A febbraio crescita modesta del settore manifatturiero dell’Eurozona

 A febbraio crescita modesta del settore manifatturiero dell’Eurozona

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[dropcap]R[/dropcap]imane debole a febbraio la crescita del settore manifatturiero dell’eurozona, infatti attestandosi a 51.0 l’indice finale destagionalizzato Markit PMI® sul Manifatturiero dell’Eurozona è rimasto invariato rispetto al valore più alto in sei mesi di gennaio e al di sotto della precedente stima flash di 51.1.

Nonostante il leggero aumento dei nuovi ordini sino al valore più alto in sette mese, il tasso di espansione della produzione manifatturiera rimane lo stesso del mese precedente. Ad ogni modo il tasso di crescita dei nuovi ordini totali è rimasto moderato a causa della debole situazione delle condizioni di mercato interno che ha controbilanciato la crescita accelerata delle esportazioni (incluso il commercio intra eurozona).

Il livello occupazionale manifatturiero è aumentato a febbraio per il sesto mese consecutivo, con il tasso d’aumento migliore di questa sequenza e con il livello del lavoro inevaso che conseguentemente è rimasto invariato.

Classifica PMI Manifatturiero per Paese: febbraio  
Irlanda 57.5 massimo su 182 mesi
Spagna 54.2 minimo su 2 mesi
Paesi Bassi 52.2 minimo su 5 mesi
Italia 51.9 massimo su 7 mesi
Germania 51.1 (flash 50.9) massimo su 2 mesi
Austria 48.7 massimo su 2 mesi
Grecia 48.4 massimo su 2 mesi
Francia 47.6 (flash 47.7) minimo su 2 mesi

Rimangono deboli a febbraio le pressioni sui prezzi con i minori prezzi del petrolio che hanno ancora avuto il loro impatto sui costi, causando di nuovo una forte contrazione dei prezzi medi di acquisto. Senza ombra di dubbio i costi medi di acquisto sono risultati appena meno elevati del valore più alto in cinque anni e mezzo di gennaio. Allo stesso tempo, per il sesto mese consecutivo diminuiscono i prezzi medi di vendita, ciò si è verificato soprattutto a causa della diminuzione dei costi, delle deboli condizioni di mercato e all’aumento della concorrenza.

Tra le nazioni dell’eurozona, Irlanda e Spagna sono rimaste quelle che hanno registrato i risultati migliori. Il PMI irlandese è aumentato al valore più alto in 15 anni, grazie alla crescita sia dei nuovi ordini che della produzione e alla crescita dei livelli occupazionali ad un tasso che eguaglia solo quello del maggio 1998, quando l’indagine è stata creata.

Rallenta leggermente la crescita della produzione mensile della Spagna e a causa dell’aumento dei nuovi ordini ricevuti le imprese campione sono state propense ad aumentare i livelli occupazionali per il quattordicesimo mese consecutivo.

Le altre nazioni che hanno segnalato a febbraio un miglioramento delle condizioni manifatturiere sono state Italia, Germania e Paesi Bassi.

Le tre nazioni sopra citate hanno riportato modesti aumenti della produzione. La Germania e i Paesi Bassi hanno registrato un tasso di aumento più lento, benché la Germania abbia riportato un leggero aumento della crescita dei nuovi ordini. La produzione è aumentata al tasso più veloce in otto mesi in Italia a causa del ritorno alla crescita dei nuovi ordini in particolare quelli esteri.

Aumenta leggermente il livello occupazionale manifatturiero in Germania e diminuisce nei Paesi Bassi mentre accelera il tasso al ritmo più veloce da aprile in Italia.

Segnalano contrazioni a febbraio gli indici PMI in Grecia, Austria e Francia, quest’ultima scivolata in coda alla classifica PMI dell’eurozona. Queste nazioni hanno inoltre riportato delle contrazioni simultanee per la produzione e i nuovi ordini, provocando ulteriori tagli occupazionali in Francia e Austria.

Sul fronte occupazionale, migliorano leggermente le notizie che arrivano dalla Grecia, dove si registra il terzo mese consecutivo di incremento del personale.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha dichiarato: «Il settore manifatturiero dell’eurozona ha registrato a febbraio una leggerissima crescita, sottolineando quindi il malessere che ancora persiste sull’intera economia manifatturiera. Ad ogni modo, dietro il deludente indice PMI, diverse nazioni si muovono chiaramente a ritmi diversi, passando dalla forte espansione dell’Irlanda al crollo della Francia. A causa dei sentimenti positivi provocati dagli stimoli della BCE, durante i prossimi mesi si spera in una ripresa manifatturiera in tutte le nazioni. La recente svalutazione dell’euro inoltre dovrebbe aggiungere vigore alle vendite estere. In Irlanda si continua a registrare un risultato molto positivo, infatti l’espansione maggiore in 15 anni ha generato una crescita dei livelli occupazionali a livelli quasi da record e suggerisce che l’economia irlandese continua a fiorire. La Spagna ha inoltre riportato una notevole crescita dei nuovi ordini destinati al mercato estero, fattore questo di buon auspicio per una buona crescita economica per quanto riguarda il primo trimestre. Allo stesso tempo Germania, Paesi Bassi e Italia hanno riportato tassi di crescita mediocri. Nel caso dell’Italia, è incoraggiante osservare che la crescita, alimentata dall’aumento delle esportazioni, sta aumentando vigore. Continua a destare preoccupazione la lentezza registrata nel settore manifatturiero della Germania. Francia, Grecia e Austria continuano a rimanere in coda osservando ancora una volta a febbraio una contrazione delle loro economie. La Francia è la nazione che preoccupa di più, non solo perché non riesce a stare dietro a tutte le altre nazioni, ma anche perché è l’unica che ha registrato un peggioramento della crisi».

Redazione

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