I dati preliminari del primo semestre dell’anno confermano un mercato M&A influenzato dal clima di incertezza post 28 febbraio, con lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Ad oggi risultano concluse 637 operazioni (-14% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno) per un controvalore complessivo di oltre 22 miliardi di euro (a fronte dei 30 miliardi del primo semestre 2025). Da segnalare però una ripresa sostenuta nell’ultimo mese sia nel numero di operazioni chiuse che annunciate, in un contesto di mercati borsistici che continuano a segnare nuovi massimi anche in seguito alla trattativa fra USA e Iran per chiudere il conflitto in Medio Oriente.
Per Max Fiani, Partner KPMG e curatore del rapporto: “La partenza rallentata del primo semestre 2026 non preoccupa in quanto sia i mercati finanziari che il deal-flow non segnano tensioni o criticità particolari. Anzi, da segnalare nel mese di giugno il più grande IPO della storia: la quotazione di SpaceX sul Nasdaq che raccoglie oltre 85 miliardi di dollari, seguito a poche settimane dalla nostra Bending Spoons”.
Il mercato domestico registra dei volumi pressoché in linea con i primi sei mesi dello scorso anno, 342 operazioni vs 382, ma con una riduzione dei controvalori: 6,8 miliardi di euro rispetto ai 16,7 miliardi dello scorso anno. I primi mesi del 2025 erano stati infatti positivamente influenzati dalla finalizzazione di importanti operazioni di M&A che hanno riguardato le principali banche italiane. Continua anche quest’anno il trend di consolidamento del settore finanziario con le principali operazioni annunciate che si prevedono in chiusura entro la fine del 2026, inizio 2027.
Le operazioni cross-border mostrano un incremento in termini di controvalore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nei primi sei mesi del 2026, infatti, le operazioni Estero su Italia hanno registrato circa 195 operazioni per un controvalore complessivo pari a 8,2 miliardi di euro (€6,9 miliardi di euro per 224 nel primo semestre del 2025), e quelle Italia su Estero risultano pari a 7,2 miliardi di euro per 100 deals (138 nello stesso periodo dello scorso anno per 6,8 miliardi di euro).
Otto le operazioni che superano il miliardo di euro che hanno interessato alcuni dei principali settori italiani: in particolare, negli ultimi tre mesi segnaliamo,nell’Industrial Markets, il perfezionamento dell’acquisizione da parte di Socar, Società statale dell’Azerbaijan, di Italiana Petroli S.p.A. per un corrispettivo di circa 3 miliardi di euro, a valle dell’ottenimento di tutte le autorizzazioni regolamentari previste. Inoltre, il fondo statunitense Lone Star ha completato l’acquisizione di due divisioni chiave di RadiciGroup (Specialty Chemicals e High Performance Polymers), per un controvalore di circa 1 miliardo di euro. Nel settore farmaceutico, Chiesi Farmaceutica S.p.A., Gruppo internazionale orientato alla ricerca, ha completato l’acquisizione di KalVista Pharmaceuticals, Inc., società statunitense quotata al Nasdaq, impegnata nello sviluppo e nella fornitura di terapie orali in grado di cambiare la vita di persone affette da malattie rare caratterizzate da bisogni medici significativi e ancora insoddisfatti, per un corrispettivo totale di circa 1,2 miliardi di euro. Nel Telecommunication, Media & Tech (“TMT”), la già menzionata quotazione sul mercato borsistico statunitense di Bending Spoons, che ha raccolto circa 1,5 miliardi di euro e, per il Financial Services, la finalizzazione della fusione per integrazione di Banco Popolare di Sondrio in BPER Banca per un corrispettivo pari a 1,3 miliardi di euro.
I principali trend settoriali
A livello settoriale, il 69% dei controvalori registrati nel primo semestre dell’anno sono rappresentati da TMT con 6,4 miliardi di euro, Industrial Markets per 4,6 miliardi di euro e dall’ Energy&Utilities con investimenti pari a circa 4,4 miliardi di euro. Il TMT, con 105 deal, resta uno dei settori di maggior interesse per gli investitori. Particolarmente attrattive le aziende che operano nel segmento IT, (sviluppo software, gestione di app e servizi IT e AI). Bending Spoons, protagonista indiscussa del settore Tech, dopo aver condotto una imponente campagna acquisti, (tra cui Evernote, WeTransfer, Vimeo, AOL, Eventbrite) è approdata al NASDAQ con una raccolta pari a circa 1,5 miliardi di euro. È approdata, invece, sul segmento EGM di Borsa Italiana, Alia Mentis, società deep-tech attiva nel campo dei materiali innovativi, specializzata nello sviluppo e nell’industrializzazione di tecnologie proprietarie per la realizzazione di materiali compositi avanzati e l’implementazione di processi produttivi innovativi. Nel comparto TLC, il Gruppo TIM, tramite la propria controllata TIM SA (Brasile) ha riacquistato il 51% della Divisione Fibra I-Systems dedicata alla gestione e la manutenzione delle infrastrutture in fibra ottica di TIM S.A. per un controvalore di circa 163 milioni di euro.
