A dicembre vendite al dettaglio in contrazione al tasso più veloce in quattro mesi

 A dicembre vendite al dettaglio in contrazione al tasso più veloce in quattro mesi

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[dropcap]A[/dropcap] dicembre si assiste ad un’altra flessione delle vendite al dettaglio in Italia, toccando il più netto tasso di calo su base mensile da agosto. Le vendite sono state spesso fortemente inferiori agli obiettivi, causando accumulo di giacenze per il quarto mese consecutivo. Nota positiva è quella relativa agli ultimi dati sull’occupazione che, insieme ai margini lordi, sono diminuiti ma più lentamente grazie al persistere del basso livello d’inflazione dei costi che ha contribuito ad alleggerire la pressione sulle aziende.

A dicembre, l’indice destagionalizzato Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, che con un singolo valore segnala i cambiamenti su base mensile delle effettive vendite comparabili, ha segnato 42.8, da 44.2 di novembre, mostrando un’accelerazione di fine anno del tasso di contrazione del settore. Quest’ultima flessione è stata la più rapida degli ultimi quattro mesi. I dettaglianti hanno spesso citato nei loro commenti la mancanza di potere d’acquisto dei consumatori.

Il tasso di contrazione su base annuale è stato il più rapido dallo scorso luglio, e il secondo più rapido da novembre 2013.

Le vendite di dicembre sono state generalmente al di sotto degli obiettivi dei dettaglianti, peraltro ad un tasso che è aumentato nel corso degli ultimi quattro mesi, fino a raggiungere il valore peggiore da luglio.

La fiducia tra i dettaglianti italiani sulle prospettive di vendita di gennaio è stata generalmente negativa. Il numero di aziende che prevede vendite inferiori agli obiettivi è risultato maggiore rispetto a chi dichiara di superarli.

Secondo il parere di alcune aziende campione, uno dei fattori determinanti l’aumento delle merci in magazzino sono state le vendite al di sotto degli obiettivi di dicembre. Quest’ultimo aumento delle giacenze, sebbene generalmente modesto, è stato il quarto consecutivo mensile ed il più netto da settembre.

Di pari passo, è diminuito al tasso più rapido l’acquisto di merci all’ingrosso da parte dei dettaglianti, che lo hanno generalmente collegato al calo delle vendite.

In linea con l’indebolimento delle vendite, anche il livello degli organici dei dettaglianti si è ridotto, rallentamento fino a toccare un ritmo marginale, il più debole degli ultimi tre mesi.

Il tasso più lento dei tagli occupazionali del settore è il parziale riflesso di una redditività meno ridotta sebbene il tasso di contrazione ha subìto un nel corso del mese. Infatti, a dicembre si è registrato il più lento calo dei margini lordi da gennaio 2008, ed uno dei più deboli dall’inizio del 2004, anno in cui ha avuto inizio l’indagine. Le aziende che hanno segnalato la riduzione dei margini lordi, hanno spesso citato la politica degli sconti per incentivare le vendite.

La media dei prezzi d’acquisto affrontata dai dettaglianti ha continuato ad aumentare, con un tasso d’inflazione leggermente accelerato (record su nove mesi) e rimanendo tuttavia basso rispetto alla media storica d’indagine. Secondo il parere delle aziende intervistate, uno dei fattori che hanno causato l’aumento dei prezzi d’acquisto è stato lo sfavorevole movimento delle valute, seppure in un certo senso controbilanciato dal prezzo in discesa del petrolio.

Phil Smith, economista presso Markit, e autore del report Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «Il PMI delle vendite al dettaglio ha seguito quelli relativi al settore manifatturiero e terziario mostrando un peggioramento delle prestazioni economiche italiane di fine anno. Le vendite sono nettamente diminuite e al tasso più rapido nel quadrimestre conclusosi a dicembre, senza dar cenno a rallentamenti. Un sollievo per i dettaglianti è la mancanza di pressione sul fronte dei costi, con prezzi di acquisto che continuano a salire ma solo marginalmente, grazie agli effetti del basso costo del petrolio di dicembre. La politica dei prezzi delle aziende può essere più aggressiva, senza timore di azzerare totalmente i margini di profitto, margini che, nel 2014, hanno sofferto meno pressioni che negli anni passati».

Redazione

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