A gennaio primo aumento in quattro mesi della produzione manifatturiera italiana

 A gennaio primo aumento in quattro mesi della produzione manifatturiera italiana

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[dropcap]D[/dropcap]opo i precedenti tre mesi di contrazione, l’indagine di gennaio ha osservato un ritorno alla crescita della produzione manifatturiera così come un leggero aumento dei livelli occupazionali. Le esportazioni sono aumentate durante il mese anche se il livello degli ordini generali è rimasto piuttosto basso. I dati riguardanti i prezzi hanno mostrato la contrazione più veloce dei prezzi di vendita da maggio 2013 così come il primo crollo dei prezzi medi di acquisto in nove mesi.

L’Indice destagionalizzato PMI® (Purchasing Managers’ Index®) Markit/ADACI sul Manifatturiero in Italia – indice ideato per fornire in un’unica cifra l’immagine delle condizioni operative dell’economia manifatturiera – si è attestato a 49.9, il valore più alto in quattro mesi, in salita dal 48.4 di dicembre che era stato il valore più basso in diciannove mesi. Ognuno dei sotto indici del PMI ha contribuito positivamente, con l’influenza maggiore che arriva dall’indice della produzione e dei livelli occupazionali.

Dopo le diminuzioni registrate durante l’ultimo trimestre del 2014, il livello della produzione dei manifatturieri italiani a gennaio è nuovamente ritornato a espandersi. Detto ciò, la crescita è risultata in generale modesta e circoscritta al settore dei beni di consumo.

Ad influenzare i livelli della produzione è stata l’ulteriore contrazione, la quarta consecutiva su base mensile, dei nuovi ordini ricevuti dai manifatturieri italiani. Nonostante meno elevato rispetto a dicembre, il tasso di contrazione è rimasto notevole. Ciò si è verificato nonostante il forte e più veloce tasso di aumento delle esportazioni che è risultato il maggiore dallo scorso settembre.

Oltre alla maggiore produzione, un ulteriore positivo sviluppo evidenziato dall’indagine di gennaio è stato l’aumento dei livelli occupazionali presso le imprese manifatturiere. L’aumento è stato leggero ma ha comunque posto fine alla sequenza di tagli occupazionali durata tre mesi.

Allo stesso tempo, in linea con la tendenza osserva sin dall’inizio dello scorso anno, durante il mese si contrae ulteriormente il lavoro inevaso presso le imprese manifatturiere. Il tasso registrato è rimasto elevato anche se ha registrato una leggera diminuzione dal valore record in 21 mesi registrato a dicembre.

Un’ulteriore contrazione è stata inoltre registrata per quanto riguarda l’attività di acquisto e le giacenze di magazzino. Le giacenze dei prodotti finiti sono diminuite ad un tasso leggermente più veloce rispetto al mese precedente, mentre le giacenze degli acquisti sono diminuite appena.

Gli altri sottoindici hanno mostrato un ulteriore crollo dei prezzi di vendita dei prodotti finiti, ad un tasso di contrazione accelerato rispetto al precedente mese sino a diventare quello più veloce da maggio 2013. Le aziende campione hanno accennato a pressioni da parte della concorrenza e al trasferimento sui clienti finali delle contrazioni dei prezzi di acquisto.

In parte a causa dei minori prezzi delle materie prime, per la prima volta in nove mesi, a gennaio diminuiscono i prezzi medi di acquisto delle imprese manifatturiere italiane. Allo stesso tempo, così come ormai è stato il caso in quattro degli ultimi cinque mesi, si allungano i tempi medi di consegna dei fornitori e le imprese campione hanno attribuito ciò alla carenza di capacità presso i fornitori.

Phil Smith, Economista di Markit, ed autore del report Markit/ADACI PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «A prima vista i risultati dell’indagine di gennaio appaiono moderatamente positivi con l’indice principale PMI al valore migliore in quattro mesi grazie a lievi crescite della produzione e dei livelli occupazionali. Ad ogni modo rimane evidente la debolezza della domanda interna che trascina in basso i prezzi di vendita e continua a erodere la redditività. A gennaio, alleviando alcune pressioni sui margini, si contraggono i costi di acquisto. Nonostante ciò, previsioni di prezzi del petrolio più stabili e il recente crollo dell’euro potrebbero arrestare questo declino. D’altro canto la debolezza dell’euro favorirà le esportazioni, area questa in cui le imprese manifatturiere italiane registrano già risultati positivi».

Redazione

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