Aziende in crisi: bisogna rispondere con consapevolezza imprenditoriale e… musica metal!

 Aziende in crisi: bisogna rispondere con consapevolezza imprenditoriale e… musica metal!
Secondo il report della Cgia Mestre, sono circa 292 mila le aziende italiane in crisi, i settori più colpiti dalla pandemia sono il commercio, i servizi alla persona e l’intrattenimento. Per alcuni si parla di perdite di fatturato di oltre il 70%. Imprese che danno lavoro a 1,9 milioni di persone e producono un valore aggiunto di circa 63 miliardi.
Gli imprenditori sono, dunque, fra quelli che stanno pagando il prezzo più alto in termini economici e sociali. Nessuno era, di fatto, preparato ad affrontare una pandemia mondiale e la crisi che ne è derivata, e in molti non si aspettavano che durasse così tanto. I titolari d’azienda, però, devono reagire e farlo alla svelta, pena la sopravvivenza della loro attività.
“Tra gli imprenditori c’è tanta rabbia ed esasperazione. Chi ha una propria attività teme che tutto quello che ha costruito possa svanire in un soffio, come purtroppo sta già accadendo a molti. – Spiega Marco Massari, consulente aziendale – La rabbia e la frustrazione è soprattutto legata al fatto che la crisi sia dovuta a un elemento esterno che non si può controllare, la pandemia, che si può certamente definire uno shock esogeno, ovvero un qualcosa di imprevedibile che arriva da fuori. Certo, per riuscire a reagire in modo pronto ed efficace c’è bisogno di una grande consapevolezza imprenditoriale, che purtroppo non tutti posseggono”.
Saper far fronte ad uno “shock esogeno” è una capacità che tutti gli imprenditori dovrebbero acquisire, per questo Marco Massari, che vanta un passato da ex bancario ed ex componente di un gruppo hard rock/heavy metal, dedica all’argomento un intero capitolo nel suo libro “L’Impresa di essere imprenditori”, edito da PM edizioni, giunto alla sua seconda edizione.
“I titolari d’azienda ora più che mai devono essere preparati ad affrontare gli imprevisti; sappiamo tutti – continua Massari – che nessun aiuto statale sarà abbastanza tempestivo né tantomeno sufficiente, per questo è necessario che gli imprenditori si facciano trovare preparati ad affrontare l’ignoto. È necessario veicolare la loro rabbia verso una piena consapevolezza del loro ruolo. È come quando impari davvero ad amare la musica metal: capisci che non si tratta di rumore fine a se stesso, ma di rabbia ben indirizzata. È un ruggito che non è distruttivo, ma costruttivo, che scava fin nelle profondità dell’animo ma poi, partendo dai tuoi fallimenti, dolori e frustrazioni, ti fa rinascere come una fenice”.
“Nel mio libro tento di dare qualche suggerimento concreto agli imprenditori, proponendo delle considerazioni su come rafforzare le aziende e renderle capaci strutturalmente di resistere di fronte ad eventi straordinari. Oggi molti imprenditori sono delusi, depressi e arrabbiati, e spesso non sanno davvero come affrontare il futuro. Non sono certo un mago e non possiedo la bacchetta magica, ma un buon suggerimento viene sempre dalla mia chitarra elettrica. Quando studiavo musica, ero meticoloso, e cercavo di prepararmi ad essere il miglior chitarrista possibile, apprendendo tutta la teoria ed ispirandomi ai ‘maestri’. Poi però, quando ero sul palco, a volte andava davvero tutto storto, per motivi che non potevo controllare, e a quel punto diventava importante improvvisare, saltarci fuori, e in qualche modo terminare la serata, facendo leva su elementi come creatività e gioco di squadra. Anche in impresa bisogna assumere questo duplice ruolo: il manager consapevole, capace di progettare il futuro in modo strategico, e l’improvvisatore, che sa muovere con urgenza quei ‘fili’ necessari a garantirsi la sopravvivenza quando tutto sembra crollare” – conclude Massari.

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.