L’avvio del mercato europeo delle emissioni nel trasporto marittimo (ETS) e l’estensione dal 2028 ai trasporti su strada e al settore residenziale e commerciale (ETS2) avranno pesanti ricadute economiche sulle famiglie e sulle imprese italiane.
Trasporto su strada
Per il trasporto su strada, l’aggravio è stimato tra 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui, con forti effetti sui carburanti che già scontano l’accisa più alta d’Europa. La quota principale dell’onere ricadrà sul diesel, con un incremento stimato fino a circa 7,7 miliardi di euro nello scenario peggiore. In questo caso, il prezzo del diesel potrebbe aumentare di oltre il 17% e quello della benzina di oltre il 14%, con rincari fino a 355 euro l’anno per le auto diesel e 250 euro per le auto a benzina. Secondo il Rapporto Cer-Confcommercio, i maggiori costi saranno trasferiti in misura pressoché integrale sui consumatori finali, a causa della rigidità della domanda di carburanti. La nuova componente legata alla CO₂ arriverebbe a incidere per oltre il 10% sul prezzo finale alla pompa. Per gli autobus gran turismo l’aggravio potrebbe superare i 7 mila euro annui. Per l’autotrasporto, gli extracosti potrebbero raggiungere i 960 euro annui per i veicoli leggeri e superare gli 11 mila euro annui per i mezzi più pesanti.
Settore residenziale e commerciale
Sul fronte del settore residenziale e commerciale, l’incremento sarebbe compreso tra 1,6 e circa 4 miliardi di euro l’anno per le utenze domestiche, principalmente a causa della dipendenza dal gas naturale. L’extracosto medio per le famiglie arriverebbe fino a 128 euro annui, con impatti maggiori nel Nord Est (152 euro annui) e nel Nord Ovest (134 euro annui). Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che già oggi pagano per l’energia le tariffe più alte in Europa, gli aumenti risulterebbero particolarmente rilevanti. Nello scenario peggiore, l’extracosto annuo raggiungerebbe i 400 euro per un bar e i 364 euro per un negozio alimentare, supererebbe i 1.090 euro per le grandi superfici di vendita, arriverebbe a circa 1.275 euro per i ristoranti e oltrepasserebbe i 3.270 euro per un albergo medio. Incrementi che rischiano di vanificare le attuali misure per il contenimento della spesa energetica e di alimentare dinamiche inflattive.
Trasporto marittimo
Anche il trasporto marittimo sarà interessato da un ulteriore consistente aumento dei costi operativi. L’impatto dell’ETS, già in vigore nel settore, potrebbe raggiungere circa i 713 milioni di euro entro il 2028, aggravato ulteriormente dall’applicazione del regolamento FuelEU Maritime. L’effetto combinato delle due normative porterà a un forte aumento del costo dei combustibili navali, incidendo sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.
Questi i principali risultati che emergono dal Rapporto Cer-Confcommercio, presentato stamattina a Roma, sull’impatto del mercato europeo delle emissioni (ETS e ETS2) nel trasporto su strada, settore residenziale e commerciale, trasporto marittimo.
Pasquale Russo, Vice Presidente di Confcommercio e Presidente di Conftrasporto, ha affermato: “Mentre viviamo l’emergenza della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente, che in Italia ha provocato il taglio straordinario delle accise e la proclamazione del fermo dei servizi di autotrasporto, una nuova tempesta di pari impatto si profila all’orizzonte. L’impatto dell’Ets e dell’Ets2 rischia di mettere in ginocchio molte imprese e farne chiudere molte altre. Non c’è tempo da perdere. Servono correttivi e misure di sostegno per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività del sistema economico italiano. Nel trasporto stradale, in cui l’Italia applica già le accise sui carburanti più elevate d’Europa, occorre prevedere meccanismi di compensazione sugli oneri ETS2. Allo stesso tempo, bisogna evitare nuovi aggravi per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che già sostengono costi energetici superiori alla media europea, e introdurre misure per il trasporto marittimo, a partire dai collegamenti con le isole, dalle Autostrade del Mare e dal transhipment”.
I PRINCIPALI RISULTATI DEL RAPPORTO
1. L’estensione del sistema ETS2 per il trasporto su strada
Secondo le stime del Rapporto, l’introduzione dell’ETS2 per il trasporto su strada:
- determinerà un impatto economico sul Paese compreso fra i 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui, a seconda dello scenario di prezzo della CO₂ considerato.
- la quota principale dell’onere ricadrà sul costo del diesel, oltre 5,3 miliardi di euro nello scenario con prezzi CO₂ medi 2025, circa 7,7 miliardi nello scenario peggiorativo al 2028. Per la benzina, il costo stimato varia tra 1,2 e quasi 3 miliardi di euro.
- le autovetture private assorbiranno oltre il 60% del costo complessivo ETS2, per una cifra compresa fra 3 e 7,2 miliardi di euro a seconda dello scenario.
- gli autocarri pesanti subiranno un aggravio di costo compreso tra 942 milioni e oltre 2,2 miliardi di euro.
- gli autobus gran turismo e minibus subiranno maggiori oneri tra 100 milioni e 300 milioni di euro all’anno.
Stima del costo della CO2 per il trasporto su strada per scenario di prezzo e tipologia di carburante (milioni di euro)

