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A PIC-Servizi per l’informatica l’amministrazione è donna

Sono ospite di PIC Servizi per l’Informatica, società italiana che opera sin dal 1990 sul mercato della consulenza e dei servizi informatici in particolare per i settori Industriali, Finanziari e Terziario Avanzato. Ci troviamo a parlare di amministrazione e contabilità con la responsabile amministrativa Luisa De Nisi che segue questa azienda sin dalla sua nascita e che ha avuto modo di vivere sia le fasi di start up che di sviluppo della società.

Cosa mi può raccontare della sua attività? Cosa la motiva ogni giorno in un lavoro che è molto faticoso, tanto più in un periodo di crisi?
«Sono arrivata in azienda molto giovane e la conosco molto bene avendola seguita sin dalla sua nascita. Siamo in tre persone, io e due assistenti, ma siamo anche supportati da uno studio di commercialisti in remoto con specifiche expertise che mi affiancano nel mio lavoro. Sono chiamata a risolvere i problemi che si presentano giornalmente in azienda: problemi che aumentano ogni istante a causa dell’incremento del numero delle incombenze burocratiche che, invece, di diminuire, aumentano sempre più rendendo il lavoro più complicato e complesso. Sembra che piuttosto che semplificare il tutto, si complica sempre più. La burocrazia, invece di diminuire, è aumentata a dismisura: le situazioni che mi trovo a gestire vanno dall’analisi di un decreto legge che prima non c’era e che doveva semplificare, a dover dimostrare per incassare delle fatture di aver pagato i contributi… ossia cose con “onere della prova” che complica l’attività amministrativa con un grosso impiego di energia, stress e risorse e che incide sulla gestione del tempo che si riduce sempre più . Il lavoro mi piace, mi sento motivata e ogni cosa che faccio è una conquista personale. Sono laureata in economia, ma mi considero un’autodidatta; gerarchicamente non dipendo da nessuno, sono un ufficio di staff, e godo della piena fiducia da parte della proprietà, che si fida di quello che faccio e quindi per me è una soddisfazione confrontarmi con queste persone. A livello personale e di ruolo in azienda sono tenuta in considerazione, chiedo, stimolo e genero perplessità, insomma sono un pezzo del motore dell’azienda».

Cosa la motiva per superare tanti ostacoli che incontra giornalmente nella sua attività?
«Di base vi è l’indole personale: ho sempre lavorato, non mi sono mai fermata, ho buoni maestri di vita che mi hanno tramesso caratteristiche positive e di impegno continuo; lavorare non è un peso per me, il mio umore non risente dello stress sul posto di lavoro. In ufficio sono tutto per il mio lavoro».

PIC Informatica da una micro impresa è diventata una azienda con clienti di prestigio…
«PIC è cresciuta con me. Sono arrivata negli anni 90 e non vi erano dipendenti…ma solo qualche consulente. All’epoca ricordo che sono entrata in un ufficio e mi sono sentita sola; difficoltà ve ne sono state tante e sono state superate, sono cresciuta professionalmente con questa azienda: all’inizio si facevano poche fatture all’anno ora siamo a circa 700 con valori importanti. I dati indicano che opero in una azienda solida come dimostra anche l’analisi fatta da Cerved, e in tutto questo vi è il mio contributo. Pic-informatica è un’azienda dove vi è rigore e impegno e ora tra collaboratori esterni, professionisti e dipendenti si è in circa 200 addetti».

Cosa la motiva quotidianamente nel lavoro?
«Qualità correttezza e impegno sono alcune cose che metto nel mio lavoro. Mi prefiggo uno scadenziario giornaliero e gli obiettivi che voglio raggiungere. In primo luogo non lasciare sospesi dove qualcuno si aspetta qualche cosa, non lasciare le cose in un limbo e soprattutto fare il mio lavoro con obiettivi per mese e per settimana».

Cosa significa nel suo ruolo lavorare in un periodo di crisi come questo e uscirne consolidati e vincenti?
«Penso che vi sia una dote miei capi che hanno saputo costruire negli anni quello che è il parco clienti, con cura e professionalità, usando una lungimiranza strategica; non vi è stato mai un atteggiamento di mancanza di rispetto verso il cliente sia nei tempi di abbondanza, sia nei tempi di carestia (come lo è ad esempio quello attuale). La politica è avere cura del cliente a tutti i livelli e da parte di tutti coloro che lavorano in azienda».

