Alexandro Fini: divani a regola d’arte

 Alexandro Fini: divani a regola d’arte

Cosa rende unico, irripetibile e inimitabile il nostro made in Italy? La voglia, la creatività, la meticolosità, l’artigianalità e l’originalità che ogni imprenditore mette nel suo fare impresa. Uomini e donne che, nonostante le difficoltà economiche e burocratiche, decidono di seguire la loro passione e di assecondare i loro sogni. Così è stato per i tanti pionieri del fare impresa che hanno reso famosa l’Italia in tutto il mondo e così lo è per gli imprenditori di oggi che, sfoderando coraggio e intraprendenza, sfidano i mercati e cercano di imporsi in Italia e all’estero.
Alexandro Fini ha 39 anni, dirige un’azienda specializzata nella produzione di divani di alta gamma ed è uno dei tanti giovani che mirano a portare il nostro made in Italy nel mondo. Self made man, come si direbbe nel suo ambiente, all’età di 15 anni inizia a lavorare come tappezziere nella produzione di divani, impara tutti i processi produttivi per la realizzazione di un salotto e a 16 anni lucida i fusti dei divani nell’azienda del fratello. Fa varie esperienze lavorative, consegue nel frattempo il diploma di ragioneria e nel 2003, insieme alla moglie e ai figli, si trasferisce in Libia per raggiungere il suocero, proprietario di un’azienda specializzata nella produzione di divani. Inizia ad occuparsi della vendita sul territorio, girando in lungo e in largo la Libia, e acquisisce un know how prezioso per quello che sarà poi il suo lavoro.
Ma in lui è forte il desiderio di fare qualcosa da solo, di mettersi alla prova, di ideare un progetto in cui metterci anima e creatività. Ma per quello deve aspettare ancora un po’, deve crescere professionalmente, fare esperienze, cimentarsi in ruoli diversi da quello che ha oggi. Fa quindi il capo ufficio commerciale per una grande azienda editoriale, gestendo una quindicina di persone, viaggia, impara, ma nel 2013 capisce che è arrivato il momento della svolta. Decide così di dar vita al progetto che lo ha accompagnato per tutta la vita: dar vita ad un’azienda tutta sua.

Mod. "TRONO", "Speranza II" Gustav Klimt 1907-1908, riprodotto fedelmente su pelle pieno fiore
Mod. “TRONO”, “Speranza II” Gustav Klimt 1907-1908, riprodotto fedelmente su pelle pieno fiore

 

Qual è stato il primo passo?
«Ho iniziato a sviscerare il progetto in ogni dettaglio. Mi sembrava di essere un fiume in piena. Avevo tanto aspettato questo momento, che quando ho iniziato a renderlo reale tutto mi era già chiaro: i prototipi, il sito internet, la storia, la filosofia… In meno di sei mesi il sito è stato realizzato, i prototipi erano finiti e tutto aveva preso forma».

Un progetto che la porterà a introdurre un concezione rivoluzionaria di divano?
«Esattamente. Il mio obiettivo era quello di trasformare la scocca del divano in una cornice e di riprodurre sulla seduta e sulla spalliera un’opera d’arte. Mettersi seduti all’interno di un quadro di Van Gogh, di Klimt, di Picasso o di Renoir era per me il modo di vivere l’arte non solo come immagine da ammirare, ma anche come spazio da vivere».

Quindi lei crea divani che sono vere opere d’arte…
«Uno dei miei obiettivi era ed è quello di creare oggetti curati nei minimi dettagli, fatti da mani sapienti della più alta scuola artigiana, trasformare il desiderio dei clienti in realtà. Io punto a realizzare un’opera d’arte creata su misura per loro, con la certezza che quel divano, quella poltrona da ammirare sono pezzi unici ideati appositamente per loro».

Mod. "CRISTALLO", " The sleeping bather " August Renoir 1897, scocca in plexiglass con illuminazione Led RGB
Mod. “CRISTALLO”, ” The sleeping bather ” August Renoir 1897, scocca in plexiglass con illuminazione Led RGB

 

La sede della sua azienda è in provincia di Pistoia, a Quarrata, comune che prende l’appellativo di città del mobile per la presenza di numerose aziende del settore. Quanto conta questo nella sua formazione e nell’imprinting che lei ha dato alla sua ditta?
«La mia è una terra di lunga tradizione. Proprio per questo voglio rilanciare l’artigianato valorizzando quello che in ogni zona d’Italia sappiamo fare, aggiungendo però alla tradizione un po’ di novità, una ventata di genio e di sregolatezza. Per realizzare i nostri divani ci avvaliamo della migliore manodopera artigianale in loco, adoperiamo i migliori materiali e riusciamo ad ottenere il top della gamma. Questo ci permette di affrontare il mercato con la consapevolezza di offrire ai nostri clienti il miglior prodotto in termine di qualità, rispondendo ai gusti e alle richieste di ogni singola persona. La nostra cura del dettaglio è quasi maniacale, proprio per questo usiamo le migliori pelli, i migliori tessuti, i legni pregiati e le innovative tecniche di colorazioni che garantiscono alle nostre creazioni una qualità ai massimi livelli».

