Andamenti delle principali valute nella precedente settimana

 Andamenti delle principali valute nella precedente settimana

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[dropcap]Q[/dropcap]uella che sarebbe stata, altrimenti, una settimana abbastanza tranquilla ha cambiato rapidamente direzione giovedì mattina: l’annuncio a sorpresa della Banca centrale Svizzera (SNB), che ha rimosso il tetto sull’aumento del Franco Svizzero (CHF) sull’euro, ha portato un picco di volatilità nei mercati che, nel caso del CHF, ha comportato un completo riposizionamento nel mercato. Il Franco Svizzero ha aumentato il proprio valore del 30% su tutte le altre valute in pochi minuti, un fatto, questo, che non ha precedenti nella storia delle principali valute. La valuta si è stabilizzata successivamente a livelli inferiori, comunque, corrispondenti ad un valore superiore del 15% su quello preannuncio.

Comprensibilmente, i movimenti delle principali valute sono stati guidati in modo sostanziale dalle implicazioni di questo evento. L’assenza di uno dei principali acquirenti dell’Euro (la SNB ha, infatti, acquistato centinaia di miliardi di Euro dal 2011 per mantenere il tetto definito alla propria valuta), ha aggiunto ulteriore pressione sulla moneta unica che ha terminato la settimana con un deprezzamento vicino al 3% sul Dollaro USA e toccando i minimi da 11 anni. La Sterlina inglese, al contrario, ha tenuto abbastanza bene, terminando la settimana tendenzialmente immutata dall’evento e rafforzandosi ulteriormente sull’Euro.

Sterlina Inglese
La notizia principale della settimana per il Regno Unito è stata la pubblicazione dei dati sull’inflazione di Dicembre, con connotazioni ambivalenti. Mentre il dato generale scivola bruscamente al 0.5% su base annua, a causa della forte diminuzione dei prezzi dell’energia, il più stabile indice programmato ha toccato ancora il 1.3%, con un decremento della pressione sul prezzo dell’import causato da una sterlina forte che inizia a rientrare. Questi labili segnali di stabilizzazione ed anche l’aumento di pressione sull’inflazione programmata, congiuntamente alla diminuzione della disoccupazione e all’aumento dei salari, sono le ragioni principali che ci portano a continuare a sostenere la previsione di un aumento dei tassi d’interesse da parte della Bank of England nel terzo trimestre di quest’anno. I movimenti della Sterlina la scorsa settimana sono stati coerenti con questa previsione, in quanto il valore è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al Dollaro USA nonostante un forte rafforzamento sull’Euro.

EURO
La scorsa settimana non è stata particolarmente significativa per la zona-euro, ma questa dovrebbe vedere alcuni fuochi d’artificio. Giovedì ci sarà il primo meeting dell’anno della Banca Centrale Europea (BCE). La pressione sul consiglio è enorme, in quanto i mercati saranno considerevolmente delusi da tutto ciò che non sia un annuncio dell’acquisto diretto di bond sovrani per un valore di centinaia di miliardi di Euro. Ma si sa’, il diavolo sta nei dettagli; in modo particolare bisognerà vedere che concessioni il Presidente Mario Draghi ha dovuto fare alla Bundesbank per avere il via libera al programma. Quindi, Domenica, si conosceranno i risultati delle elezioni generali in Grecia, dove ogni sondaggio continua a prevedere la vittoria della coalizione anti-austerity di sinistra guidata dal partito di Syriza. Il sistema elettorale greco garantisce un premio, pari ad un sesto dei posti nel Parlamento, alla lista più votata. Almeno che i sondaggi non vengano completamente smentiti, questo significa che Syriza formerà il prossimo governo e riaprirà le negoziazioni. I primi segnali di panico sono stati visti questa settimana quando due banche greche hanno richiesto finanziamenti di emergenza alla BCE come misura preventiva. Con ogni probabilità, questa settimana sarà fortemente volatile, ricordando, forse, la crisi dell’Euro del 2012.

Dollaro USA
La scia positiva lasciata dai dati su uno sviluppo economico più forte del previsto è terminata la scorsa settimana. Le vendite al dettaglio mensili sono risultate tendenzialmente volatili, supportando le aspettative per un moderato aumento nell’ultimo mese dell’anno, attraverso un diminuzione del forte calo del 0.9% su base mensile. I numeri di Dicembre sono sempre affetti da difficoltà statistiche legate agli aggiustamenti necessari a causa dello shopping natalizio. Quindi, possono essere considerati come dato temporaneo. Tuttavia, senza una ripresa il prossimo mese, potrebbe essere necessario rivedere le previsioni sull’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Per ora, la tendenza verso un dollaro più forte, anche grazie alle divergenze nella politica economica oltre oceano, continua senza ostacoli.

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Ebury

1 Comment

  • articolo italiano scritto in maniera chiara comprensibile anche a chi non è del settore.

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