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Anmil ha presentato il Rapporto sulla Salute e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Il 10 settembre 2018, presso il Parlamentino del CNEL, ANMIL Onlus presenta la seconda edizione del Rapporto sulla Salute e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, anno 2018. In linea di continuità con la prima edizione, l’opera continua ad essere un prodotto editoriale innovativo e unico, a livello nazionale ed europeo. Esso si presenta di nuovo come un servizio informativo aggiornato e completo, in modalità completamente gratuita, condensato in un unico volume facilmente consultabile. Nella nuova edizione continuano ad essere analizzati i principali interventi del Legislatore, della giurisprudenza (sentenze di merito e di legittimità), della prassi amministrativa (circolari ed interpelli ministeriali) e del mondo dello studio e della ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che hanno caratterizzato in modo significativo la metà dell’anno precedente e l’anno in corso, ripartendo dalle novità della prima edizione e analizzando i principali interventi che si sono succeduti nel periodo di riferimento. Elemento distintivo della seconda edizione è la minuziosa analisi ricostruttiva delle origini, delle finalità e della struttura del Testo Unico di Salute e Sicurezza sul Lavoro e l’illustrazione dello stato dell’arte della sua attuazione, in occasione della celebrazione dei dieci anni dall’entrata in vigore del Testo Unico (d.lgs. 81/2008). Tale analisi è altresì completata dallo studio dell’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali intercorsi dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008.

Il Rapporto si prefigge di affermarsi come un servizio informativo aggiornato e completo, in modalità completamente gratuita ed open access, condensato in un unico volume facilmente consultabile. In particolare, i beneficiari designati sono gli addetti ai lavori, i tecnici, le imprese, i datori di lavoro, i lavoratori e gli studenti, intenti ovvero obbligati a conoscere i molteplici obblighi imposti dalle norme in materia, superando la ricorrente difficoltà di una immediata interpretazione degli stessi da parte dei loro destinatari e di coloro che si accingono ad apprendere la materia. Il Rapporto vuole dunque rappresentare, con la consueta impronta etica e sociale dell’ANMIL, un contributo effettivo all’innalzamento del livello di conoscenza e consapevolezza pratica della materia prevenzionistica, caratterizzata dalla presenza di numerose norme, nonché di complesse – e talvolta contradditorie – interpretazioni.

Da dove nasce la necessità del Rapporto ANMIL?

Operando da ben 75 anni, l’ANMIL ha consolidato un ruolo autorevole nello studio della materia di salute e sicurezza sul lavoro, contrassegnando il suo impegno con un’impronta etica grazie alla quotidiana vicinanza verso coloro che hanno subìto le conseguenze di una “sbagliata” gestione della SSL. Grazie al suo storico attivismo in questo ambito, l’Associazione ha dunque appurato che, nonostante i tentativi degli ultimi anni di semplificazione della normativa vigente e rafforzamento delle tutele in materia da parte del Legislatore, i livelli di efficacia delle tutele restano ancora insoddisfacenti, specie in alcune aree del Paese ovvero in alcuni ambiti produttivi. Ciò trova conferma sia nei dati statistici del fenomeno infortunistico, nonché negli esiti delle attività ispettive e di vigilanza, come mostra il Rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) sull’attività ispettiva 2017.

In riferimento ai dati statistici, l’evoluzione del fenomeno infortunistico nell’ultimo decennio si è sviluppata sostanzialmente in linea con la dinamica economica del nostro Paese. Già da alcuni decenni, a partire dai primi anni ’90, il numero degli infortuni aveva fatto registrare un calo continuo che si è notevolmente accentuato a partire proprio dal 2008 in concomitanza sia dell’emanazione del Testo Unico sulla sicurezza, sia soprattutto dell’inizio della profonda crisi economica che, producendo un forte taglio di produzione e lavoro (sia in termini di occupati che di ore lavorate), ha ridotto l’esposizione al rischio e quindi gli infortuni stessi. Nel 2015 e 2016, a seguito dei primi segnali di ripresa produttiva, il calo degli infortuni ha cominciato a dare segni di un sensibile rallentamento, finché nel 2017 ha iniziato, già dai primi mesi, una crescita molto consistente, che nel primo trimestre era arrivata fino a toccare livelli dell’8%. Fortunatamente, la crescita degli infortuni si è andata attenuando nei mesi successivi facendo segnare un saldo annuo molto meno pesante di quanto si era prospettato. Precisamente, sulla base dei dati relativi all’intero anno 2017, forniti dalla Relazione annuale dell’INAIL, sono state registrate poco più di 641 mila denunce di infortuni accaduti nel 2017, allo stesso livello del 2016 (-0,08%). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco meno di 417 mila, di cui circa il 19% “fuori dell’azienda” (cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”). Delle 1.112 denunce di infortunio mortale (erano 1.142 nel 2016, 1.370 nel 2012) gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 617 (di cui 360, il 58%, “fuori dell’azienda”). Nei primi cinque mesi del 2018, i casi mortali denunciati sono stati 389, 14 in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’aumento riguarda solo i casi avvenuti in itinere (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi “in occasione di lavoro” le denunce sono state 271 in entrambi

