Formazione, Inapp: “Bene IeFp e Sistema duale grazie a Pnrr ma scarseggiano i profili richiesti dalle imprese”

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Nell’anno formativo 2023-2024, il sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in Italia dimostra una buona tenuta e buoni tassi di successo, ma non cresce nei numeri assoluti, ed è trainato soprattutto grazie ai fondi del PNRR. È quanto emerge dal XXIII Rapporto di monitoraggio realizzato dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presentato oggi a Roma.

I dati mostrano un quadro in chiaroscuro: da un lato studenti sempre più preparati e un boom del sistema duale, dall’altro una forte disomogeneità sul territorio e una carenza di profili professionali rispetto alle richieste delle aziende.

I numeri della formazione: boom di promossi, permane divario Nord – Sud

Il numero complessivo degli iscritti ai corsi triennali e quadriennali è rimasto sostanzialmente stabile: 210.014 studenti rispetto ai 210.440 dell’anno precedente. A fare un balzo in avanti è invece il numero di chi porta a termine il percorso con successo: i qualificati sono stati 48.307 (+8,3% rispetto all’anno scorso), mentre i diplomati sono stati 16.705 (+31,4% rispetto all’anno precedente).

Il successo formativo è evidente: nei Centri di formazione professionale si qualifica l’85% degli iscritti al terzo anno e si diploma l’83% di quelli del quarto anno (percentuali che scendono rispettivamente al 73% e 76% negli Istituti Professionali di Stato).

Permane purtroppo il nodo storico delle differenze tra le regioni. Oltre il 60% dei qualificati si concentra in sole quattro regioni del Nord: Lombardia (30,9%), Piemonte (11,4%), Veneto (10,6%) ed Emilia-Romagna (9,7%). La Lombardia, da sola, esprime quasi la metà dei diplomati italiani (45,5%), una quota che sale al 60,2% se si aggiunge il 14,7% della Sicilia.

Sul fronte dei percorsi IeFP realizzati in modalità Duale (l’apprendimento che prevede il maggior numero di ore di formazione in contesto lavorativo), si registra un’ulteriore crescita del +20%. Gli iscritti salgono a 130.161 e l’incidenza di questo modello formativo sul totale del sistema IeFP balza dal 56,5% al 67,8%

Il “mismatch”: le aziende cercano, ma i lavoratori non bastano

Il vero campanello d’allarme riguarda il divario tra domanda e offerta di lavoro. Nonostante il record di promossi (circa 65.000 titoli l’anno), le aziende faticano a trovare personale. Nel 2024, i diplomati e i qualificati in uscita riescono a coprire appena il 38,6% della domanda di lavoro delle imprese. Anche se il dato è in leggero miglioramento rispetto al 34,3% del 2023, la situazione quindi resta critica.

La carenza di personale è particolarmente allarmante in alcuni settori chiave come la logistica (si copre appena l’1,8% del fabbisogno), l’edilizia (si copre solo il 2,5%) e i servizi alla vendita, meccanico e tessile/abbigliamento (presentano tassi di rispondenza molto bassi, compresi tra il 18% e il 22%). Vanno decisamente meglio i settori della ristorazione (che copre il 51% del mercato) e della riparazione dei veicoli a motore, dove si riesce a soddisfare il 75% delle richieste aziendali.

“Il Rapporto – ha dichiarato Natale Forlani, Presidente dell’Inapp – evidenzia il buon andamento del Sistema di Istruzione e formazione professionale anche a fronte della riduzione demografica delle coorti giovanili, conseguito anche grazie alle risorse del Pnrr che hanno consentito di incrementare di circa il 70% i percorsi tra formazione e lavoro. Questa evoluzione dovrà essere consolidata con l’utilizzo delle risorse ordinarie, tenendo conto che risulta essenziale per soddisfare i fabbisogni e le competenze che risultano largamente superiori del 60% all’offerta formativa disponibile”.