Siete quindi fortemente ancorati con il territorio. Quali i vantaggi di questa scelta?
«La nostra azienda si avvale di una fitta rete di collaborazioni: possiamo avere il meglio in ogni singolo campo nel raggio di pochi chilometri dalla gestione della parte Internet-software alle migliori falegnamerie, verniciature, tappezzerie, dalle resine, alle pelli, dalle stoffe alle realizzazioni delle opere, siano esse fatte a mano che in stampa. Come bene si sa non è facile avere internamente il top di ogni singola lavorazione, in questo modo riusciamo a garantire ai nostri clienti il meglio di ogni singolo procedimento, ottimizziamo al massimo la riduzione dei costi fissi e allo stesso tempo garantiamo lavoro ad un indotto in sofferenza».

«Le nostre creazioni - dice Alexandro Fini - sono realizzate interamente a mano, sono uniche e irripetibili.
«Le nostre creazioni – dice Alexandro Fini – sono realizzate interamente a mano, sono uniche e irripetibili».

Qual è la vostra arma vincente?
«Sicuramente la personalizzazione. Le nostre creazioni sono realizzate interamente a mano, sono uniche e irripetibili. Attraverso la loro numerazione garantiamo ad ogni cliente che le combinazioni di dipinti e modelli studiati per una singola opera non verranno mai più ripetuti. Stiamo attenti alla singola richiesta del cliente e personalizziamo a 360 gradi i nostri prodotti. Realizziamo le riproduzioni delle opere d’arte sia con speciali stampe, sia riproducendo i dipinti a mano grazie all’abilità di maestri nel campo della pittura che collaborano con noi. Per noi è fonte di orgoglio poter consegnare una creazione nella consapevolezza che non potevamo fare di meglio e che abbiamo utilizzato la migliore manodopera e le migliori materie prime che offre la filiera produttiva».

Un prodotto di nicchia il vostro…
«I nostri divani (visibili sul sito www.alexandrofini.com) si rivolgono ad un pubblico di nicchia amante dell’arte e dell’artigianalità espressa ai massimi livelli. È una clientela che vuole il meglio e che non vede nelle nostre creazioni una semplice seduta ma una vera opera d’arte».

Internazionalizzare è l’imperativo categorico per le aziende. A quali mercati guardate?
«Sappiamo che i Paesi esteri sono sempre più affascinati dalla qualità del nostro made in Italy ed è per questo che i mercati a cui puntiamo, per la tipologia del nostro prodotto, sono Russia, Cina, Emirati Arabi, India, Mongolia, Brasile e altri Paesi emergenti. Stiamo avvicinando queste realtà tramite contatti con le ex-ice e tramite alcuni architetti che attualmente già lavorano in questi Paesi».

Aprire e mandare avanti un’azienda oggi è – a detta di ogni imprenditore – un’impresa ardua e difficile. Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato?
«Un’impresa come la mia ha innanzi tutto bisogno di facilitazioni nell’accesso al credito, di snellimento della burocrazia e di supporto costante nel tempo da parte del Governo e delle Istituzioni. Per le piccole imprese come la mia, che partono senza garanzie, la linea di credito è completamente chiusa. Le pmi hanno quindi grandi difficoltà a farsi vedere e conoscere sui mercati e a valorizzare il proprio brand, se non trovano dei finanziamenti e dei capitali che permettano loro di fare investimenti».

Quale spazio dà ai giovani in azienda?
«I giovani sono parte integrante della mia ditta. Il sito è stato ideato da un gruppo di ventenni, che grazie a questo progetto hanno vinto un premio, così pure le fotografie di tutti i nostri divani sono state realizzate da un ragazzo giovane. Credo che in loro si possano trovare quel pizzico di follia e di sregolatezza che servono in attività come la mia. Proprio per questo il nostro obiettivo per il 2014 è quello di assumere almeno 5 persone, altre 10 per il 2015, fino a raggiungere la quota di 25 dipendenti nel 2016».

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