A maggio, malgrado ci siano stati segnali di attenuazione, il settore edilizio italiano ha continuato a contrarsi. Sia l’attività che i nuovi ordini sono diminuiti al massimo in tre mesi, portando a una maggiore creazione di posti di lavoro e alla fine della riduzione degli acquisti. C’è stato un rinnovato ottimismo nelle prospettive per l’anno prossimo, mentre si è allentata la pressione sulla catena di approvvigionamento e sui prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente.
L’Indice S&P Global PMI® del Settore Edile in Italia, che misura le variazioni su base mensile dell’attività totale del settore, a maggio ha raggiunto 49.4, aumentando dal valore più basso in oltre tre anni e mezzo di aprile di 44.8.
A livello sottosettoriale, la debolezza si è concentrata sull’edilizia residenziale e non residenziale, e in entrambi i casi con riduzioni modeste, seppur molto più lievi rispetto ad aprile. Il settore dell’ingegneria civile è passato dal peggiore risultato del mese di aprile a quello migliore di maggio, segnalando un leggero aumento dell’attività.
Secondo le aziende campione, una produzione più bassa è stata causata dal calo dei nuovi ordini e dalla chiusura dei cantieri edili completati. La riduzione complessiva dei nuovi ordini, sebbene solida, è stata la meno marcata negli ultimi tre mesi. Si dice che l’aumento dell’incertezza abbia pesato sulla domanda di lavori edili, con alcune aziende che hanno anche menzionato di non essere riuscite ad aggiudicarsi le gare d’appalto.
A maggio si è registrato un miglioramento delle aspettative delle aziende per l’attività nei prossimi 12 mesi. In contro tendenza rispetto a quanto osservato nei due mesi precedenti, più aziende prevedono una crescita piuttosto che una diminuzione, con parecchie delle quali che si aspettano di ottenere nuovi contratti nel breve termine.
Sul fronte occupazionale, i dati di maggio hanno segnalato il ventunesimo mese consecutivo di creazione di posti di lavoro. L’attività di assunzione è aumentata al livello massimo da gennaio.
Allo stesso tempo, così come segnalato dalla seconda riduzione mensile consecutiva dell’utilizzo dei subappaltatori, le aziende campione hanno fatto a meno di utilizzarli.
A differenza delle riduzioni osservate a marzo e aprile, i livelli di acquisto di beni di maggio sono rimasti sostanzialmente stabili.
Tuttavia, le interruzioni sulla catena di approvvigionamento causate dalla guerra in Medio Oriente hanno allungato i tempi di consegna. Secondo i dati raccolti, difficoltà di trasporto e carenze di materiali sono stati fattori contributivi, con un relativo deterioramento che però è stato meno marcato rispetto ad aprile.
Un’altra conseguenza del conflitto in Medio Oriente è stata la pressione al rialzo sui costi. Sono stati infatti notati maggiori incrementi dei prezzi di carburante, energia e materie prime e, anche se in discesa rispetto ad aprile, il tasso d’aumento è stato ancora notevole.
Commento
Eleanor Dennison, Economist at S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Dopo alcuni mesi, molto difficili a causa di fattori esterni, gli ultimi dati complessivi del PMI suggeriscono che le cose stanno andando nella giusta direzione per le imprese edili italiane. Sebbene siano stati segnalati cali sostenuti della produzione e nuovi ordini, la crisi sembra aver perso vigore. C’è certamente ancora margine di miglioramento, soprattutto considerate le riduzioni prolungate nei lavori su progetti residenziali e non residenziali. Nel frattempo, la categoria dell’ingegneria civile è riuscita a crescere un po’ a maggio. Il miglioramento delle previsioni di crescita delle aziende, l’aumento delle assunzioni e una minore resistenza verso gli acquisti forniscono tuttavia segnali positivi. È però chiaro che le aziende stanno ancora sentendo la pressione a causa dei costi fortemente elevati e della pressione sulle catene di approvvigionamento.”
