costi è saltato al massimo in quattro anni, con circa il 58% delle imprese che segnala un aumento. Questo rispetto a meno dell’1% delle aziende che riportato una riduzione dei costi.
Commento
Eleanor Dennison, Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Pare che i lavori edili in Italia vengano messi in secondo piano finché aziende e clienti non potranno essere
certi che le pressioni inflazionistiche abbiano iniziato a diminuire. I livelli elevati di incertezza causati dalla guerra in Medio Oriente hanno frenato la stipulazione di nuovi contratti, tanto che le aziende edili non sono sicure se realizzeranno le loro previsioni di crescita per i prossimi dodici mesi. Poiché nessun sottosettore è immune da queste avverse condizioni operative, i lavori edili residenziali, non residenziali e progetti di ingegneria civile sono tutti diminuiti a ritmi più elevati rispetto a quelli osservati a marzo. Il sottosettore dell’ingegneria civile è stato il più colpito, con l’attività che si è ridotta rapidamente. È però positivo osservare come un’attività di assunzione sostenuta potrebbe suggerire che le aziende si aspettano una ripresa nel breve termine e che saranno
pronte ad accettare nuovi lavori quando l’incertezza si affievolirà. Le aziende edili hanno nel frattempo cercato di far fronte ai loro costi riducendo l’utilizzo dei subappaltatori e della loro quantità di acquisto.”
