A giugno si assiste ad una più rapida contrazione delle vendite al dettaglio

 A giugno si assiste ad una più rapida contrazione delle vendite al dettaglio

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[dropcap]L[/dropcap]e vendite al dettaglio in Italia sono calate a giugno ad un tasso più rapido e in accelerazione per il secondo mese consecutivo. L’occupazione del settore è calata in linea con la necessità delle aziende di adattarsi al minor carico di lavoro e alla redditività ridotta, subendo quest’ultima la maggiore contrazione dall’inizio dell’anno. Altrove, i dati raccolti hanno mostrato solo una modesta pressione sui costi affrontati dai dettaglianti, con un tasso di incremento dei costi di fornitura che è rimasto debole e tra i minori dei dati storici d’indagine.

A 43.8, in calo da 45.2 di maggio, l’Indice destagionalizzato Markit PMI® delle vendite al dettaglio in Italia, che segna i cambiamenti mensili delle vendite comparate, ha indicato un’ulteriore accelerazione del tasso di contrazione delle vendite al dettaglio, rivelatosi il più rapido su quattro mesi. Il decremento è stato netto e, secondo le aziende campione, alimentato dalla poca fiducia dei consumatori e da un’aumentata pressione fiscale.

Il confronto con i dati concernenti le vendite dello stesso mese di un anno fa indica una forte contrazione, sebbene leggermente meno netta di quella di maggio. Il tasso di contrazione di giugno delle vendite effettive rispetto a quelle programmate è il maggiore da quasi un anno a questa parte. Circa la metà delle aziende campione (46%) ha segnalato risultati inferiori agli obbiettivi di vendita pianificati, con alcuni commenti che hanno fatto riferimento a campagne promozionali inefficaci.

La contrazione delle vendite rispetto ai traguardi prefissati ha contribuito ad un accumulo di giacenze nel mese di giugno che, sebbene meno evidente del recente picco di aprile, è stato il secondo nel trimestre e tuttavia netto, nonostante il calo accelerato di acquisto di merci per la rivendita.

I dettaglianti hanno generalmente mantenuto una prospettiva leggermente positiva rispetto alle aspettative di vendita del prossimo mese, e appena maggiore rispetto all’indagine del mese precedente. Raggiungono un numero leggermente superiore le aziende che a luglio prevedono di superare i loro obbiettivi di vendita rispetto a quelle che predicono un rendimento inferiore alle attese.

Le aziende intervistate hanno continuato a scegliere di ridurre gli organici, con tagli occupazionali per il settantottesimo mese consecutivo, sebbene il tasso di riduzione del personale sia stato minore che a maggio. Alcune aziende che hanno registrato una contrazione durante il mese, lo hanno collegato al tentativo di far fronte al ridotto fatturato.

La diminuzione del fatturato è uno dei motivi che ha causato a giugno una ulteriore contrazione dei margini lordi nel settore delle vendite al dettaglio. Infatti gli intervistati hanno spesso segnalato il dannoso impatto sia delle vendite ridotte che degli sconti sul listino prezzi. Per di più la contrazione avuta nella redditività è stata la più netta da gennaio.

La pressione sui costi è risultata abbastanza fiacca nel contesto dei dati storici, con l’inflazione dei prezzi all’ingrosso in rialzo per il secondo mese consecutivo ma con numeri vicini ai minimi su 61 mesi di aprile. Lì dove i prezzi all’ingrosso hanno registrato aumenti, le aziende campione li hanno collegati in alcuni casi all’aumento del prezzo del petrolio.

Redazione

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