Banche: ABI, si rafforza l’impegno per la crescita sostenibile delle imprese

 Banche: ABI, si rafforza l’impegno per la crescita sostenibile delle imprese

Banche sempre più impegnate per favorire la crescita delle imprese all’insegna della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Dall’ultima indagine condotta dall’ABI, l’Associazione bancaria italiana, sulle Dichiarazioni non finanziarie (Dnf) pubblicate dalle banche nel 2020, emerge il crescente supporto delle banche alle imprese che integrano aspetti ambientali, sociali e di governo societario (acronimo Esg dall’inglese Environmental, Social and Governance) nello svolgimento delle attività e che intraprendono un percorso di transizione verso modelli di organizzazione e di business improntati alla sostenibilità.

L’indagine, realizzata su un campione particolarmente rappresentativo del settore bancario (la copertura dei rispondenti è pari al 94% del totale attivo del settore), contribuisce a delineare un quadro dell’evoluzione delle pratiche di rendicontazione non finanziaria anche alla luce della spinta normativa europea per lo sviluppo sostenibile.

Il cambiamento climatico

La rilevazione dell’ABI mette in luce la crescente attenzione del settore bancario alle possibili conseguenze, anche in termini di opportunità, che il cambiamento climatico può avere sulle imprese. Secondo l’indagine, banche rappresentative del 76% circa del totale attivo del settore già rendicontano iniziative effettuate per promuovere la migliore gestione dei rischi delle imprese clienti correlati al cambiamento climatico.

L’indagine pone l’attenzione sulle banche nel loro doppio ruolo sia come realtà che rientrano nell’obbligo di pubblicare la propria Dichiarazione non finanziaria sia come ‘fruitori’ delle informazioni presenti nelle rendicontazioni degli altri soggetti.

In riferimento all’evoluzione delle Dichiarazioni non finanziarie delle controparti, secondo l’indagine, il 51% del totale attivo del settore bancario indica come prioritario poter disporre di informazioni per la valutazione delle proprie esposizioni in conformità ai principi Ue di sostenibilità definiti nel Regolamento sulla tassonomia che prevede una serie di requisiti tecnici da rispettare affinché l’attività economica possa essere considerata climaticamente sostenibile e rendicontata in tal modo dalla banca. Tra le informazioni prioritarie di cui la banca ha bisogno, segue (44% del totale attivo) la misurazione con dati quantitativi degli obiettivi di miglioramento del profilo di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico delle attività economiche delle imprese, che riguardano ad esempio per la mitigazione la rendicontazione sulla riduzione delle emissioni di Co2 e per l’adattamento le coordinate di geolocalizzazione per la valutazione del rischio fisico.

Redazione

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