La tendenza al ribasso si protrae nel terzo trimestre. Tuttavia, la ripresa della crescita dei nuovi ordini e dell’occupazione nel settore edile ha contribuito ad attenuare la contrazione.
A luglio, il sottosettore dell’edilizia non residenziale ha rappresentato l’elemento positivo, registrando il primo incremento dell’attività in cinque mesi, mentre quelli dell’edilizia residenziale e dell’ingegneria civile hanno inciso negativamente sull’attività complessiva del settore delle costruzioni. Gli acquisti di beni sono stati nuovamente ridotti, in linea con il calo dell’attività e in presenza di pressioni elevate sui costi e sulla catena di fornitura. Nonostante i segnali di inversione di tendenza relativi ai nuovi ordini e all’occupazione, le imprese prevedono per il prossimo anno una diminuzione della produzione.
L’Indice S&P Global PMI® del Settore Edile in Italia, che misura le variazioni su base mensile dell’attività totale del settore, a luglio è cresciuto a 49.1 da 45.4 di giugno.
Malgrado si tratti del quinto mese consecutivo di calo, questa recente diminuzione dell’attività nel settore edile si è attenuata fino a raggiungere un tasso modesto. La ripresa della crescita nell’edilizia non residenziale ha mitigato la flessione, mentre i tassi di contrazione sia del sottosettore dell’edilizia residenziale che dell’ingegneria civile si sono ridotti.
A luglio, si è registrata di conseguenza la quarta diminuzione degli acquisti di beni in cinque mesi. Detto questo, la riduzione è risultata nel complesso contenuta.
L’indagine di luglio ha mostrato maggiori segnali di stabilità della domanda, come indicato dal nuovo incremento dei nuovi ordini per lavori edili in Italia. Le aziende campione hanno segnalato l’aggiudicazione di appalti, nonché un aumento dell’interesse da parte dei clienti. Sebbene complessivamente contenuto, si tratta del primo miglioramento registrato da febbraio.
Nel frattempo, la flessione del livello occupazionale osservata a giugno sembra essere stata di breve durata, come evidenziato dal nuovo aumento del personale nel settore delle costruzioni in Italia registrato a luglio. Escludendo il mese di giugno, si tratta tuttavia del tasso di creazione di posti di lavoro più debole registrato nel 2026 e solo marginale. Allo stesso modo, le imprese hanno nuovamente ridotto il ricorso a subappaltatori.
Le imprese edili italiane hanno espresso a luglio valutazioni negative in merito ai livelli di attività futura. Circa il 22% delle aziende prevede una diminuzione della produzione nei prossimi 12 mesi, attribuendo tale previsione all’incertezza legata al contesto geopolitico e alla cessazione dei bonus edilizi. Si tratta di una delle previsioni più pessimistiche dall’agosto 2022 e in linea con quanto rilevato a marzo.
A luglio, il conflitto in Medio Oriente ha continuato a esercitare pressioni al rialzo sui costi sostenuti dalle imprese edili italiane. Quasi il 28% delle aziende ha segnalato un aumento dei costi, riferendo un generalizzato incremento dei prezzi delle materie prime, del petrolio e dell’energia. Pur rimanendo significativo, il tasso di inflazione è risultato tuttavia il meno accentuato da febbraio.
Durante l’indagine di luglio sono state segnalate persistenti criticità nelle catene di approvvigionamento, con un nuovo allungamento dei tempi di attesa per i beni, a causa di problemi di disponibilità delle scorte, logistica e ritardi nei trasporti. Sebbene ciò rappresenti quasi due anni di deterioramento ininterrotto delle prestazioni dei fornitori, la recente fase di disservizi si è rivelata più marcata rispetto all’inizio dell’anno.
Commento
Eleanor Dennison, Economist at S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Il dato principale di luglio evidenzia una debolezza generale nel settore edile in Italia. Nel dettaglio, l’ottimismo tra le imprese di inizio della seconda metà dell’anno risulta in calo. L’incertezza legata al contesto geopolitico, alle condizioni della domanda e alla mancanza di incentivi governativi è stata indicata come motivo alla base della valutazione negativa delle aziende. Contestualmente, il quadro dei costi e le pressioni sulla catena di approvvigionamento continuano a rappresentare fattori difficili da gestire. Sebbene il settore abbia mantenuto una fase di contrazione, si osserva un miglioramento nella giusta direzione. Il calo dell’attività è stato significativamente meno marcato rispetto a giugno, con tutti e tre i sottosettori che hanno registrato progressi relativi nel corso del mese. I lavori di edilizia non residenziale sono persino aumentati per la prima volta da febbraio. Tale dinamica si è accompagnata a un nuovo, seppur marginale, afflusso di commesse nel settore nel mese di luglio.”
