AIM Italia, cos’è e come funziona

 AIM Italia, cos’è e come funziona

La quotazione su un mercato azionario generalmente viene vista come un processo destinato a grandi aziende, con risultati e valorizzazioni di centinaia di milioni di euro. Una condizione che poco si adatta in realtà al sistema Italia, contraddistinto da un tessuto industriale di realtà medio piccole.

Questo deve aver spinto il gestore del mercato azionario italiano, Borsa Italiana, a lanciare un mercato destinato alle piccole e medie realtà, un mercato non regolamentato e, quindi, non soggetto ad una normativa specifica relativa alla sua organizzazione e/o al suo funzionamento.

Così nel 2009 è nato AIM Italia, poi accorpato con il mercato già esistente dedicato alle piccole e medie imprese denominato MAC – Mercato Alternativo del Capitale, esperienza che aveva manifestato difficoltà nello svilupparsi, al fine di aprire anche il canale della borsa a realtà imprenditoriali più dinamiche e competitive del nostro Paese con importanti tassi di crescita.

Ruolo rilevante e di sicura ispirazione al tempo fu l’esperienza inglese dell’AIM UK, da cui l’AIM Italia ha mutuato caratteristiche e funzionamento. In una fase successiva, al fine di sostenere la sua crescita, il sistema Italia ha cercato di farlo sviluppare affiancando anche importanti incentivi fiscali.

Come mercato non regolamentato, presenta la principale caratteristica basata sull’assenza di regolamentazione e, pertanto, il mercato stesso, i titoli negoziati e gli operatori ammessi non sono assoggettati alla disciplina specifica ed alla autorizzazione delle Autorità di Vigilanza in materia di Mercati Regolamentati. Questo principalmente comporta, in fase di ammissione, la non applicazione di un processo istruttorio da parte di Consob, rendendo il tutto più snello, gestibile e meno oneroso, non solo dal punto di vista delle commissioni.

Come per tutte le cose, solo il tempo può decretare il successo o meno di una iniziativa. E dopo oltre 10 anni, dopo, soprattutto, i primi nei quali veniva, comunque, visto con scetticismo, ha cominciato a crescere e ad acquisire uno spazio sempre più importante nel panorama finanziario nazionale. Tale percorso di crescita naturalmente è riconducibile allo sforzo dei tanti attori intorno al tavolo, dagli advisor finanziari alle banche, dai nomad agli advisor legali, dalle società di revisione a quelle di comunicazione, dal gestore del mercato alle istituzioni pubbliche. Un microcosmo che con fatica, in differenti stadi, si è formato, si sta compattando e sta contribuendo, sempre più attivamente, al successo del mercato stesso e indirettamente del sistema industriale italiano mettendo a disposizione un’altra importante leva e opzione strategica per sostenere i relativi piani di crescita.

La maturazione dell’AIM Italia è attestata anche dall’introduzione, a partire dal mese di luglio 2020, di un ulteriore segmento, denominato Professionale, dedicato alle PMI che desiderano un accesso graduale ai mercati, quindi avendo la possibilità di effettuare un just listing senza eseguire un collocamento in prossimità della quotazione, oppure a start-up e scale-up che hanno avviato la commercializzazione di prodotti/servizi da meno di un anno e/o devono ancora avviare i fondamentali processi/funzioni strategici previsti dal modello di business. Segmento che pertanto, indirettamente, ha sancito, tramite l’ulteriore differenziazione e caratterizzazione del percorso di accesso, un acquisito maggiore status e riconoscimento del mercato stesso.

L’appellativo di “non regolamentato” non sta a significare che non c’è un controllo sulle società che accedono al mercato, ma la regolamentazione stabilisce che il sistema di controllo venga demandato ad un soggetto terzo, il Nominated Adviser (Nomad), che risulta, pertanto, responsabile nei confronti di Borsa Italiana essendo incaricato di valutare l’appropriatezza della società in sede di quotazione e, in seguito, di assisterla, guidarla ed accompagnarla per l’intero periodo di permanenza sul mercato.

L’AIM Italia è stato concepito, quindi, per offrire alle PMI una combinazione di vantaggi nella quotazione, con un percorso che si caratterizza per:

  • flessibilità regolamentare,legata ad un percorso di accesso semplificato e, al tempo stesso, ad adempimenti post-quotazione calibrati sulla struttura delle piccole e medie imprese;
  • rapidità di accesso,con requisiti semplificati e meno stringenti rispetto al mercato principale, così da consentire ad un maggior numero di imprese di potersi quotare;
  • costi contenutidi quotazione, rispetto ad un processo su un mercato regolamentato;
  • visibilità internazionale,che permette di favorire la brand awareness, la visibilità, la credibilità e l’immagine verso tutti gli stakeholder ampliando la rete di relazioni.

Alberto Verna, Banca Finnat e Nicola Spadafora, Studio Legale Tonucci & Partners

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