Il settore Industrial Markets ha registrato 151 operazioni per un controvalore di circa 4,6 miliardi di euro. Oltre alla finalizzazione dell’acquisto dei business Area High Performance Polymers e Specialty Chemicals da RadiciGroup, Lone Star Funds ha comunicato di aver firmato accordi vincolanti per l’acquisizione di DOMO Engineered Materials, una divisione del gruppo DOMO. L’acquisizione di queste due realtà riunirà due piattaforme consolidate per creare un compounder globale indipendente di primo livello. La futura realtà combinata beneficerà di un portafoglio prodotti ampio e complementare, di una presenza geografica estesa e di maggiori capacità per servire una vasta gamma di mercati finali, tra cui automotive, edilizia, beni di consumo e applicazioni industriali. Prosegue infine il percorso di crescita per linee esterne del Gruppo Ariston, che ha completato l’acquisizione del 100% di Riello Group, storico operatore internazionale nei settori del comfort climatico e delle combustion technologies, dal gruppo Carrier Global Corporation per un controvalore di circa 370 milioni di euro.
Nel comparto Energy&Utilities, l’operazione SOCAR – Italiana Petroli, già citata in precedenza, rappresenta la più significativa in termini di controvalore. Continua il percorso di consolidamento di ENI, che attraverso la partecipata Eni Plenitude, attiva nella vendita di luce e gas, ha acquisito Acea Energia (inclusa la quota del 50% di Umbria Energy). L’operazione, del valore di circa 500 milioni di euro, ha permesso al Gruppo di espandere la propria base clienti nel mercato italiano e consolidare la propria posizione aggiungendo oltre 1 milione di utenze al portafoglio di Plenitude.
Infine, Italgas, per adempiere agli impegni richiesti dall’Antitrust relativi all’acquisizione di 2i Rete Gas, ha perfezionato le cessioni delle attività di distribuzione del gas nei 12 Atem. Il valore complessivo della transazione supera i 250 milioni di euro e ha comportato il trasferimento di circa 247.000 punti di riconsegna (PdR), oltre agli impianti ed alle reti.
Outlook 2026
La pipeline attesa per il 2026 sul mercato italiano è molto significativa. Le operazioni annunciate, ma non ancora finalizzate, si attestano ad oltre 60 miliardi di euro di controvalore. Particolarmente attivo il sub-settore Farmaceutico con la manifestazione di interesse lanciata da CVC Capital Partners per acquisire il restante 48,1% di Recordati e procedere così con il delisting dal mercato borsistico. Il controvalore atteso dell’operazione è di circa 5,7 miliardi di euro. A seguire troviamo l’acquisizione da parte di Angelini Pharma, azienda farmaceutica internazionale, della società statunitense Catalyst Pharmaceuticals, Inc., focalizzata sull’in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare, per un controvalore complessivo pari a 3,5 miliardi di euro. Tale operazione permetterà al Gruppo Italiano, tramite un’integrazione di portafoglio prodotti e canali, di sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle malattie rare.
Infine, ricordiamo l’accordo siglato da Amplifon per l’acquisizione dalla danese GN Store Nord A/S dell’intero business Hearing, attraverso una combinazione di azioni e una componente in cassa, per un controvalore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, dando così vita ad un leader globale verticalmente integrato nell’audiologia, con ricavi aggregati di circa 3,3 miliardi di euro ed una presenza globale in più di 100 paesi. Operazione di tipo trasformativo è anche l’annunciata offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste Italiane sul capitale di TIM con un controvalore totale di circa 10,8 miliardi di euro.
A seguire per il settore Financial Services, sono attese le finalizzazioni delle operazioni che coinvolgono MPS, in particolare la fusione di Mediobanca in MPS per un controvalore di circa 1,9 miliardi di euro per il 13,7%, l’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS per un controvalore complessivo che si aggira su oltre 30 miliardi di euro ed infine la cessione da parte di MPS di un insieme di attività ‘Compendio Unipol’ ad Unipol Assicurazioni per complessivi 3,5 miliardi di euro. È infine attesa, nei prossimi giorni, la comunicazione dei risultati definitivi dell’offerta pubblica volontaria di scambio da parte di Unicredit avente a oggetto le azioni Commerzbank, con l’obiettivo di superare il 30% del capitale (ad oggi ha il 26%) prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto, i cui risultati definitivi sono attesi nei prossimi giorni.
Infine, è stata confermata per la seconda parte dell’anno, la fusione transfrontaliera tra Saipem e Subsea7, al fine di creare un leader globale nel settore energy services, con un deal value di circa 4,6 miliardi di euro.
“L’andamento dei mercati dei capitali e la pipeline lasciano ben sperare per le chiusure del mercato M&A nel 2026. Sempre più l’M&A è utilizzato in chiave strategica anche per rispondere alle sfide poste dalla geopolitica e dall’AI sui business model. Per la fine del 2026, si prevede di traguardare le 1500 operazioni concluse per un controvalore simile a quanto registrato lo scorso anno.” conclude Max Fiani.
