Aumentano i risparmi delle famiglie italiane e delle imprese, segnale positivo o negativo?

 Aumentano i risparmi delle famiglie italiane e delle imprese, segnale positivo o negativo?

Le famiglie probabilmente sempre più intimorite dalla crisi economica in atto e dai troppo deboli segnali di ripresa paventati per il 2014, mettono in atto strategie per tutelarsi: spendono sempre meno soldi per spese “superflue”e tendono a depositare i loro risparmi in banca, o in prodotti assicurativi e fondi pensione.

Gli italiani sono da sempre conosciuti come un popolo di risparmiatori, ma è anche vero che ultimamente si era parlato di un’erosione dei risparmi determinata dalla necessità delle famiglie di attingere alle proprie riserve di denaro accumulate in precedenza al fine di mantenere lo stesso livello di vita, essendoci stato un brusco calo delle entrate. Questo cambiamento di comportamento da parte delle famiglie italiane è dunque un segnale ambivalente, che può avere connotazioni positive quanto negative.

A rivelare il timore delle famiglie italiane è il risultato di uno studio condotto dal Centro Studi Unimpresa, che constata appunto un aumento considerevole dei risparmi delle famiglie e delle imprese italiane
L’analisi che si basa sui dati derivanti da Bankitalia, indica come i depositi bancari siano cresciuti in un anno, da giugno 2012 a giugno 2013 dell’oltre il 7% con un incremento di +99,4 mld, salgono anche i depositi delle aziende, +9,10%, e quelli delle imprese familiari, +2,11%. L’ aumento complessivo delle riserve di imprese, famiglie e intermediari finanziari si calcola essere di 100 miliardi.

Aumentano del 23,68% i depositi di assicurazioni e fondi pensione, (+4,3 miliardi), anche gli “strumenti” i depositi vincolati a breve scadenza tra giugno 2012 e giugno 2013 registrano un amento di 40,6 miliardi, (+14,45%).

In aumento altresì il denaro lasciato sul conto corrente per eventuali emergenze, si stima infatti un incremento del 4,09% dello stock di denaro lasciato nel conto corrente bancario/postale, le famiglie per combattere la recessione e la crisi finanziaria, hanno deciso di comportarsi come “formiche”, abbandonando lo stile di vita delle “cicale”. Temiamo che questo atteggiamento, che porta le famiglie ad accumulare una riserva di denaro da utilizzare come ancora di salvataggio in caso di sopraggiunte difficoltà economiche, inciderà in modo negativo sul rilancio dei consumi e dell’economia in generale.

Purtroppo proprio il fatto che i depositi bancari siano aumentati, vuoi per famiglie che consumano meno piuttosto che a causa di imprese che hanno smesso di investire, in un periodo in cui entrate e produzione sembrano ferme, non può che indicare timori elevati ed un’economica stagnante.

Concludiamo con le riflessioni del presidente Unimpresa Paolo Longobardi: “E’ proprio questa la logica con cui probabilmente le famiglie italiane hanno aumentato la quota delle proprie riserve: la paura di imprevedibili inasprimenti fiscali, o altre conseguenze cagionate dalla recessione (come la perdita del posto di lavoro) frena i consumi. Tuttavia, proprio le minori uscite rappresentano un ulteriore elemento che rallenta il ritorno alla crescita economica”.

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