Bando Custodiamo le imprese 2022: apre anche a Bar e ristoranti

 Bando Custodiamo le imprese 2022: apre anche a Bar e ristoranti

È stata riaperta il 13 gennaio 2022 la misura straordinaria “Custodiamo le imprese” promossa dalla Regione Puglia che trova la sua base giuridica nazionale nel Regime Quadro di cui agli articoli da 53 a 64 del D.L. n. 34/2020, come da ultimo emendato dall’art. 28 del D.L. n. 41/2021.

La misura si inserisce nell’ambito del “Quadro temporaneo per le misure di Aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19 (Temporary Framework) con cui la Commissione Europea ha stabilito la compatibilità degli Aiuti con il mercato interno.

Con una dotazione di oltre 15,482 milioni di euro la misura offre alle imprese micro, piccole e medie della Puglia, chiuse per decreto nel corso del 2021, un ristoro, cioè una sovvenzione diretta finalizzata a compensare la riduzione di ricavi dovuti all’emergenza sanitaria.

Novità

Le novità rispetto all’edizione precedente riguardano l’estensione della possibilità di accesso alla misura anche per bar e ristoranti (codici Ateco 56.30.00 e 56.10.11), oltre che a tutte le altre categorie di commercio al dettaglio e dei servizi.

Le attività interessate dall’intervento quali centri estetici, parrucchieri, commercianti e ambulanti, attività sportive e di divertimento, varie tipologie di servizi tra cui asili nido e assistenza per disabili potranno chiedere i ristori previsti dalla misura.

Il termine della partecipazione all’Avviso è fissato al 28/02/2022.

Chi può partecipare

Le domande di agevolazione possono essere presentate da microimprese, da imprese di piccola dimensione e da medie imprese (MPMI), come da definizione di cui alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, recepita in Italia con Decreto MAP del 18/04/2005, che abbiano una o più sedi operative in Puglia.

Il soggetto proponente, con riferimento alla/e sede/i in Puglia, non deve aver conseguito, a prescindere dalla sua dimensione aziendale di MPMI definita secondo la normativa sopra richiamata, un fatturato complessivamente superiore ai 10.000.000,00 di euro nell’esercizio 2020.

Le imprese proponenti devono essere costituite, iscritte al Registro Imprese e già attive, c/o la sede pugliese, alla data del 1° luglio 2019 nonché identificate da uno dei codici Ateco ammissibili.

Tutti i soggetti proponenti, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, oltre che essere regolarmente costituiti ed iscritti nel Registro delle Imprese, devono:

  1. essere nel pieno e nel libero esercizio dei propri diritti;
  2. non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  3. non essere stati destinatari, nei sei anni precedenti, di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ad eccezione di quelli derivanti da rinunce;
  4. aver restituito somme erogate per le quali è stata disposta dall’Organismo competente la restituzione;
  5. non trovarsi, al 31 dicembre 2019, nella condizione di impresa in difficoltà così come definita dagli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà; in deroga a quanto precede, gli aiuti possono essere concessi alle microimprese o alle piccole imprese (ai sensi dell’allegato I del regolamento generale di esenzione per categoria) che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
  6. non essere in stato di fallimento, procedura concorsuale, liquidazione volontaria, amministrazione controllata, concordato preventivo o qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  7. operare nel rispetto delle vigenti norme con riferimento agli obblighi contributivi, in conformità con quanto previsto dalla normativa vigente;
  8. adottare ed applicare i contratti collettivi di lavoro e rispettare le norme nazionali e regionali vigenti in materia di disciplina sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, pari opportunità, contrasto del lavoro irregolare;
  9. essere in regola con la normativa antimafia di cui al D.Lgs. del 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii;
  10. possedere la capacità di contrarre con la pubblica amministrazione, nel senso che nei confronti del Soggetto proponente non sia stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’art. 9, comma 2, lett. c), del D.Lgs. dell’8 giugno 2001, n.231 e ss.mm.ii, o altra sanzione che comporti il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.

Soggetti esclusi

Non potranno presentare istanza di agevolazione le imprese che, alla data di apertura dei termini per la partecipazione al presente avviso, abbiano già ottenuto la concessione di agevolazioni o abbiano istruttorie in corso a valere sulle misure regionali pubblicate sul BURP n. 80 del 04/06/2020 e sul BURP n. 132 del 21/10/2021 e definite come “prestiti LIFT”:

  • il Fondo Microprestito,
  • la misura Titolo II Capo 3 Circolante,
  • la misura Titolo II Capo 6 Circolante.

Erogazione del contributo

Per poter accedere all’iniziativa il soggetto proponente, con riferimento all’attività esercitata c/o la/e sede/i pugliese/i, deve aver conseguito un fatturato, nel periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021pari a non oltre il 70% di quello conseguito nel periodo 1° luglio 2019 – 30 giugno 2020 (dal confronto tra i due periodi deve risultare un decremento almeno pari al 30%).

Qualora l’importo di cui al punto precedente risulti essere superiore ad € 25.000,00, l’agevolazione sarà ridotta a tale valore massimo. Qualora l’importo teorico dell’agevolazione (30% del decremento del fatturato) sia di importo inferiore a tale massimale, sarà concesso tale minore importo.

L’importo della sovvenzione non potrà comunque essere superiore ad € 25.000,00.

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