A febbraio la crescita economica dell’eurozona resta elevata

 A febbraio la crescita economica dell’eurozona resta elevata

Anche se è rallentato ai minimi in quattro mesi rispetto al record in quasi 12 anni di gennaio, il tasso di crescita della produzione dell’eurozona di febbraio è riuscito a mantenere un valore forte. Le imprese manifatturiere e terziarie hanno continuato a ricevere un’elevata quantità di ordini, mentre la creazione occupazionale e la pressione dei prezzi si sono mantenute anch’esse elevate.

L’Indice PMI® IHS Markit della Produzione Composita nell’Eurozona finale si è posizionato a febbraio su 57.1, in flessione rispetto al record in quasi 12 anni di gennaio di 58.8, ma indicando un valore notevolmente maggiore della media di lungo termine di 53.0. L’indice principale ha segnalato un’espansione in ciascuno dei 56 mesi passati, anche se l’ultima lettura è stata leggermente inferiore alla stima flash di 57.5.

E’ stato di nuovo il settore manifatturiero a segnalare una crescita della produzione maggiore del terziario, ma entrambi hanno continuato a godersi il miglior periodo di espansione degli ultimi sette anni, anche se i nuovi ordini e la produzione hanno registrato a febbraio un rallentamento generale.

I tassi nazionali di crescita della produzione sono stati forti anche se in flessione rispetto a gennaio. La Germania (valore minimo in tre mesi) è in vetta alla classifica seguita dalla Francia (minimi in cinque mesi) e dalla Spagna (record di crescita in 8 mesi). I ritmi di espansione di Irlanda e Italia sono scivolati ai minimi in quattro e tre mesi rispettivamente.

Classifica per Paese della crescita della produzione di febbraio

  • Germania 57.6 (flash: 57.4) minimo in 3 mesi
  • Francia 57.3 (flash: 57.8) minimo in 5 mesi
  • Spagna 57.1 massimo in 8 mesi
  • Irlanda 56.8 minimo in 4 mesi
  • Italia 56.0 minimo in 3 mesi

Il livello dei nuovi ordini dell’eurozona di febbraio ha misurato un forte incremento. Di conseguenza il lavoro inevaso è aumentato, segnalando ancora una generale inadeguatezza delle capacità operative delle aziende nel fronteggiare la domanda. Tuttavia il tasso di incremento degli ordini nuovi ed in giacenza è rallentato ai minimi in sei mesi.

L’ottimismo sugli affari è rimasto elevato nel mese di febbraio, restando vicino ai valori record su otto mesi di gennaio. La combinazione tra l’attuale forte crescita e le previsione di espansione futura hanno incoraggiato la creazione occupazionale, che ha assistito ad uno dei maggiori incrementi degli ultimi sette anni, anche se inferiore a gennaio. Sono stati registrati aumenti degli organici in tutte le nazioni monitorate dall’indagine, ma soprattutto in Francia e Spagna.

La pressione dei prezzi nel mese di febbraio si è mantenuta forte, nonostante gli incrementi dei prezzi di acquisto e di vendita siano stati moderati. Tutte le nazioni monitorate hanno continuato a registrare incrementi di entrambi i parametri.

Servizi

Il settore dei servizi dell’eurozona ha registrato una perdita di slancio della crescita dell’attività economica, dei nuovi ordini e dell’occupazione.

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale di febbraio ha indicato con 56.2 il valore minimo in tre mesi, in flessione rispetto al record in quasi 10 anni e mezzo di gennaio con 58.8 e rispetto alla stima flash di 56.7. L’indice principale è rimasto notevolmente superiore alla media di lungo termine di 53.2, ed ha comunque segnalato un’espansione per il cinquantacinquesimo mese consecutivo.

I dati PMI nazionali hanno mostrato una crescita generale con la produzione terziaria in aumento in tutte le nazioni monitorate dall’indagine di febbraio. In Germania, Italia e Irlanda i tassi di espansione sono rallentati toccando i minimi in tre mesi, e la Francia ha indicato l’indice più basso in quattro mesi. La Spagna ha registrato un rialzo record dallo scorso luglio.

L’incremento dei nuovi ordini nelle aziende del terziario dell’eurozona è anch’esso rimasto forte, segnando però il valore più debole degli ultimi sei mesi e sostenendo la fiducia generale che ha indicato il secondo valore più alto degli ultimi sette anni.L’ottimismo si è rafforzato in Germania, Francia e Irlanda, rallentando però in Italia e Spagna.

La crescita dei nuovi ordini è bastata per testare le capacità operative del settore, aumentando il livello del lavoro inevaso per il ventunesimo mese consecutivo, nonostante abbia indicato l’incremento più basso dallo scorso agosto.

La combinazione tra l’aumento del flusso dei nuovi ordini e delle commesse già acquisite ha incentivato a febbraio la creazione di nuovi posti di lavoro, aumentati per il quarantesimo mese consecutivo, il cui tasso di incremento ha indicato un valore marginalmente inferiore ai record in dieci anni visti consecutivamente dallo scorso novembre a gennaio. I tassi di creazione occupazionale sono accelerati in Francia e Spagna, dove hanno indicato il valore più alto in tre e sei mesi rispettivamente, ma hanno indicato un rallentamento in tutte le altre nazioni.

Le pressioni inflazionistiche sui prezzi si sono moderate a febbraio, con l’aumento più lento dei prezzi d’acquisto dallo scorso novembre, mentre i prezzi di vendita sono aumentati ad un ritmo solo marginalmente inferiore al record in nove anni e mezzo di gennaio.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “L’economia dell’eurozona di febbraio sembra abbia incontrato un ostacolo dopo lo straordinario inizio anno. E’ troppo presto per fare supposizioni in merito alla contrazione del PMI di febbraio ed era prevedibile un rallentamento dal picco registrato a gennaio. E’ sicuramente più opportuno parlare degli alti valori ancora rilevati dall’indagine. Finora, nell’arco di questo inizio anno, il PMI ci sta mostrando un’eurozona sulla rotta verso la maggior espansione trimestrale degli ultimi 12 anni, in linea con un vigoroso aumento del tasso trimestrale del PIL dello 0.8-0.9%. Il rialzo oltre a mantenersi forte è anche generale. L’Italia è in corsa per registrare i migliori risultati trimestrali in 12 anni mentre la Germania si sta al momento godendo la migliore crescita in sette anni. L’espansione in Francia resta forte nonostante indichi valori leggermente più lenti rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno. La Spagna è anch’essa in corsa per segnare il suo miglior risultato trimestrale dal forte rialzo avutosi nella primavera del 2017. E’ anche degno di nota quanto le avverse condizioni meteorologiche stiano colpendo le aziende delle regioni al nord e ci sono segnali evidenti che le pressioni sulle capacità operative stiano limitando la crescita. Quest’ultimo fattore suggerisce che, nella prospettiva politica monetaria, anche una piccola flessione del PMI potrebbe creare un ostacolo, specialmente se si considerano i livelli elevati degli indici sui prezzi e sulla produzione rilevati dall’indagine. Tuttavia, le pressioni inflazionistiche si diversificano: la Germania sta registrando un andamento al rialzo dei prezzi particolarmente forte mentre per Francia e Italia le maggiori difficoltà di passare i costi maggiori al cliente sono degne di nota”.

Redazione

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