Stima del costo della CO2 per il trasporto su strada per scenario di prezzo e tipologia di mezzo di trasporto (milioni di euro)

Il trasferimento sui consumatori finali
Rigidità della domanda di carburanti e margini contenuti della distribuzione determineranno un trasferimento ampio – se non pressoché integrale – dei maggiori costi sul consumatore finale. Nell’ipotesi di trasferimento integrale dei costi ETS2 lungo la filiera, i prezzi finali dei carburanti registreranno i seguenti aumenti, sia direttamente attraverso la componente CO₂ sia indirettamente tramite l’incremento della base imponibile IVA. Nel confronto con i prezzi medi alla pompa, rilevati nella settimana 20-26 aprile 2026 (fonte: MASE):
Benzina:
- prezzo finale da 1,73 €/litro a 1,99 €/litro nello scenario peggiorativo;
- componente ETS fino a 0,21 €/litro;
- incremento complessivo superiore al 14% rispetto ai prezzi di aprile 2026.
Diesel:
- prezzo finale da 2,06 €/litro a 2,41 €/litro;
- componente ETS fino a 0,29 €/litro;
- incremento complessivo superiore al 17%.
La componente ETS arriverebbe a incidere per oltre il 10% del prezzo finale dei carburanti. L’applicazione dell’Iva sul maggiore prezzo IVA amplificherebbe ulteriormente l’aumento del prezzo dei carburanti.
Stima dell’impatto dell’ETS2 sui prezzi alla pompa, per tipologia di carburante e scenario di prezzo (€/litro)
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Nota: si assume che lo sconto in accisa sia costante anche negli scenari di impatto.
L’impatto sulle famiglie, su autobus turistici e sugli autotrasportatori
Nello scenario peggiorativo, il costo annuo della mobilità privata incrementerebbe di oltre 250 € per un’auto a benzina e di 355 € per un’auto diesel.
Nello scenario inerziale, il rincaro medio sarebbe di oltre 170 € (nel caso della benzina) e +244 € (nel caso del diesel) per famiglia.
Per gli operatori dell’autotrasporto, gli effetti economici risultano ancora più rilevanti per effetto degli elevati livelli di percorrenza e della forte dipendenza dal diesel.
Nello scenario peggiorativo al 2028, l’aggravio annuo stimato varia da circa +960 € per i veicoli leggeri (< 3,5t) fino a oltre +11.300 € per gli autocarri pesanti superiori a 26 tonnellate.
Già nello scenario con prezzi CO₂ medi 2025, l’incremento dei costi operativi risulterebbe compreso tra circa +660 € per i veicoli commerciali leggeri e oltre +7.800 € per i mezzi pesanti di maggiore capacità.
Per gli autobus gran turismo l’extracosto potrà variare da 2.970 euro a 7.096 euro annui a veicolo.
2. L’estensione del sistema ETS2 per il settore residenziale e commerciale
L’impatto diretto
Il comparto civile rappresenta uno dei settori maggiormente esposti agli effetti dell’ETS2 per effetto dell’elevata dipendenza dal gas naturale e della limitata efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano.
Il Rapporto stima che nel settore residenziale il costo dell’ETS2 sia compreso fra 1,6 e circa 4 miliardi di euro annui, a seconda dello scenario adottato per il prezzo della CO₂.
La quota largamente prevalente dell’onere è attribuibile al gas naturale, su cui verranno a gravare costi che nello scenario più severo superano i 3,5 miliardi di euro.
Per gli edifici commerciali e la Pubblica Amministrazione, il costo stimato varia invece tra circa 700 milioni e oltre 1,6 miliardi di euro.
Stima del costo della CO2 per il residenziale per scenario di prezzo e tipologia di combustibile (milioni di euro)

Stima del costo della CO2 per gli edifici commerciali e la P.A. per scenario di prezzo e tipologia di combustibile (milioni di euro)

