Azienda e lavoratori, i benefici dell’ottimizzazione

 Azienda e lavoratori, i benefici dell’ottimizzazione

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giuseppe Ligotti consulente aziendale, Vicepresidente Nazionale di Federlavoro, Presidente Territoriale di Federlavoro e Conflavoro PMI Varese, membro del comitato dei sindacalisti d’impresa in Conflavoro PMI per la definizione dei CCNL. Ligotti ha intrapreso da tempo la missione di diffondere una cultura aziendale nuova, promuovendo tutti gli strumenti utili che le normative di legge del lavoro mettono a disposizione. L’obiettivo è ottimizzare l’efficienza dei costi di impresa e migliorare sia il rendimento che il benessere aziendale. Quando si intraprende un qualsiasi discorso a proposito delle difficoltà delle aziende italiane non è arduo immaginare le numerose problematiche che imprenditori e lavoratori si trovano ad affrontare ogni giorno. Il problema numero uno ovviamente è il costo del lavoro: ogni azienda deve destreggiarsi al meglio per mantenere il delicato rapporto costo/guadagno e la sfida sta diventando sempre più complicata. Non esiste la bacchetta magica e allo stato attuale non si può nemmeno sperare in qualche alleggerimento della pressione fiscale. Gli imprenditori cercano di andare incontro ai propri lavoratori, ricercando soluzioni che rispondano alle norme di legge senza penalizzare nessuna parte in gioco. Logicamente, poiché nessuno vive d’aria, i dipendenti sono legati al proprio compenso e ogni proposta che si discosta dal convenzionale può generare obiezioni. Le soluzioni per migliorare le imprese esistono eccome, ma il discorso è molto complesso e ampio e spesso mancano tempo e conoscenze per affrontarlo al meglio. 

“Occorre innanzitutto iniziare a cambiare la cultura del lavoro e l’approccio rigido che si tende ancora ad avere verso di esso, sia da parte degli imprenditori che dei lavoratori. Il lavoro è diventato sempre più fluido e non può più essere visto soltanto come qualcosa di monetizzabile, serve qualcosa di più del semplice rapporto economico. Esistono molti strumenti che permettono all’azienda di generare valore per il dipendente traendone benefici per ambo le parti; alcuni vantaggi che non sono più strettamente legati al compenso ma che in fin dei conti rappresentano il contributo di apprezzamento che il datore di lavoro offre alle proprie risorse.” Spiega Ligotti. “Bisogna quindi provare a guardare l’azienda da una prospettiva differente e comprendere quali e quanti incentivi possono andare a sommarsi al compenso del lavoratore e che, a conti fatti, non differiscono in termini di valore dal vecchio concetto di busta paga. Ad esempio, è possibile motivare i propri collaboratori con soluzioni alternative superando la visione delle competenze in busta, che sono poco gratificanti per il lavoratore e molto dispendiose per l’azienda, ad esempio con un contributo dell’azienda a favore della rata per l’affitto della casa di residenza del lavoratore.”

Approfondendo il discorso, Ligotti è certo che un lavoro più dinamico e produttivo è possibile senza aumentare i costi contributivi e aziendali, mantenendo alti livelli di soddisfazione del lavoratore. “All’inizio gli imprenditori sono titubanti di fronte a queste possibilità, poiché nella maggior parte dei casi non c’è adeguata conoscenza e informazione” ha affermato, confermando che il primo ostacolo da superare è il poco tempo che l’imprenditore ha a propria disposizione per dedicarsi ad apprendere e studiare come utilizzare questi strumenti. “Con alcuni consulenti del lavoro e commercialisti che, devono destreggiarsi tra numerosi adempimenti e continui cambiamenti delle normative, ho instaurato ottimi rapporti di collaborazione per proporre adeguate politiche di efficientamento dei costi del personale ai propri clienti” ha aggiunto.  

Il progetto di Giuseppe Ligotti è complesso e meticoloso: dopo un primo approccio con l’ambiente aziendale si inizia con l’analisi delle esigenze e delle problematiche: “Le aziende hanno fattori comuni, ma nessuna è uguale ad un’altra, sono ecosistemi unici” prosegue. “Infatti, ogni azienda è come una famiglia, fatta di equilibri più o meno fragili. L’importanza di un corretto audit è fondamentale e occorre valutare ogni aspetto, dettagli compresi, per poi individuare gli ostacoli e tracciare un piano di azione.” Spiega Ligotti sottolineando quanto sia importante la valutazione a 360°. “Prima di tutto va riconosciuta la causa di un problema prima di intervenire toccando i delicati meccanismi all’interno di un’azienda e agire sempre con delicatezza evitando gli ingressi a gamba tesa. Il risultato finale è quello di riuscire a consolidare il rapporto di scambio reciproco azienda-dipendente che dovrebbe sempre essere 1:1” conclude Ligotti. Il primo passo da fare è pertanto l’ampliamento delle conoscenze che l’azienda deve avere nel momento di intraprendere questo percorso. 

La formazione e l’acquisizione delle competenze è fondamentale per costruire e consolidare la struttura di un’azienda, specialmente in un momento di incertezza come quello che stiamo vivendo. In questo contesto le aziende devono fare del loro meglio per rimanere competitive in un mercato che cambia rapidamente, non solo dal punto di vista dell’offerta ma anche come organizzazione interna. Ligotti sarà presente il prossimo 27 marzo presso il Padiglione “Daniele Becci” di Pescara in occasione di secsolutionforum, per dare la possibilità a tutti i professionisti e alle aziende del settore della sicurezza di comprendere le numerose opportunità da cui possono trarre beneficio, rispondere alle domande e chiarire i dubbi.

Redazione

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