Addio just-in-time, le imprese scelgono la resilienza: il capitale immobilizzato in scorte frena la liquidità globale

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Allianz Trade ha pubblicato il suo report annuale sui Days Sales Outstanding (DSO) e sul Cash Conversion Cycle (CCC), che analizza quanto tempo impiegano le aziende, a livello globale, a trasformare la liquidità spesa per le attività aziendali in liquidità incassata dalle vendite. Secondo il leader mondiale dell’assicurazione del credito commerciale, il CCC globale è aumentato nuovamente nel 2025 (67 giorni) e appare essersi stabilizzato su un plateau strutturalmente elevato. Il vero motore è rappresentato dalle scorte, con le imprese che si stanno allontanando dall’efficienza del modello “just-in-time” per orientarsi verso la resilienza del modello “just-in-case”.

Scorte più elevate aumentano la resilienza, ma pesano sulla conversione della liquidità

Il CCC globale è aumentato moderatamente di mezza giornata nel 2025. Ora si attesta a 67 giorni, oltre 3 giorni sopra la sua media degli ultimi 10 anni e vicino al massimo del 2023 (68 giorni). Questa tendenza non mostra segni di attenuazione, ed è trainata principalmente dagli sforzi delle aziende per rafforzare la resilienza attraverso scorte più consistenti.

“I Days Inventory Outstanding (DIO) spiegano ormai quasi l’80% del livello del CCC. Questo riflette un cambiamento fondamentale nel comportamento delle imprese: stanno passando dall’efficienza del modello ‘just-in-time’ alla resilienza del modello ‘just-in-case’. Incrementando le scorte, le aziende immobilizzano più capitale in stock che non ci si attende venga convertito rapidamente in liquidità, in cambio di una maggiore sicurezza della supply chain e di una maggiore flessibilità di fronte all’incertezza geopolitica, alle interruzioni della supply chain e alla frammentazione del commercio internazionale. In altre parole, le supply chain non sono più ottimizzate esclusivamente per il costo. Sono sempre più progettate per sicurezza, resilienza e opportunità”, spiega Maxime Lemerle,  Lead Analyst for Insolvency Research ad Allianz Trade.

Secondo Allianz Trade, il DIO globale ha raggiunto i 53 giorni nel 2025, sostanzialmente stabile rispetto al 2024, ma ben al di sopra della media pre-pandemia (48 giorni). In questo contesto, il DSO non sta esercitando ulteriore pressione sul cash flow delle imprese: i termini di pagamento globali sono aumentati leggermente a 56,5 giorni (+0,3 giorni) lo scorso anno, rimanendo stabili a questo livello dal 2022 e ancora inferiori di 3 giorni rispetto alla normalità pre-pandemia.

La divergenza settoriale si accentua mentre la resilienza ridisegna le supply chain

A livello globale, le differenze di performance tra i vari settori sono particolarmente accentuate, suggerendo una crescente divisione tra i settori strategici e il resto dell’economia: per il 25% delle aziende il CCC è inferiore a 43 giorni, mentre per un altro 25% supera i 107 giorni. Secondo Allianz Trade, 12 dei 20 settori analizzati hanno esteso il proprio CCC, con i fornitori del settore automotive (+4 giorni), carta, metalli e tessile (+3 giorni) in testa. Al contrario, 8 settori hanno registrato una riduzione del CCC, in particolare mezzi di trasporto (-6 giorni), computer e telecomunicazioni (-4 giorni) ed energia (-3 giorni).

“Le industrie maggiormente esposte alla frammentazione della supply chain, in particolare la manifattura upstream e i fornitori di input industriali, hanno aumentato i buffer di magazzino, determinando requisiti di capitale circolante strutturalmente più elevati. Al contrario, diversi settori strategicamente importanti, tra cui energia, mezzi di trasporto e infrastrutture digitali, hanno ridotto i propri cicli di conversione della liquidità nonostante la maggiore incertezza geopolitica. Ciò riflette probabilmente la combinazione di un maggiore potere di determinazione dei prezzi, robusta generazione di cassa, politiche industriali favorevoli e una domanda strutturale sostenuta”, aggiunge Maxime Lemerle.

Cosa aspettarsi per il 2026?

Allianz Trade prevede un aumento contenuto del CCC nel 2026. In primo luogo, i settori maggiormente colpiti dalla crisi tra Stati Uniti e Iran dispongono di un margine limitato per assorbire un ulteriore aumento del DIO prima che il fabbisogno di finanziamento entri in una situazione di stress. In secondo luogo, lo shock dovrebbe essere parzialmente compensato dalla continua spesa del settore privato in infrastrutture per l’intelligenza artificiale e data center, che sostiene i settori computer e telecomunicazioni nonché software e IT, mantenendo una quota significativa dell’economia su una traiettoria di compressione o, nel peggiore dei casi, di traiettoria piatta.

“Sulla base di queste ipotesi, le misure volte a rivalutare la sicurezza energetica, le scorte strategiche e la resilienza della supply chain, insieme agli effetti diretti del conflitto, dovrebbero spingere il DIO globale in aumento di circa 2 giorni. Stimiamo che ogni giorno aggiuntivo di DIO si traduca in un incremento di 1,16 giorni del CCC a livello globale. Si tratta di un valore molto distante da quanto osservato dopo lo shock del 2022, quando il CCC aumentò di 5 giorni”, conclude Maxime Lemerle.