Ad inizio 2016 rallenta la crescita dell’eurozona

 Ad inizio 2016 rallenta la crescita dell’eurozona

Eurozona

Secondo i dati della prima indagine del 2016 la crescita di gennaio dell’economia dell’eurozona cala al valore minimo in quasi un anno. Migliori sono le notizie per il mercato del lavoro, infatti incrementa la fiducia e aumentano le commesse inevase agevolando una stabile crescita occupazionale, risultata invariata rispetto al record su quattro anni e mezzo a cui abbiamo assistito a dicembre. Grazie al calo del prezzo del petrolio, le aziende hanno anche fruito di un risparmio sui costi, trasferendolo poi sul cliente.

Dalla lettura della stima preliminare “flash”, l’Indice Markit PMI® dell’eurozona di gennaio è sceso a 53.5 da 54.3 di dicembre. Da questi ultimi dati l’attività ha indicato una crescita che, sebbene forte, è stata la più debole da febbraio dello scorso anno.

La spinta principale all’attuale rialzo è stata data dal terziario, nonostante il tasso di espansione del settore abbia toccato i minimi in 12 mesi. Nel frattempo anche la crescita della produzione manifatturiera ha leggermente vacillato, toccando i minimi su 11 mesi ma indicando un valore appena inferiore alla media dello scorso anno.

L’ulteriore aumento degli ordini in entrambi i settori ha favorito la più forte espansione mensile delle commesse inevase in poco più di quattro anni e mezzo. Ciò ha indotto le aziende ad incrementare ancora il livello occupazionale allo stesso tasso record su quattro anni e mezzo avutosi a fine 2015.

Il settore terziario ha creato nuovi posti di lavoro ad un livello superato solo ad inizio 2008, mentre il manifatturiero ha mantenuto nelle assunzioni il forte ritmo di crescita osservato a fine anno.

La tendenza al rialzo degli organici può essere collegata ad una maggiore fiducia, con livelli di aspettative future del terziario al record da maggio 2011.

Le aziende hanno inoltre usufruito di un calo del prezzo del petrolio, contribuendo a mantenere stabili i costi di acquisto per la prima volta in un anno. I costi del settore manifatturiero hanno indicato il secondo calo più cospicuo da luglio 2009, mentre nel terziario l’inflazione dei prezzi d’acquisto ha rallentato ai minimi su 11 mesi.

Il risparmio sui costi ha permesso alle aziende di ridurre i prezzi medi di vendita sia per i beni che per i servizi, indicando un calo generale dei prezzi di vendita e delle tariffe al record su dieci mesi.

Sebbene il paese più grande dell’eurozona abbia continuato ad agire da risorsa principale della crescita dell’intera regione, in Germania si è avuto un rallentamento dell’espansione, toccando i minimi su tre mesi e decelerando sia nel terziario che nel manifatturiero. Anche se in calo rispetto a dicembre, il tasso occupazionale tedesco è rimasto particolarmente sostenuto, indicando il secondo valore più alto in poco più di quattro anni.

La Francia, invece, ha indicato una crescita solo modesta dell’attività, migliorando solo leggermente rispetto ai valori vicino alla stagnazione avutisi a dicembre. Il ritorno ad una modesta crescita del settore terziario è stato controbilanciato dalla stagnazione della produzione manifatturiera, che non ha segnato aumenti dallo scorso agosto.

D’altro canto, il tasso occupazionale francese ha segnato il primo aumento in sette mesi.

Anche il resto della regione ha continuato a godersi la forte crescita della produzione e degli organici, ma a tassi di espansione leggermente più lenti rispetto ai record di fine 2015.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Anche se non rappresenta una sorpresa, considerato l’incertezza causata dalla volatilità del mercato finanziario osservato a gennaio, desta delusione il rallentamento del tasso di crescita dell’attività all’inizio del 2016. Detto ciò sarebbe comunque sbagliato preoccuparsi troppo visto che i dati dell’indagine sono in linea con il PIL, riportando quindi ad inizio anno un saldo tasso di crescita trimestrale dello 0.3 – 0.4%. Inoltre le aziende campione pare che siano più ottimiste circa l’attività futura a causa dell’aumento al tasso più veloce dalla primavera del 2011 dell’indice del lavoro inevaso. Considerando l’elevato numero degli ordini in fase di lavorazione, ad inizio anno aumenta in maniera incoraggiante la volontà di assunzione di nuovo personale. Inoltre la scontistica, collegata al 15% di contrazione del prezzo del petrolio rispetto al mese scorso stimolerà le vendite. Di fatto la diminuzione delle utenze domestiche dovrebbe rendere disponibile una parte maggiore delle entrate da destinare alla spesa di altri beni e servizi».

Redazione

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