Ad agosto, l’indice PMI della produzione manifatturiera italiana ha raggiunto il valore più basso degli ultimi 20 mesi

 Ad agosto, l’indice PMI della produzione manifatturiera italiana ha raggiunto il valore più basso degli ultimi 20 mesi

Considerando che la riduzione delle nuove commesse ha determinato una crescita più debole sia in termini di produzione che di occupazione, il settore manifatturiero italiano di agosto ha mostrato un rallentamento di fondo. I prezzi di vendita, nel frattempo, sono diminuiti a un ritmo più rapido con aziende campione che hanno menzionato forti pressioni competitive e un leggero calo dei costi di produzione.

L’indice destagionalizzato PMI® (Purchasing Managers’ Index®) Markit sul Manifatturiero in Italia – un indicatore unico dello sviluppo nelle condizioni operative generali – si è attestato in agosto su 49.8, evidenziando un leggero deterioramento delle condizioni economiche generali. Per la prima volta, da gennaio 2015, l’indice è calato da 51.2 di luglio misurando un valore inferiore alla soglia critica di 50.0, toccando il valore minimo generale degli ultimi 20 mesi.

Il calo del livello di nuovi ordini ricevuti dal manifatturiero, il primo in più di un anno e mezzo, è stato il fattore chiave a causare il calo dell’indice PMI. L’indagine ha puntato l’indice sulla combinazione di due elementi: la debole domanda interna e la più lenta crescita delle nuove commesse estere.

In agosto i livelli di produzione sono aumentati in linea con la tendenza osservata mensilmente dall’inizio del 2015, anche se, nell’arco di questa sequenza, il tasso di espansione è stato più lento e, nel complesso, solo marginale.

La crescita della produzione ha in un certo senso ricevuto sostegno dall’evasione delle commesse in giacenza, che sono diminuite ad agosto per la quarta volta in altrettanti mesi, anche se marginalmente.

Durante il mese di agosto, l’occupazione ha continuato a crescere in tutto il settore manifatturiero, estendendo a 20 mesi la sequenza di aumento degli organici. Tuttavia, come già osservato per la produzione, il tasso di crescita delle assunzioni è rallentato, segnando ritmi modesti.

Nel frattempo, materie prime e semilavorati acquistati dalle imprese sono calati per la prima volta in sei mesi. Alcune aziende campione hanno attribuito queste tendenze al rinvio degli acquisti e a misure mirate a ridurre le scorte adottate dalle aziende. In effetti, ad agosto le scorte sia di materie prime e semilavorati che di prodotti finiti sono calate per il secondo mese consecutivo.

Il calo della domanda durante il mese di agosto ha prodotto un ulteriore miglioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori. Tuttavia, come nel mese di luglio, la riduzione dei tempi di consegna è stata estremamente lieve.

Per altri aspetti, i dati dell’indagine di agosto hanno indicato l’ottavo mese consecutivo di riduzione dei prezzi medi di vendita del settore manifatturiero,peraltro al più veloce tasso di riduzione degli ultimi tre mesi per via delle forti pressioni competitive che hanno contribuito al ribasso dei prezzi.

Le aziende monitorate hanno inoltre collegato l’ultima diminuzione dei prezzi di vendita alla rinnovata, per quanto marginale, riduzione dei prezzi di produzione, attribuita a sua volta al minor costo delle materie prime.

Phil Smith, Economista presso IHS Markit, ed autore del report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «Il settore manifatturiero italiano di agosto ha mostrato ulteriori segni di rallentamento, con un calo dell’indice PMI per il secondo mese consecutivo fino a toccare il valore minimo in 20 mesi. Le nuove commesse sono diminuite, interrompendo uno slancio di crescita continuato ininterrottamente per 18 mesi, e rispecchiando i risultati combinati di una domanda interna più fiacca e dell’indebolimento delle esportazioni. Il peggioramento di fondo dell’indice si è manifestato in vari parametri dell’indagine: i tempi di consegna dei fornitori sono migliorati a causa del calo della domanda, la creazione occupazionale ha toccato i minimi negli ultimi 19 mesi, e i prezzi di vendita dei produttori sono diminuiti ad un ritmo più veloce».

Redazione

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