Il trasferimento sui consumatori
Assumendo un trasferimento integrale dei costi ETS2 sui consumatori finali, l’extracosto medio per una utenza domestica italiana, a fronte di un consumo medio annuo di 584 Smc di gas, varierebbe tra circa 54 € annui nello scenario di soft price cap e 128,5 € nello scenario peggiorativo al 2028.
Secondo le stime effettuate, le regioni del Nord Italia risultano le più esposte per effetto delle condizioni climatiche e della maggiore intensità d’uso del riscaldamento. Nel Nord-est, dove il consumo medio supera i 690 Smc annui per utenza, l’onere stimato raggiungerebbe circa 152 € annui nello scenario più severo, mentre nel Nord-ovest arriverebbe a circa 134 €.
Tra le singole regioni, i costi più elevati si registrano in Valle d’Aosta (162,5 €), Veneto (160,5 €) ed Emilia-Romagna (153,6 €). Anche Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia presentano valori superiori alla media nazionale.
Nel Mezzogiorno l’impatto risulterebbe più contenuto, con un extracosto medio compreso tra circa 48 e 114 € annui, sebbene alcune regioni interne, come la Basilicata, mostrino livelli di consumo superiori alla media dell’area.
Stima dell’extracosto della CO2 per il consumo di gas delle utenze domestiche per scenario di prezzo (Smc e €)

Il trasferimento sulle imprese del commercio e dei servizi
Per il comparto commerciale, l’impatto dell’ETS2 risulterebbe strettamente legato all’intensità energetica delle diverse attività economiche. Gli oneri maggiori si concentrerebbero nelle strutture ricettive e nella ristorazione, caratterizzate da consumi elevati e continuativi di gas naturale.
Nello scenario inerziale, l’extracosto annuo per le imprese viene stimato pari a:
- 275 € per un bar;
- 250 € per un negozio alimentare;
- 225 € per un negozio non alimentare;
- oltre 870 €, mentre per un ristorante tipo salirebbe;
- 750 € per una grande superficie di vendita;
- oltre 1.250 € per un albergo piccolo;
- 2.250 € per un albergo medio
Stima dell’extra costo della CO2 per il consumo di gas delle utenze commerciali per scenario di prezzo e tipologia di combustibile (Smc e €)

Nello scenario peggiorativo al 2028, il costo aggiuntivo raggiungerebbe i 400 € per un bar e i 364 € per un negozio alimentare, supererebbe i 1.090 € per le grandi superfici di vendita, arriverebbe a circa 1.275 € per i ristoranti e oltrepasserebbe i 3.270 € per un albergo medio.
3. L’introduzione del sistema ETS al settore marittimo
L’introduzione del sistema ETS al trasporto marittimo determina un nuovo costo operativo per le compagnie di navigazione, direttamente legato all’evoluzione del prezzo della CO₂.
Nelle ipotesi considerate dal rapporto, il prezzo delle quote passerebbe da una media di 73,9 €/tCO₂eq nel 2025 fino a 107,5 €/tCO₂eq nel 2028.
Date queste ipotesi, il costo ETS per il settore marittimo italiano aumenterebbe progressivamente:
- da 173 milioni a 550 milioni durante la fase di phase-in 2024-26;
- per raggiungere circa 713 milioni di euro nel 2028.
La componente prevalente dell’onere riguarda il traffico domestico, che nel 2028 assorbirebbe oltre 400 milioni di euro, mentre circa 305 milioni sarebbero riconducibili ai traffici internazionali soggetti al sistema ETS.
Dal 2025, l’entrata in vigore del regolamento FuelEU Maritime ha introdotto un ulteriore costo legato all’intensità emissiva dei combustibili utilizzati a bordo. Per gli armatori, il costo energetico non dipenderebbe quindi più soltanto dal prezzo industriale del bunker, ma dalla combinazione tra:
- prezzo del carburante;
- costo ETS associato alle emissioni di CO₂;
- eventuale penalità FuelEU per i combustibili non conformi ai target emissivi.
Costo della CO2 (ETS) per il settore marittimo in Italia (milioni di euro)

L’effetto combinato ETS e FuelEU determinerebbe così un incremento strutturale dei prezzi dei combustibili marittimi fossili:
- per il VLSFO (Very Low Sulphur Fuel Oil), il prezzo passerebbe da circa 614 €/tonnellata nel 2025 a oltre 1.058 €/tonnellata nel 2028, con una componente ETS pari a circa 344 €/tonnellata e una quota FuelEU superiore a 50 €/tonnellata;
- per il Marine Gas Oil (MGO), il prezzo complessivo supererebbe i 1.500 €/tonnellata nel 2028, rispetto ai circa 781 €/tonnellata del 2025. Anche il GNL registrerebbe un incremento significativo, con un prezzo totale superiore a 1.070 €/tonnellata nel 2028.
Nel lungo periodo, la struttura dei costi dei combustibili marittimi tenderà a modificarsi ulteriormente. Nello scenario simulato al 2040, che assume una crescita media del prezzo della CO₂ pari al 3,4% annuo tra il 2030 e il 2040 e prezzi industriali costanti al 2027, l’incidenza dell’ETS continuerebbe ad aumentare, con la componente legata alla normativa FuelEU Maritime a rappresentare il peso maggiore.


