I dati ISTAT sul mercato del lavoro relativi ad aprile 2026 mostrano un netto miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Gli occupati aumentano di 123mila unità rispetto a marzo e raggiungono quota 24 milioni e 337mila, mentre su base annua la crescita è pari a 269mila occupati. Il tasso di occupazione sale al 63,1%, con un incremento di 0,3 punti percentuali sul mese e di 0,6 punti in un anno.
Il dato rappresenta una significativa inversione rispetto alla fase più debole osservata tra febbraio e marzo. Dopo il calo degli occupati registrato nel mese precedente e il temporaneo peggioramento del saldo annuale, aprile segna un recupero molto marcato che conferma l’andamento particolarmente oscillante del mercato del lavoro negli ultimi mesi.
La crescita dell’occupazione coinvolge entrambe le componenti di genere. Gli occupati aumentano di 64mila unità tra gli uomini e di 60mila tra le donne. Anche su base annua il saldo resta positivo per entrambi: +111mila uomini e +159mila donne, confermando una dinamica ancora favorevole per l’occupazione femminile.
Prosegue inoltre la riduzione della disoccupazione. Le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 18mila unità nel mese e di 260mila nell’ultimo anno. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, mentre quello giovanile cala al 16,9%, su livelli particolarmente contenuti nel confronto storico recente.
Uno degli elementi più rilevanti del mese riguarda però gli inattivi. Dopo l’aumento registrato a marzo, pari a 46mila unità, ad aprile si osserva una diminuzione di 102mila persone, con il tasso di inattività che scende al 33,4%. Una dinamica che potrebbe essere influenzata anche dal recupero di alcune situazioni precedentemente legate alla cassa integrazione.
Positivo il quadro anche dal punto di vista della composizione occupazionale. Crescono infatti tutte le principali componenti del lavoro: i dipendenti permanenti, i dipendenti a termine e gli autonomi. Gli occupati a tempo indeterminato raggiungono quota 16 milioni e 480mila, quelli a termine 2 milioni e 525mila, mentre gli autonomi salgono a 5 milioni e 332mila.
Su base annua continua invece una trasformazione ormai evidente nella struttura dell’occupazione. Diminuiscono i lavoratori a termine (–64mila), mentre crescono i dipendenti permanenti (+143mila) e soprattutto gli autonomi (+190mila). Una composizione che riflette gli effetti della crisi dell’offerta di lavoro e delle difficoltà di reperimento della manodopera.
Dal punto di vista anagrafico, nel mese crescono quasi tutte le fasce d’età: +28mila occupati tra i 15 e i 24 anni, +42mila tra i 25 e i 34 anni e +51mila tra gli over 50, mentre la fascia 35-49 anni resta sostanzialmente stabile.
Guardando però al confronto annuale, la crescita dell’occupazione continua a concentrarsi quasi esclusivamente nelle età più mature. Gli occupati over 50 aumentano infatti di 419mila unità, mentre diminuiscono sia i 15-24enni (-40mila) sia i 35-49enni (-158mila). Un dato che conferma il peso delle trasformazioni demografiche nella lettura del mercato del lavoro italiano.
“Aprile restituisce un quadro positivo, con una forte crescita dell’occupazione e una riduzione contemporanea di disoccupazione e inattività”, commenta Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT. “È però importante leggere questi dati insieme ai mesi precedenti e alla loro composizione. Il mercato del lavoro continua a mostrare una buona capacità di tenuta, ma la crescita resta fortemente concentrata, nell’ultimo anno, per le fasce più mature della popolazione. Il nodo della partecipazione e dell’occupazione giovanile rimane quindi aperto”.
Nel complesso, i dati di aprile confermano livelli occupazionali elevati e una significativa capacità di recupero del mercato del lavoro italiano. Restano tuttavia evidenti gli squilibri generazionali che caratterizzano la crescita occupazionale e che continuano a rappresentare una delle principali sfide strutturali del sistema.
