Una redazione di oltre 50 collaboratori, esperti delle tematiche che stanno a cuore alle imprese

Accertamento annullato in autotutela? L’atto cessa di esistere anche durante il processo

L’accertamento annullato in autotutela dall’Amministrazione finanziaria cessa di esistere immediatamente, anche nel caso in cui sia pendente un giudizio con la conseguenza che nello stesso verrà dichiarata cessata la materia del contendere. Infatti l’Ufficio non può, in nessun caso, tentare di far rivivere attraverso l’impugnazione i provvedimenti oramai annullati in autotutela.

Ciò è quanto emerge dalla recente Sentenza della Commissione tributaria regionale Sardegna (sentenza n.406/16/2016, liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sez. Documenti) nella quale si afferma che “in caso di autotutela il provvedimento annullato cessa di esistere anche se pende giudizio, con conseguente cessazione della materia del contendere sul merito del provvedimento; in sostanza a seguito dell’annullamento di un provvedimento impositivo per autotutela da parte dell’Ente che lo ha emesso, questo cessa immediatamente di avere efficacia ai fini dell’imposizione tributaria..”.

Nel caso di specie, infatti, accadeva che il Comune di Cagliari aveva emesso nei confronti di una contribuente degli avvisi di accertamento in materia di Tarsu per gli anni 2002-2007. La contribuente procedeva ad impugnare ed il Comune, quindi, emetteva il provvedimento di autotutela con il quale annullava integralmente detti avvisi, salvo poi rendersi conto che l’annullamento avrebbe dovuto riguardare solo le annualità dal 2003 al 2007.

Sulla base di ciò il Comune impugnava la sentenza di cessata materia del contendere alla luce della considerazione che detto errore era riconoscibile dalla documentazione prodotta in giudizio dal contribuente.

A nulla rileva tutto ciò, poiché i Giudici della CTR Sardegna chiariscono le finalità e i limiti dell’istituto dell’autotutela che se da un lato è sicuramente conforme a esigenze di rapidità amministrativa, dall’altro è ispirata al principio del buon andamento della pubblica amministrazione e al principio di economicità. Sicché è doveroso procedere nel rispetto del più generale principio di certezza del diritto: in tal caso l’unica possibilità per l’Ufficio è quella di emettere un nuovo avviso di accertamento nel rispetto, in ogni caso, dei limiti imposti dalla legge ed in particolare alla luce dell’art. 12 della L. 212/2000 (Statuto dei diritti dei Contribuenti).

Sulla base di quanto esposto, è doveroso prestare particolare attenzione affinché l’Amministrazione eserciti il proprio potere legittimamente e nell’interesse del contribuente e che al contrario non si ponga come strumento di possibile lesione della sfera dei diritti dei contribuenti.

Dott.ssa Giulia Aloisi
Avv. Matteo Sances
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

avatar

Matteo Sances e Giulia Aloisi

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.