All’inizio del 2015 il settore terziario resta debole

 All’inizio del 2015 il settore terziario resta debole

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[dropcap]A[/dropcap]ll’inizio del nuovo anno, le attività delle aziende del terziario italiano sono aumentate leggermente, anche se l’ulteriore calo di nuovi ordini e dell’occupazione segnalano ancora una fragilità dello stato degli affari del settore. Inoltre, il tasso di contrazione dei nuovi ordini è stato più rapido di dicembre e le imprese hanno ridotto notevolmente i prezzi di vendita per sostenere i livelli di attività. Un dato positivo che arriva dall’indagine di gennaio riguarda le aspettative future delle aziende, migliorate al livello record su sei mesi.

L’Indice Markit/ADACI delle Attività, che con una singola domanda chiede alle aziende campione di paragonare lo stato delle loro attività nel mese in corso rispetto a quello precedente, è salito a 51.2 da 49.4 di dicembre, segnando un modesto rialzo delle attività di inizio anno. Questo è stato il terzo incremento degli scorsi quattro mesi.

Gli ultimi dati hanno continuato a mostrare una domanda debole nel settore terziario, in concomitanza al terzo mese consecutivo di calo dei nuovi ordini ricevuti. Oltretutto, vista la persistente accelerazione, il tasso di contrazione dei nuovi ordini è stato il più rapido da novembre 2013.

Conseguentemente alla debolezza della domanda, in gennaio si è assistito all’accelerazione del tasso dei tagli occupazionali presso le aziende terziario, fino a toccare il valore più rapido degli ultimi nove mesi. Dopo la breve pausa dello scorso settembre, in cui il livello dei posti di lavoro è rimasto invariato, sono ora quattro consecutivi i mesi in cui gli organici continuano a calare.

Il livello di commesse acquisite di gennaio (sia in lavorazione che non ancora iniziate) del settore terziario italiano sono diminuite per il sesto mese consecutivo. Tuttavia, il tasso di contrazione delle giacenze è stato il più lento dallo scorso agosto e nel complesso soltanto marginale.

Allo stesso tempo a gennaio il settore terziario ha indicato una ulteriore diminuzione delle tariffe nel tentativo di rinvigorire l’interesse dei clienti, continuando quindi la tendenza di calo dei prezzi che si registra da agosto 2011. Oltretutto, l’ultima contrazione dei prezzi al cliente è stata una delle più nette degli ultimi cinque anni.

In media, i costi di gestione hanno continuato a salire con un tasso di inflazione che, essendo cambiato marginalmente dallo scorso dicembre, è rimasto modesto rispetto agli standard storici. Le aziende hanno citato alcune volte l’aumento dei salari così come il calo del prezzo del carburante e dei costi correlati.

In ultimo, i dati dell’indagine di gennaio hanno evidenziato il miglioramento delle aspettative del settore rispetto ai prossimi 12 mesi. Infatti, la fiducia ha registrato il valore più alto da luglio, segnando un netto rialzo rispetto ai minimi su 13 mesi dello scorso dicembre.

Phil Smith, Economista della Markit, e autore del report Markit/ADACI PMI® Settore Terziario in Italia, ha detto: «Similmente a quanto successo con la precedente indagine del manifatturiero, i dati del terziario hanno indicato un indebolimento del mercato interno di inizio anno e la prosecuzione di forze deflazionistiche. Le attività di gennaio delle aziende del terziario mostrano una ripresa dopo il leggero decremento di fine anno. Eppure, esaminandoli più da vicino, i dati non sembrano così incoraggianti: sia l’entrata dei nuovi ordini che l’occupazione hanno subìto una contrazione a tassi più rapidi, mentre le aziende hanno tagliato di netto le tariffe cercando disperatamente di catalizzare l’interesse dei clienti. Migliorata è la fiducia, che ha recuperato parte del pessimismo registrato nei mesi passati, pur rimanendo ancora debole rispetto agli standard storici».

Redazione

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