Quali sono le criticità (ad esempio, processi di fatturazione)?
«Certo è difficile far quadrare i conti, bisogna garantire i pagamenti di tutti, attraverso una ricerca di liquidità, ci sono clienti che sono più solvibili di altri e garantiscono la sopravvivenza dell’azienda, ma altri seppure non immediatamente solvibili, vengono seguiti e curati, perché nel lungo termine contribuiscono alla crescita dell’impresa».

Come riesce a coniugare in modo positivo famiglia e lavoro?
«La famiglia viene prima di tutto, sono riuscita ad organizzarmi con asili nido, scuole, baby sitter, per avere una famiglia unita e positiva; ho cercato di coordinare il tutto anche con mio marito che è venuto incontro alle esigenze della famiglia».

Cosa ne pensa del telelavoro?
«Ottima soluzione. Per anni ho goduto dell’opportunità, quando dovevo rientrare al lavoro in ufficio, dopo le maternità ho lavorato da casa e mi è stata fornita tutta la dotazione tecnologica. Era come se fossi in azienda, così ho fatto vivere alle mie figlie quello che era il lavoro, non vi è stato  mai una interruzione di lavoro: ho contribuito da casa svolgendo lo steso lavoro dell’ufficio. Il vantaggio è stato che ho avuto la possibilità di avere le bimbe vicine».

Lei lavora in gruppo nella sua azienda?
«Sono molto solitaria, ho due collaboratrici, ma opero in autonomia, concedo le deleghe, ma per essere sicura del risultato deve riguardare sempre il lavoro. È importante mantenere il contatto con le persone e farle crescere».

Quale attività ritiene fondamentale e su cui si deve focalizzare una pmi in base alla sua esperienza?
«Tutte le attività contabili non devono essere mai perse di vista, per far quadrare il tutto bisogna fare riferimento alla liquidità, deve essere fatta una opportuna analisi economica: vi sono delle concause amministrative e contabili che potrebbero bloccare la vita di una azienda; queste vanno controllate con attenzione e precisione per intervenire per tempo».

Qual è il suo lavoro ideale?
«Il mio lavoro è impegnativo, ma interessante e soddisfacente; è un insieme di cose che dipendono dal contesto della giornata. Non è un lavoro monotono, e non mi annoio. Una delle mie caratteristiche sul lavoro è la memoria che in un job come questo aiuta a generare qualità e precisione».

Cosa si aspetta invece dagli strumenti che supportano lo sviluppo della sua attività?
«Mi aspetto che vi sia maggiore informatizzazione, oggi l’attività contabile è fatta ancora di molta manualità, fotocopie, carta da conservare, (nonostante lavori in una società informatica) alcune cose contabili prescindono ancora dalla tecnologia».

I suoi rapporti professionali verso l’alto o verso il basso come li descriverebbe?
«Con i miei colleghi ho un buon rapporto; sono comunque stata in grado di creare rapporti positivi nonostante il mio ruolo. Conservo ancora rapporti di amicizia e ci sentiamo anche con gli ex colleghi: Vi è ora un bel team aziendale dove si riconoscono i valori personali e la reciproca presenza. Anche vero l’alto sono positivi i rapporti. Vi è accordo, disponibilità reciproca, ascolto e un clima aziendale positivo».

Cosa sono per lei i numeri?
«I numeri direi che sono un bel gioco e diventano divertenti quando “quadrano” e tornano al centesimo; quando tutte le registrazioni tornano, danno soddisfazione, quando non tornano fanno impazzire, bisogna ricercare l’errore… e devono tornare!».

Cosa rappresenta il bilancio per lei?
È il risultato di un anno di lavoro: una soddisfazione. L’invio del bilancio è un momento importante: il bilancio non è solo numeri e permette di fare analisi e “ragionamenti”, è un documento vivo con cui costruisci pezzo per pezzo l’attività svolta ed è la fotografia dell’azienda fatta in un momento, sullo sfondo ci sono tutte le cose fatte, sacrifici, azioni, impegno ecc.».

In una parola come descriverebbe il suo ruolo?
«Non sono indispensabile, ma la funzione amministrativa è molto importante in tutte le aziende, è un pezzo importante del motore aziendale ed è quella che alimenta la benzina!».

Siamo giunti alla fine della nostra intervista, la ringrazio e complimenti per la capacità di integrare lavoro e famiglia in modo creativo e con la responsabilità dei numeri!

Teresa Tardia
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Teresa Tardia

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