Avere i sindacati in azienda è positivo o negativo?

 Avere i sindacati in azienda è positivo o negativo?

sindacato-5

[dropcap]M[/dropcap]oltissime volte, discorrendo con imprenditori e dirigenti si sente dire: «la mia azienda va abbastanza bene e per fortuna non ci sono i sindacati a complicare le cose».

Ma è veramente così? Il rapporto con le Organizzazioni sindacali è sempre negativo per le finalità e gli obiettivi aziendali?

Ovviamente, parlando di rapporti con le organizzazioni sindacali, si fa riferimento a ciò che in termine tecnico si definisce “relazioni sindacali“. Come si trova facilmente in internet, per relazioni sindacali si intende l’insieme dei rapporti giuridici intercorrenti tra il datore di lavoro ed i lavoratori subordinati, intesi come collettività, all’interno dei luoghi di lavoro, allorquando queste relazioni vengano a realizzarsi tramite un soggetto intermedio, ovvero il sindacato, rappresentante delle istanze e degli interessi dei dipendenti.

Quando questo complesso di rapporti, in taluni casi, comprende anche soggetti o problematiche al di fuori dell’ambito strettamente aziendale (solitamente con soggetti pubblici) come ad esempio la Regione, i Comuni o i Ministeri di competenza o altre Autorità, assume la denominazione di “relazioni industriali“.

Con la notevolissima produzione odierna di leggi, norme, regolamenti ed indirizzi vari, unitamente alla cronica problematica della mancanza di lavoro in Italia, la gestione delle aziende si è fatta via via sempre più complessa ed articolata. Inoltre, di tutta evidenza, le complessità citate non fanno altro che sfavorire e ostacolare il naturale turnaround del personale nelle aziende, caratteristica peculiare di altri ordinamenti esteri.

L’ingessatura ed il sostanziale blocco della possibilità di veloce ricambio dell’organico in azienda, ha fatto sì che per molteplici aspetti, la partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali sia in certi casi obbligatoria ed in altri opportuna e/o consigliabile.

Tanto per fare qualche esempio, in caso di licenziamento collettivo, anche parziale, è obbligatoria la consultazione e l’accordo con i sindacati aziendali. Anche nelle operazioni di trasferimenti d’azienda, cessione od affitto di ramo d’azienda, processi aziendali di riorganizzazione, ristrutturazione e crisi è richiesta, in varie forme, la partecipazione degli organismi sindacali aziendali.

Risulta chiaro che in un’azienda, anche piccola, in cui i rapporti tra parte datoriale e parte lavorativa sono buoni e consolidati sarà più facile (ovvero, meno arduo) trovare degli accordi per portare a buon fine le operazioni di cui sopra, che già di per sé sono impegnative.

Inoltre, se in un’azienda si è arrivati ad un buon livello di relazioni sindacali, sarà possibile arrivare alla stipula di contratti collettivi aziendali o “contratti di prossimità” con cui gestire al meglio l’organizzazione aziendale anche negli aspetti operativi più piccoli o di dettaglio.

Ma non solo, delle buone relazioni sindacali permettono anche una più facile gestione delle risorse umane cioè di quelle problematiche che solo apparentemente non hanno ripercussioni collettive, tipo ad esempio sanzioni disciplinari, trasferimenti e distacchi, licenziamenti per giusta causa ed altro.

È ovvio che il buon rapporto con i lavoratori non può che favorire il dialogo anche in caso di vertenze individuali. Ciò perché il lavoratore che ha un problema con l’azienda cerca, giustamente, un appoggio nei sindacati aziendali e se questi ultimi trovano un “canale aperto” con la dirigenza aziendale, anche il problema singolo può essere discusso e trattato in modalità meno conflittuale, con evidente vantaggio per tutte le parti.

Ma i vantaggi maggiori sono visibili quando l’azienda si trova in difficoltà, anche temporanea. Se le relazioni aziendali sono buone, è praticabile ad esempio il ricorso ai cosiddetti “contratti di solidarietà” che consentono uno sgravio significativo dei costi aziendali a fronte di un sacrificio temporaneo di ore lavorative (e quindi di retribuzione) da parte dei lavoratori. L’adozione di questo strumento è ovviamente molto più complicato (se non sconsigliabile) in un’azienda con una forte contrapposizione tra le parti sociali.

In definitiva e soprattutto dal punto di vista pratico “avere i sindacati in azienda” è senz’altro positivo perché permette una miglior gestione dell’azienda stessa: permette di trovare il punto di equilibrio tra le esigenze gestionali aziendali e i diritti dei lavoratori, i quali presteranno il proprio lavoro più volentieri, sapendo di essere rappresentati e tutelati.

Last but not least (ultima cosa ma non meno importante): va da sé che le relazioni sindacali vanno affrontate, gestite e coltivate da chi ha la capacità e la preparazione per farlo e non da chiunque, a meno che non si vogliano rischiare disastri.

Studio Legale Silva Blog

logo-studio-silva

Ettore Pietro Silva

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.