ADAPT: diminuisce la disoccupazione ma aumenta l’inattività

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Nel mese di novembre gli occupati diminuiscono di 34mila unità rispetto a ottobre, mentre su base annua il saldo resta positivo (+179mila). Il numero complessivo degli occupati si attesta a 24,188 milioni: un lieve passo indietro mensile, ma su livelli ancora molto elevati nel confronto storico.

La flessione mensilecommenta Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT – è quasi interamente spiegata dalla componente femminile, con una riduzione di 30mila occupate contro le 4mila degli uomini. Tuttavia, guardando all’ultimo anno, la dinamica resta positiva per entrambi i generi, e anzi più favorevole per le donne, che crescono di 100mila unità contro le 79mila degli uomini”.

Nel mese cala anche il numero dei disoccupati (-30mila), mentre su base annua la riduzione è ancora più marcata (-106mila, pari a -6,7%). A questo dato si accompagna però un aumento significativo degli inattivi (+72mila nel solo mese), a fronte di un calo di 35mila su base annua. “La discesa della disoccupazionesottolinea Seghezziva quindi letta con cautela per evitare abbagli: una parte rilevante è spiegata dallo smettere di cercare lavoro e quindi dall’aumento dell’inattività”.

I tassi riflettono chiaramente questa dinamica: il tasso di occupazione scende al 62,6%, quello di disoccupazione si riduce al 5,7%, mentre il tasso di inattività sale al 33,5%, confermandosi il più elevato in Europa e uno dei nodi critici strutturali del mercato del lavoro italiano.

Dal punto di vista della composizione, nel mese di novembre calano soprattutto i dipendenti a termine (-30mila) e gli autonomi (-11mila), mentre i dipendenti permanenti risultano sostanzialmente stabili (+6mila). Su base annua, invece, emerge un netto miglioramento della qualità dell’occupazione: i lavoratori permanenti aumentano di 258mila unità (+1,6%), gli autonomi crescono di 126mila (+2,5%), mentre i contratti a termine diminuiscono di 204mila (-7,6%). Un mix che segnala quindi una crescita più strutturale dell’occupazione, nonostante il rallentamento congiunturale.

La dinamica per età evidenzia forti divari. La fascia 15-24 anni resta la più critica: gli occupati diminuiscono di 13mila nel mese e di 102mila su base annua, mentre l’inattività cresce di 33mila unità nel mese e di 188mila nell’ultimo anno. Anche i tassi confermano il segnale negativo: il tasso di occupazione scende al 17,3% (-0,2 p.p. nel mese e -1,8 p.p. su base annua), mentre quello di inattività sale al 78,8% (+0,5 p.p. mensili e +2,9 p.p. annui).

Va meglio la fascia 25-34 anni, che nel mese registra un aumento degli occupati (+37mila) e un calo dell’inattività (-37mila). Su base annua il saldo occupazionale resta positivo (+25mila), segnalando una tenuta più solida rispetto ai più giovani.

La crescita tendenziale continua invece a concentrarsi sugli over 50: nella classe di età 50 anni e più gli occupati aumentano di 454mila unità su base annua, mentre nel mese restano sostanzialmente stabili (+4mila). Un risultato legato sia a fattori demografici sia a una permanenza più lunga nel mercato del lavoro.

In sintesi conclude Francesco Seghezzinovembre è un mese debole, con occupati in calo e inattivi in aumento, e questo invita a non enfatizzare troppo il dato sulla disoccupazione. Nel confronto annuo il quadro resta però positivo e con una composizione che migliora. La vera emergenza resta quella giovanile: meno occupazione e più inattività, un segnale che richiede interventi mirati e urgenti”.

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