Barcamenati ma organizza

 Barcamenati ma organizza
Mare in tempesta,opera di Roberto Casalini
Mare in tempesta, opera di Roberto Casalini

[dropcap]B[/dropcap]enché di chiara derivazione nautica, da tempo immemorabile il verbo “barcamenarsi” viene utilizzato prevalentemente in senso traslato per descrivere un’abilità che si esprime semmai sulla terraferma. Se in origine “barcamenarsi” significava esclusivamente saper condurre uno scafo in mezzo alle insidie del mare aperto, già a fine Ottocento il dizionario etimologico Zambaldi ce ne dava questa definizione: “destreggiarsi con accorgimento in modo da evitare pericoli e ottenere vantaggi”.

In altre lingue, un esatto corrispettivo non c’è. In francese la traduzione più aderente sarebbe “se débrouiller”, cioè sbrogliarsela, e in spagnolo “arreglarselas”, cioè cavarsela. In inglese il verbo che più si avvicina al concetto è “to cope”, che ha una varietà di sfumature:  a seconda del contesto può essere inteso come fronteggiare, lottare, superare.

Sapersi barcamenare di fronte alle difficoltà è certamente un’abilità. E tuttavia i confini fra una virtù e un vizio, fra un pregio e un difetto sono sempre piuttosto labili. Un eccesso di coraggio finisce per tramutarsi in temerarietà, un eccesso di parsimonia si trasforma in avarizia. Se il barcamenarsi diventa la regola e viene spinto all’eccesso il risultato finale non sarà mai quello sperato ed anzi si andrà incontro ad un irreversibile deterioramento.

Nel management la capacità di sapersi barcamenare di fronte a una situazione di difficoltà è certamente fondamentale. Il rischio è connaturato all’impresa e circostanze sottovalutate o imprevedibili possono mettere a repentaglio l’esistenza dell’impresa stessa. Sapersi barcamenare, metaforicamente parlando, significa attuare le manovre che consentono di mantenersi in linea di galleggiamento e di non affondare. Ma un conto è barcamenarsi lasciandosi trascinare dalla corrente e un conto barcamenarsi cercando di seguire la rotta che riconduce al porto.

Le crisi oggi hanno aspetti anche sistemici e più ancora che in passato non si può pensare che il semplice barcamenarsi possa essere una modalità di gestione. La conduzione di un’impresa non può ridursi ad individuare e correggere inefficienze e disfunzioni in attesa di tempi migliori. Questa è la cosiddetta politica del tampone. Tappi una falla, se ne apre un’altra, tappi anche quella e ne spunta un’altra ancora. Così ci si invischia in un ciclo perpetuo, inesorabile fonte di frustrazioni, perché in genere va sempre peggio e i problemi sono sempre più grossi.

Il “to cope” – quindi fronteggiare, lottare, superare – è insomma un’abilità che qualifica un imprenditore ma di per sé è sterile se non si accompagna ad una ricerca delle cause che hanno prodotto disfunzioni o inefficienze, crolli di fatturato o sofferenze finanziarie. “Barcamenati ma organizza” è perciò il ritornello che in questo fine anno, nelle visite puntate alla pianificazione delle attività del 2015, stiamo ossessivamente ripetendo alle nostre aziende clienti. Laddove organizzare a volte equivale semplicemente a ripristinare quell’entusiasmo e quella progettualità su cui un’azienda nella fase di start-up si era ritagliata il suo spazio sul mercato.

Flavio Cabrini
Direttore Tecnico
Osm Network
www.osmnetwork.it

Flavio Cabrini

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