A ottobre rallenta la produzione manifatturiera italiana

 A ottobre rallenta la produzione manifatturiera italiana

Anche sei tassi di espansione della produzione e dei nuovi ordini sono più lenti rispetto a settembre e generalmente modesti, ad inizio del quarto trimestre, continua a crescere il settore manifatturiero in Italia. Allo stesso tempo, l’ulteriore aumento occupazionale è in netto contrasto col declino della quantità degli acquisti che contribuisce alla contrazione più veloce delle giacenze. Sul fronte dei costi, i prezzi di acquisto hanno mostrato l’aumento maggiore in quindici mesi, malgrado la riduzione ulteriore dei prezzi di acquisto presso i manifatturieri.

L’indice PMI (Purchasing Managers’ Index) Markit sul Manifatturiero in Italia di ottobre – un indicatore unico dello sviluppo nelle condizioni operative generali – si è attestato a 50.9, di poco diverso dal valore di 51.0 di settembre, indicando quindi un ulteriore e leggero miglioramento delle condizioni di salute generale dell’economia manifatturiera.

In linea con la tendenza osservata da gennaio 2015, continua ad aumentare ad ottobre la produzione. Nonostante ciò, il tasso di espansione è rallentato da settembre sino a raggiungere un tasso moderato, con i produttori dei beni capitali che hanno continuato a riportare la performance migliore.

Ad ottobre è stata riportata una debole crescita dei nuovi ordini manifatturieri, con alcuni dei dati raccolti che hanno sottolineato un rallentamento della domanda da parte del mercato. Inoltre i nuovi ordini esteri sono aumentati ai tassi più deboli osservati durante gli ultimi tre anni e mezzo.

Nonostante ciò, continuano ad aumentare ad ottobre i livelli occupazionali del manifatturiero, con un tasso di aumento elevato e il più veloce in tre mesi. Questo aumento del personale riflette l’ennesimo crollo del lavoro inevaso, che sebbene modesto è stato il più veloce in otto mesi.

L’indagine di ottobre ha osservato una diminuzione della quantità degli acquisti che, anche se leggera, è stata la seconda durante gli ultimi tre mesi e ha contribuito ad un’accelerazione della riduzione delle giacenze delle materie prime e dei semilavorati. Allo stesso tempo le giacenze dei prodotti finiti sono diminuite ad un tasso più veloce.

Per quanto riguarda la fornitura, gli ultimi dati mostrano un aumento dei tempi medi di consegna dei fornitori presso i manifatturieri italiani. Anche se il peggioramento dei tempi medi di consegna è stato leggero, ha terminato il periodo di miglioramenti durato tre mesi, con alcune aziende campioni che hanno riportato una carenza di materiale tra i loro fornitori.

Allo stesso tempo aumentano notevolmente i prezzi di acquisto dei manifatturieri italiani, con un tasso di inflazione dei costi in accelerazione dal tasso modesto osservato a settembre sino a raggiungere quello maggiore in 15 mesi. Le imprese campione hanno spesso collegato ciò ai costi maggiori pagati per le materie prime, in particolare per i metalli.

Nonostante ciò, i manifatturieri italiani hanno mantenuto la loro preferenza nell’abbassare i loro prezzi di vendita, riportando come ragione la fragile domanda, continuando quindi la tendenza osservata in ognuno degli ultimi dieci mesi.

Phil Smith, Economista presso IHS Markit, ed autore del report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «Il settore manifatturiero rimane in fase di debolezza con l’indice PMI di poco variato rispetto a settembre e ben al di sotto della media osservata durante la prima metà dell’anno. Certamente alcuni fattori mostrano come si celi una debolezza nella domanda. Oltre al fatto che i nuovi ordini hanno fatto fatica ad aumentare ad ottobre, per la seconda volta in tre mesi crollano gli acquisti da parte dei manifatturieri e le aziende hanno preferito ridurre i loro prezzi di vendita malgrado la maggiore pressione sul fronte dei costi».

Redazione

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