ABI: segnali positivi per le nuove erogazioni di prestiti bancari

 ABI: segnali positivi per le nuove erogazioni di prestiti bancari

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[dropcap]A[/dropcap]d agosto 2015 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.825 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 152 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.673,3 miliardi di euro.

Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi sette mesi del 2015 un incremento di circa il +16% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-luglio 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 7 mesi del 2015, a circa il 27,7%. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +24,3%. Ad agosto 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,1%) nei confronti di agosto 2014, -0,4% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di agosto 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Mentre torna positiva (dopo 37 mesi) a fine agosto la variazione annua del totale prestiti al totale settore privato (+0,3%) e al totale dell’economia (che include anche la pubblica amministrazione), +0,6%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.825 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.410 miliardi di euro.

Ad agosto 2015, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,36%, minimo storico (3,39% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,06% (il valore più basso da maggio 2010), lo stesso valore del mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,81% (2,75% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a luglio 2015 pari ad oltre 197 mld, dai 195,8 mld di giugno 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,3% a luglio 2015 (9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,1% per i piccoli operatori economici (15,3% a luglio 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,4% per le imprese (14,8% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,6% a luglio 2014; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano a luglio 2015 un aumento, passando da 84,2 miliardi di giugno a 84,8 miliardi di luglio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,68% a luglio 2015 dal 4,62% di giugno 2015 (4,30% a luglio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a marzo scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.199.107 (in prevalenza imprese e famiglie).

In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (ad agosto 2015: -14,3%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 66,5 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano – sempre a fine agosto 2015 – di 31,4 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +2,5%, +3,6% a luglio). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra ad agosto 2015 una diminuzione di circa 35 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -2,1% (-1,6% il mese precedente), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.673,3 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 160,5 miliardi.

Ad agosto 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,27% (1,27% anche il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,55% (0,56% il mese precedente), quello sui PCT all’1,01% (1,14% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,05%, 3,04% il mese precedente.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, ad agosto 2015 è risultato pari a 209 punti base (212 punti base il mese precedente). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Redazione

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