Abi: rallenta il calo dei prestiti ma sofferenze ancora da record

 Abi: rallenta il calo dei prestiti ma sofferenze ancora da record

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[dropcap]A[/dropcap] giugno 2014 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.842,7 miliardi di euro è nettamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.718,2 miliardi di euro.

In miglioramento la dinamica dei prestiti bancari. Il complesso dei finanziamenti registra una più lieve contrazione su base annua (-2,2% in miglioramento rispetto al -3,1% del mese precedente e dal -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo). I finanziamenti a famiglie e imprese si posizionano al -1,4% come variazione annua a giugno 2014 dal -2,4% del mese precedente e -4,5% a novembre 2013. È il miglior risultato da luglio 2012. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.842,7 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.427 miliardi di euro.

I tassi di interesse sui prestiti si sono assestati in Italia su livelli ancor più bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è ridotto al 3,27% (3,36% il mese precedente e segnando il valore più basso da luglio 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto al 3,01% dal 3,29% di maggio 2014 (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,86% (3,87% il mese precedente; 6,18% a fine 2007).

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a maggio 2014 pari a 168,6 mld, dai 166,5 mld di aprile. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è dell’8,9% a maggio 2014 (6,9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 15,1% per i piccoli operatori economici (12,5% a maggio 2013; 7,1% a fine 2007), il 14,5% per le imprese (10,9% un anno prima: 3,6% a fine 2007) ed il 6,6% per le famiglie consumatrici (5,9% a maggio 2013; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano a maggio un aumento, passando dai 76,8 miliardi di aprile ai 78,7 miliardi di maggio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,36% a maggio dal 4,23% di aprile 2014 (3,59% a maggio 2013; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a giugno 2014: -8,3%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 44 miliardi di euro) il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre a giugno 2014 – di circa 29 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +2,4%, lo stesso valore di maggio 2014). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a giugno 2014 una diminuzione di circa 14,8 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -0,9% (-0,6% a maggio), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.718,2 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di circa 205,5 miliardi.

A giugno 2014 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,71% (1,74% a maggio 2014; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,85% (0,87% a maggio 2014), quello sui PCT all’1,76% (1,69% a maggio 2014). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,33% dal 3,34% del mese precedente.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a giugno 2014 è risultato pari a 215 punti base (213 punti base a maggio 2014). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Redazione

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