Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito.
Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.
I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (giugno 2025 vs giugno 2026) e “di periodo” (gennaio-giugno 2025 vs gennaio-giugno 2026) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.
I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Il confronto effettuato su un periodo di sei mesi, inoltre, potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto alla tendenza che si delineerà nei prossimi mesi. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.
Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.
DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel primo semestre del 2026 sono state 213.985, in aumento del 4,7% rispetto alle 204.364 del pari periodo 2025 (+4,1% sul 2024, +1,8% sul 2023, +6,3% sul 2020, -29,4% sul 2022, -0,8% sul 2021, -5,7% sul 2019).
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento giugno 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 977 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di giugno 2019 alle 880 del 2026, con un calo del 9,9%. Rispetto a giugno 2025 si registra un aumento del 4,1% (da 845 a 880).
L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,0% del 2019 all’81,3% del 2026 (è stata dell’81,9% nel 2025).
A giugno di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +4,7% nella gestione Industria e servizi (dai 182.487 casi del 2025 ai 191.096 del 2026), un -0,8% in Agricoltura (da 11.446 a 11.350) e un +10,6% nel Conto Stato (da 10.431 a 11.539).
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la Sanità e assistenza sociale (+5,3%), il Trasporto e magazzinaggio (+4,8%), il Commercio (+3,8%), i Servizi di supporto alle imprese (+2,8%), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+2,7%), le Costruzioni (+2,6%) e il comparto Manifatturiero (+1,6%).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+9,0%), nel Nord-Ovest (+5,7%), al Sud (+5,3%), al Centro (+5,1%) e nel Nord-Est (+2,6%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Sicilia (+11,1%), il Lazio (+10,6%), il Molise (+8,9%) e la Campania (+8,2%), mentre i decrementi sono presenti solo nelle province autonome di Trento (-1,8%) e Bolzano (-1,2%) e in Valle d’Aosta (-0,6%).
L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +6,2% (da 66.405 a 70.528 casi), sia a quella maschile, con +4,0% (da 137.959 a 143.457). Crescono le denunce dei lavoratori stranieri (+7,6%) e degli italiani (+3,8%).
L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+10,1%), tra i 20-29enni (+6,7%) e tra i 30-39enni (+4,6%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di giugno 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 342, 15 in meno rispetto alle 357 registrate nel 2025 (-16 casi sul 2024, -1 sul 2023, -102 sul 2021, -141 sul 2020, +4 sul 2019 e +1 sul 2022).
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 1,45 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di giugno 2019 a 1,41 del 2026 (-2,8%); rispetto a giugno 2025 la diminuzione è del 4,7% (da 1,48 a 1,41).
L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 70,1% del 2019 al 72,8% del 2026 (è stata del 72,1% nel 2025).
La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 303 a 293 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 51 a 44), mentre il Conto Stato sale da tre a cinque decessi.
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Costruzioni (da 53 a 59), i Servizi di supporto alle imprese (da 14 a 25), la Fornitura di acqua – reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (da 8 a 10), la Sanità e assistenza sociale (da 3 a 8) e l’Amministrazione pubblica (da 2 a 6), per i decrementi le Attività manifatturiere (da 50 a 41), il Commercio (da 38 a 26) e le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (da 8 a 6); il Trasporto e magazzinaggio conferma le 47 denunce mortali in entrambi i periodi.
Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 87 a 75), nel Nord-Ovest (da 95 a 91), nel Nord-Est (da 78 a 76), incrementi al Centro (da 60 a 63) e parità nelle Isole (37 in entrambi i periodi). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Basilicata (-8), l’Abruzzo (-6), la provincia autonoma di Bolzano (-5), il Friuli-Venezia Giulia e l’Umbria (-4 ciascuna), mentre per gli aumenti Lazio (+4), Emilia-Romagna, provincia autonoma di Trento e Calabria (+3 ciascuna).
Il calo rilevato nel confronto del primo semestre 2025-2026 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 338 a 319. In aumento i decessi per le lavoratrici (da 19 a 23). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 282 a 247), aumentano quelle degli stranieri (da 75 a 95).
L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali tra i 60-74enni (da 72 a 82 casi) e tra i 20-39enni (da 52 a 61), e riduzioni in particolare per i 40-59enni (da 218 a 190).
DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE
Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di giugno 2026 sono stati 49.166, in aumento dell’8,8% rispetto ai 45.185 del 2025 (+8,8% sul 2024, +14,7% sul 2023, +21,7% sul 2022, +56,3% sul 2021, +83,5% sul 2020 e +5,9% sul 2019).
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,0% del 2019 al 18,7% del 2026 (è stata del 18,1% nel 2025).
A giugno di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +8,8% nella gestione Industria e servizi (dai 39.976 casi del 2025 ai 43.505 del 2026), un -5,6% in Agricoltura (da 728 a 687) e un +11,0% nel Conto Stato (da 4.481 a 4.974).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+14,2%), nel Nord-Est (+11,9%), nelle Isole (+8,3%), nel Nord-Ovest (+8,0%) e al Centro (+3,7%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+29,2%), la Calabria (+22,5%), la Liguria (+19,1%), l’Emilia-Romagna (+18,1%) e l’Abruzzo (+17,4%).
L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente maschile, che registra un +9,9% (da 22.894 a 25.150 casi), sia a quella femminile, con un +7,7% (da 22.291 a 24.016). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+11,4%) e quelle degli italiani (+8,1%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+15,3%), 20-29enni (+11,3%), 30-39enni (+8,0%) e 40-59enni (+6,6%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 128 contro le 138 del 2025 (-10 decessi), in aumento rispetto ai casi mortali registrati in tutti gli anni del quinquennio 2020-2024 e in riduzione sul 2019 (-16).
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 29,9% del 2019 al 27,2% del 2026 (è stata del 27,9% nel 2025).
La gestione Industria e servizi scende da 132 a 114 denunce mortali, l’Agricoltura sale da cinque a 13, mentre il Conto Stato segna un caso mortale in entrambi i periodi.
Dall’analisi territoriale emergono incrementi nelle Isole (da 12 a 17 casi) e cali nel Nord-Est (da 39 a 30), al Sud (da 23 a 19) e al Centro (da 29 a 27); il Nord-Ovest presenta 35 decessi in entrambi i periodi.
Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da 21 a 16, quelle dei lavoratori da 117 a 112. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 105 a 92), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 33 a 36). L’analisi per classi di età mostra incrementi solo nella fascia dai 25 ai 34 anni (da 19 a 26 denunce mortali) e per i 60-64enni (da 13 a 21) e cali generalizzati per le altre classi, in particolare per i 50-59enni (da 43 a 29).
DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di giugno 2026 sono state 52.301, in aumento del 5,5% rispetto alle 49.581 del primo semestre 2025.
Delle oltre 52mila denunce di infortunio, 550 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 52% rispetto a giugno 2025.
L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 17% del totale delle denunce registrate a giugno 2026. Il 42% interessa le studentesse (+5,4% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+5,5%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +9,3% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +13,6%), Veneto (12%; +2,6%) e Piemonte (10%; +3,6%).
Il 94% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 6% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
Dodici i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di giugno 2026, erano sette nel 2025.
Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni denunciati come mortali e per quelli avvenuti durante i percorsi “formazione scuola-lavoro”, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.
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Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro il mese di giugno 2026 sono state 315.452, in aumento del 5,5% rispetto alle 299.130 di gennaio-giugno 2025. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 482 contro 502 (-4,0%).
DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo semestre del 2026 sono state 59.480, +8.494 casi rispetto al pari periodo 2025 (+16,7%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto ai primi semestri degli anni precedenti.
I dati rilevati a giugno di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+17,9%, da 42.039 a 49.580 casi), Agricoltura (+10,1%, da 8.578 a 9.442) e Conto Stato (+24,1%, da 369 a 458).
L’aumento interessa il Nord-Est e il Centro (+17,6% ciascuna), le Isole (+17,0%), il Nord-Ovest (16,1%) e il Sud (+15,1%).
In ottica di genere si rilevano 6.339 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 37.848 a 44.187 (+16,7%) e 2.155 in più per le lavoratrici, da 13.138 a 15.293 (+16,4%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 46.427 a 54.005 (+16,3%), sia quelle degli stranieri, da 4.559 a 5.475 (+20,1%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo semestre 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