i periodi. D’altro canto, le denunce di malattia professionale protocollate dall’INAIL nel 2017 sono state circa 58 mila, circa 2.200 in meno rispetto al 2016. Tuttavia, dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, nei primi cinque mesi del 2018 le denunce di malattia professionale sono tornate ad aumentare, anche se a un ritmo più lento rispetto alle quattro rilevazioni mensili precedenti. Al 31 maggio 2018, infatti, l’incremento si è attestato al +3,1%, pari a 818 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017 (da 26.195 a 27.013).

Dati non confortevoli giungono altresì dagli esiti dell’attività di vigilanza. Infatti, da quanto riportato nel Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale anno 2017 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro emerge che la stessa nell’anno 2017 ha interessato n. 22.611 aziende, e sono state contestate n. 36.263 violazioni prevenzionistiche, di cui 28.364 penali e 7.899 amministrative. Delle 28.364 violazioni di carattere penale, 9.899 sono da ritenersi gravi, in quanto ostative al rilascio del DURC, mentre 4.625 (nel 2016 erano 4.196) sono riferibili alla violazione dell’articolo 4 della legge n. 300/1970.

Per quanto riguarda il tasso di irregolarità delle aziende ispezionate, si è registrato un significativo aumento, di quasi 3,5 punti percentuali rispetto al 2016, attualmente pari al 77,09% (rispetto al 73,50% dell’anno precedente) con un numero di aziende irregolari pari n. 17.580 a fronte di n. 22.805 accertamenti definiti. Con riferimento al d.lgs. n. 81/2008, nel Rapporto è stato precisato che il 55% delle violazioni contestate riguarda il mancato rispetto degli obblighi contenuti nel Titolo IV (Cantieri temporanei o mobili), mentre il 37% riguarda il mancato rispetto degli obblighi contenuti nel Titolo I, e il rimanente 8% il mancato rispetto degli obblighi contenuti negli altri titoli.

L’INAIL, a luglio 2018, ha altresì reso noti gli esiti dell’attività di vigilanza relativi al semestre gennaio-giugno 2018. Precisamente, su tutto il territorio nazionale sono stati effettuati 87.773 controlli. In particolare, l’attività di vigilanza ha registrato 71.461 accessi in materia di lavoro, 9.812 in materia previdenziale e 6.500 in materia assicurativa. Per quanto concerne la vigilanza lavoristica è stata segnalata una percentuale pari al 65% di fenomeni di irregolarità in materia di rapporti di lavoro, e fenomeni pari addirittura all’82% in materia di vigilanza tecnica (salute e sicurezza sul lavoro). Alla luce dei richiamati dati statistici del fenomeno infortunistico, e degli esiti delle attività ispettive e di vigilanza, l’ANMIL è sempre più consapevole che a dieci anni dalla entrata in vigore del Testo Unico (d.lgs. n. 81/2008), oltre alla impellente necessità di completare il quadro delle tutele normative, permane ancora un più ampio problema di natura culturale, collegato alla necessità di veicolare e diffondere i contenuti prescritti da norme complesse, attraverso strumenti agevoli, multilivello e gratuiti, alla portata di tutti: imprese pubbliche e private; lavoratori; consulenti e addetti ai lavori. Ciò, tanto più se si tiene conto della rilevanza costituzionale e non negoziabile dei beni della vita e della salute della persona, alla cui tutela la materia è preposta. Ecco quindi che il Rapporto ANMIL, giunto alla sua seconda edizione, si ripropone, non solo come un prodotto editoriale, ma come un innovativo veicolo culturale, volto all’innalzamento effettivo del livello di conoscenza e consapevolezza su una materia così eterogenea e complessa. Non è pertanto casuale la scelta di una massima divulgazione del Rapporto, interamente gratuita, mediante un lavoro meticoloso portato avanti dai nostri esperti e messo a servizio della cultura. Dunque, un servizio informativo interdisciplinare e aggiornato per la collettività sulla materia di salute e sicurezza sul lavoro. La continuità contenutistica con la precedente edizione porta avanti lo scopo di fornire un aggiornamento approfondito che figuri come un “annuario della sicurezza sul lavoro”, ripartendo dalle novità de iure condendo della prima edizione e analizzando i principali interventi de iure condito che si sono succeduti nel periodo di riferimento. Elemento di novità di questa edizione è rappresentato dal punto di partenza del Rapporto, caratterizzato da una meticolosa analisi ricostruttiva delle origini, delle finalità e della struttura del Testo Unico di Salute e Sicurezza sul Lavoro e dalla illustrazione dello stato dell’arte della sua attuazione. Tale approfondimento è volto a fare il punto sull’attuazione della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro in occasione della celebrazione dei dieci anni dall’entrata in vigore del Testo Unico (d.lgs. n. 81/2008).

