Redazione

Gas, Area Studi Legacoop-Prometeia: da tensioni geopolitiche rischio nuovi shock

Le recenti tensioni geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente riportano al centro dell’attenzione la vulnerabilità dei mercati energetici globali e, in particolare, del mercato del gas, che per l’Italia rappresenta la prima fonte energetica: nonostante la maggiore attenzione europea agli stoccaggi, infatti, una riduzione dell’offerta globale potrebbe intensificare la competizione per le forniture internazionali, rendendo più…

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Unimpresa: nessun segnale di de-escalation in Iran, ma impatto limitato su Ue e Italia a breve

La guerra nel Golfo si sta intensificando e, al momento, non emergono segnali credibili di de-escalation nel breve termine. La chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e GNL, continua ad alimentare forti tensioni sui mercati energetici, con il greggio in deciso rialzo e un premio…

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Artigianato nelle Marche: nuovi contributi per le imprese

La Regione Marche continua a sostenere il settore artigiano, pilastro di tradizione, innovazione e sviluppo economico del territorio, con nuove misure dedicate alle imprese. È attivo il bando che prevede contributi straordinari a fondo perduto per un totale di oltre 3,6 milioni di euro destinati alle MPMI marchigiane. Le agevolazioni sono rivolte in particolare a: imprese con attività di…

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Guerra del Golfo, il punto di Confartigianato su prezzi delle commodities e made in Italy in Medio Oriente

La guerra nel Golfo ha determinato una crisi di offerta di energia e di altre materie prime conseguente al crollo del traffico nello Stretto di Hormuz, innescando forti tensioni sui prezzi.  Un ampio set di evidenze sulla crisi in corso è contenuto nel report ‘Il punto sulla crisi Medio Oriente’ pubblicato giovedì scorso dall’Ufficio Studi…

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Unimpresa: debito pubblico, fondi esteri a 1.062 miliardi (34%), da 2022 +330 miliardi di Bot e Btp

Analisi sulla composizione dei sottoscrittori di titoli di Stato. Cambia la geografia del debito pubblico: diversificata la base. Crescono i privati dopo la crisi del 2012. Gli stranieri hanno oltre 1.000 miliardi (34%): investiti in bot e btp 331 miliardi in più dal 2022. Nei portafogli delle famiglie 449 miliardi: raddoppiata la quota rispetto al 2021. In mano alle banche italiane 622 miliardi: quota ridotta al 20% dal 30% del 2013. Per Banca d’Italia 574 miliardi: l’istituto centrale scende sotto il 20%.

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