Apple watch sta arrivando: ecco cosa ci dobbiamo aspettare

 Apple watch sta arrivando: ecco cosa ci dobbiamo aspettare

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[dropcap]A[/dropcap]pple ha convocato una conferenza stampa per il 9 marzo. E tutto lascia pensare che all’evento verrà ufficialmente presentato ai giornalisti Apple Watch in tutti i suoi dettagli di lancio. Si tratta di un prodotto cui era stata riservata una preview dall’azienda di Cupertino in autunno. Prima di allora i rumors erano stati molti, e dopo l’assaggio di fine 2014 l’attesa per questa novità nel mondo delle wearable device (vale a dire delle “tecnologie indossabili”) è stata febbrile.

Ma che cosa dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – essere presentato il 9/3? Innanzitutto un prodotto che sarà disponibile in due misure, da uomo e da donna, e in diversi materiali / colori (alluminio, acciaio e oro: si noti in questo la simmetria cromatica con iPhone 6). Si potrà portare al polso sinistro ma anche sul destro: lo schermo si inverte per restare leggibile e lo stesso vale per le due parti di cui è costituito il cinturino.

L’oggetto sarà resistente all’acqua, anche se non subacqueo in senso stretto – almeno secondo le anticipazioni. Integrerà un mirino per fotocamera e darà le notifiche selezionate dall’utente grazie alla sua interfaccia con le altre device Apple in nostro possesso. Integrerà Apple Pay e quindi un sistema di pagamento come quelli ‘mobili’ già molto diffusi in US – meno, per ora, in Italia: che di per sé è un paese dove il cash vince ancora la battaglia anche contro le carte di credito. La batterie e la ricarica saranno analoghe a quelle di un cellulare; ma ci sarà la possibilità delle ricarica wireless. Avrà, infine, delle App dedicate: su queste si giocheranno buona parte delle novità funzionali introdotte dal Watch.

Certo buona parte del destino di questa novità sarà legato a quello del mercato delle wearable device in genere, e viceversa. Apple ci ha abbituati a rendere assolutamente mainstream e “di massa” apparecchiature che fino a prima del lancio sembravano ad addetti e non addetti inutili e perdenti (es. iPad). Se, quindi, questa innovazione di una singola azienda prenderà piede, ci saranno grandi conseguenze sia hardware che software per tutti. Sia per le grandi imprese che per le pmi. Per non parlare degli aspetti legati all’advertising, grazie al potenziale pubblicitario di un annuncio-al-nostro-polso (oltre che geolocalizzato, ovviamente).

Il prezzo minimo per Apple Watch sarà di 349$. Non un prezzo accessibile, se paragonato a prodotti che possono fare una o più delle sue funzioni (es. wristband o gps per sportivi); né un prezzo competitivo rispetto ai concorrenti (es. Samsung). Ma sicuramente il modello di entry-level avrà un punto-prezzo interessante per chi di Apple è abituato a comprare device che costano più di 700€ – come iPhone 6.

Proprio iPhone 6 è stato il lancio di maggior successo nella storia di Apple. Ed ha portato l’azienda di Cupertino a fare il quarter più alto della storia nel 4° trimestre del 2014. Le responsabilità non sono quindi da poco, per il Watch. Vedremo che impatto avrà – oltre che sul mercato e gli stili di vita – sulle vendite di Apple nel secondo trimestre 2015.

Federico Corradini
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