Claudio Fratocchi, Managing Director di Scientia Consulting e CEO di Energieering — realtà attive rispettivamente nella consulenza ICT, nella trasformazione digitale e nella protezione delle infrastrutture energetiche di nuova generazione — evidenzia i dati più significativi emersi dagli ultimi studi su intelligenza artificiale, mercato del lavoro e impatto economico:
- -24%: il calo delle assunzioni complessive dal 2022 (ricerca Visier, 3,6 milioni di profili dipendenti, 155+ organizzazioni)
- 312 miliardi di euro: il valore aggiunto che l’IA potrebbe generare in Italia a piena adozione, pari al 18,2% del PIL nazionale (Anitec-Assinform/Politecnico)
- +251% vs -32%: la traiettoria opposta tra ingegneri IA e data scientist all’interno dello stesso reparto Data & Analytics
- +42%: l’aumento degli attacchi informatici critici in Italia nel 2025, 507 in totale (Rapporto Clusit 2026)
- 5,7 miliardi di ore lavorative: il tempo che l’IA potrebbe liberare ogni anno in Italia, da reindirizzare verso attività a maggiore valore aggiunto
Questi numeri, secondo Fratocchi, raccontano una trasformazione più sfumata di quanto suggerisca la narrazione della semplice “sostituzione dei posti di lavoro”: l’IA non elimina interi settori, ma ridistribuisce dove serve valore — a patto che le imprese sappiano proteggere le infrastrutture su cui quella crescita si costruisce.
Le professioni più resistenti all’automazione
Educatori, avvocati, architetti e professionisti della sicurezza restano difficili da sostituire: ruoli fondati su giudizio, responsabilità e fiducia umana, che l’IA supporta ma non rimpiazza. Un avvocato usa l’IA per la ricerca giuridica, ma il cliente cerca chi sa valutare strategia e conseguenze; un architetto genera concept con l’IA, ma deve bilanciare sicurezza, normative e bisogni reali dei clienti.
Riorganizzazione, non sostituzione
I domini professionali si muovono in direzioni opposte anche nello stesso reparto: Data & Analytics cresce del 49%, Product Management del 39%, mentre HR (-3%) e Finanza (-4%) calano. Dentro Data & Analytics, gli ingegneri IA crescono del 251% mentre i data scientist calano del 32%. Cresce anche il peso dei lavoratori mid-career (35-50 anni), sempre più centrali quando l’esperienza serve a riconoscere quando le risposte dell’IA non si adattano al contesto.
L’impatto economico
Oltre ai 312 miliardi di euro stimati da Anitec-Assinform/Politecnico a piena adozione, Banca d’Italia conferma che l’IA aumenta produttività e redditività senza effetti negativi sull’occupazione. Negli USA la produttività è già +2,2% oltre le attese di fine 2025, e Vanguard stima fino al 60% di probabilità di una crescita del PIL reale del 3%. Un brief ILO segnala però un’esposizione diseguale alla GenAI: 24,1% per le donne contro 17,8% per gli uomini.
Il commento di Claudio Fratocchi
“I 312 miliardi stimati per l’Italia non sono un dato astratto, ma il risultato di scelte di investimento che le imprese fanno ora. Quel valore si costruisce solo se cresce insieme alla resilienza delle infrastrutture: il Clusit 2026 segnala 507 attacchi critici in Italia, +42% sull’anno precedente, con il Paese che subisce quasi il 10% dell’offensiva cyber globale pesando solo il 2% del PIL mondiale. Le aziende che guadagnano terreno trattano governance, cybersecurity e trasformazione digitale come un unico investimento”, spiega Claudio Fratocchi, Managing Director di Scientia Consulting e CEO di Energieering. Con un background in sicurezza finanziaria internazionale, oggi si occupa di governance, cybersecurity e resilienza organizzativa.
“Le organizzazioni stanno ridistribuendo dove servono competenze, e ruoli e compiti si stanno evolvendo. La forza lavoro dovrà adattarsi insieme alla tecnologia”, aggiunge Dr.ssa Andrea Derler, economista che ha guidato la ricerca Visier.
Cosa cambia per lavoratori e aziende
La domanda chiave non è più “l’IA mi sostituirà?”, ma “quali parti del mio lavoro può svolgere?”. Giudizio, creatività, empatia e leadership restano l’assicurazione sulla carriera più solida. Per le aziende, la sfida è trasformare i guadagni di produttività in crescita diffusa, senza che il valore si concentri solo nei grandi gruppi già digitalizzati.
Fonti: Visier · Banca d’Italia (QEF n. 1005) · Anitec-Assinform/Politecnico · Vanguard Italia · ILO · Clusit 2026 · Armis Labs, Cyberwarfare Report 2026