Quali sono i contenuti e le finalità pratiche del Rapporto?

Le numerose richieste pervenute per la prima edizione hanno rinvigorito la necessità di massima divulgazione: anche questa volta, quindi, il Rapporto è interamente gratuito ed open, in virtù dell’elevato valore culturale della conoscenza e della consapevolezza della materia prevenzionistica, governata da valori costituzionali quali la tutela dei beni della vita e della salute della persona.

La metodologia di analisi adottata, trasversale ed interdisciplinare rispetto alle tematiche oggetto di indagine, riflette di nuovo specularmente la struttura del volume, articolato in sezioni ed in capitoli che rispecchiano l’individuazione di rispettive macro-tematiche di analisi.

L’Ufficio Salute e Sicurezza di ANMIL ha dunque proseguito l’intensa attività di monitoraggio e di studio della materia, con la finalità di garantire coerenza e continuità con la precedente edizione. Una sorta di “dove ci eravamo lasciati?”.

A circa un anno di distanza dalla prima edizione, il secondo Rapporto illustra lo stato dell’arte della Salute e Sicurezza sul lavoro in Italia, con uno sguardo costantemente rivolto alla prospettiva europea ed internazionale. Sono pertanto analizzate le principali norme, le sentenze di merito e di legittimità, la prassi amministrativa, nonché gli studi e le ricerche in materia di salute e sicurezza sul lavoro che hanno caratterizzato in modo significativo la metà dell’precedente e l’anno in corso.

L’analisi asciutta e la struttura chiara e intuitiva rispondono alla esigenza di un approccio multilivello. L’obiettivo rinnovato è dunque quello di non limitare il campo dei destinatari ad uno specifico target, estendendo la fruibilità dei contenuti a tutti gli attori coinvolti nella gestione del lavoro: dai professionisti della materia agli addetti ai lavori, dal complessivo mondo dei lavoratori agli studenti, e a chiunque sia interessato ad un aggiornamento dettagliato e ragionato sulle numerose novità che incidono sui molteplici aspetti della Salute e Sicurezza sul lavoro.

Come è strutturato il Rapporto?

Il Rapporto è suddiviso in cinque sezioni tematiche: l’andamento di infortuni e malattie professionali nel primo decennio di vigenza del T.U. di salute e sicurezza sul lavoro; l’attuazione del T.U. nel decennio 2008-2018; la salute e la sicurezza attraverso le riforme del mercato del lavoro; la campagna ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-2019 sulle sostanze pericolose e la normativa in materia; l’evoluzione normativa in ambito nazionale ed europeo, dalla normativa di impianto a specifici ambiti di attività. Le sezioni contengono a loro volta un totale di quindici capitoli che dettagliano i diversi aspetti d’interesse.

Nel dettaglio, il Capitolo I è dedicato alla analisi statistica della congiuntura economica e della dinamica infortunistica nel decennio della crisi (2008–2017), mentre il Capitolo II e III analizzano rispettivamente le origini, le finalità e la struttura del T.U. e lo stato dell’arte dell’attuazione del d.lgs. 81/2008. Il quarto capitolo è invece incentrato sulle nuove forme di organizzazione del lavoro, dal lavoro occasionale al lavoro agile e alle tutele del lavoro autonomo. Le misure organizzative e gli strumenti di welfare aziendale nella logica di conciliazione vita-lavoro, benessere e produttività sono le tematiche oggetto del Capitolo V. Il sesto Capitolo rappresenta un focus sulla alternanza scuola-lavoro e sulla salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro scolastici. La sezione IV è interamente dedicata alle sostanze pericolose: in particolare, il settimo capitolo analizza le corpose novità normative in materia, anche alla luce della crescente attenzione dedicatale dal Legislatore europeo attraverso la campagna europea 2018-2019 sulla gestione delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro e il lavoro di REFIT del regolamento REACH. Il Capitolo VIII è invece interamente incentrato sull’amianto. Alla trattazione della modernizzazione degli organismi europei sul lavoro nel Capitolo IX segue la trattazione degli specifici ambiti di attività: i traporti (Capitolo X); le denunce di infortuni e malattie professionali e il reinserimento lavorativo (Capitolo XI); la prevenzione incendi (Capitolo XII); il lavoro marittimo (Capitolo XIII); l’attività ispettiva (Capitolo XIV); i cantieri temporanei e mobili e il decreto correttivo del nuovo codice dei contratti pubblici (Capitolo XV).

Redazione

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