Barometro Edenred-Ipsos 2014: benessere e motivazione dei lavoratori dipendenti in Europa

 Barometro Edenred-Ipsos 2014: benessere e motivazione dei lavoratori dipendenti in Europa

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[dropcap]L[/dropcap]a nona edizione del Barometro Edenred-Ipsos sul benessere e la motivazione dei lavoratori dipendenti in Europa nasce da una ricerca condotta nel mese di gennaio 2014 su un campione di 8.800 lavoratori dipendenti in Germania, Belgio, Spagna, Francia, Italia e Gran Bretagna. Da quest’anno, per la prima volta, sono incluse anche Svezia e Portogallo. Mentre la gestione delle competenze rimane una preoccupazione per le imprese nell’Europa meridionale, dove il mantenimento del posto di lavoro e il potere d’acquisto sono ancora le priorità principali, la questione del tempo trascorso sul posto di lavoro è riapparsa tra i dipendenti in Gran Bretagna, Germania e Svezia. Le divisioni delle Risorse Umane ora si trovano ad affrontare un’altra importante sfida: come (ri)definire l’organizzazione del lavoro, dal momento che il fenomeno del “blurring “, ovvero di sfumatura del confine tra lavoro e vita privata, si traduce in un incremento di tensioni e squilibri, in particolare tra i manager.

I dati salienti del Barometro 2014:

  • il 38% dei lavoratori dipendenti francesi sono demotivati, rispetto ad una media europea del 29%;
  • la retribuzione rimane la principale causa di preoccupazione per il 40% dei lavoratori dipendenti europei, mentre il timore di perdere il posto di lavoro è reale per il 38%;
  • il tempo trascorso sul lavoro è la preoccupazione principale per il 36% dei dirigenti e il 47% dei top manager in Europa;
  • il 67% dei dipendenti europei dichiara di lavorare oltre il normale orario di lavoro, e il 62% afferma di occuparsi dei problemi privati al lavoro;
  • il 39% dei dipendenti europei ritiene che le azioni intraprese per organizzare le nuove modalità di lavoro (telelavoro, lavoro collaborativo, ecc.) siano insufficienti.

2014: fiducia ritrovata per i dipendenti europei?
In un’Europa che è stata colpita dagli effetti della crisi dal 2007, gli indicatori di crescita economica rivelano i primi segnali di ripresa, soprattutto nei paesi del Nord Europa. Allo stesso tempo, gli indicatori chiave del Barometro Edenred-Ipsos rivelano un ritorno della fiducia dei dipendenti verso il futuro della loro azienda: il 59% dei dipendenti in Francia ha fiducia nel futuro della propria società (+2% rispetto al 2013), il 65% in Spagna (+1% rispetto al 2013), il 73% in Gran Bretagna (+4% rispetto al 2013) e l’80% in Germania (+4% rispetto al 2013).
Tuttavia, questo ottimismo è controbilanciato da reali preoccupazioni riguardo la retribuzione e il potere d’acquisto. Per il 40% dei lavoratori europei, la retribuzione è una preoccupazione importante, con percentuali come il 49% in Francia e il 43% in Gran Bretagna. Chiaramente colpiti dalla disoccupazione di massa, i dipendenti europei sono anche molto preoccupati di riuscire a mantenere il proprio posto di lavoro (31% in Francia: +6% rispetto al 2008, 32% in Germania: -2% rispetto al 2008, 29% in Gran Bretagna: +1% rispetto al 2008, 23% in Svezia ). Ciò è particolarmente vero nell’Europa meridionale, dove la paura di perdere il posto di lavoro è cresciuta dal 2008 (54% in Spagna: +17% rispetto al 2008, 45% in Italia: +16% rispetto al 2008, 62% in Portogallo ).
L’intenzione di continuare a lavorare nella stessa azienda resta alta in Europa (nel 2014, il 68% dei belgi, il 62% dei tedeschi, il 63% degli italiani, il 61% degli spagnoli e il 57% dei francesi non ha pensato di cambiare lavoro). Questo ricambio limitato del personale sottolinea un altro grosso problema per tutti i dipendenti: la crescita professionale e in particolare la gestione delle competenze. Le azioni intraprese dalle società in questo campo sono considerate insufficienti. Il 43% dei lavoratori dipendenti europei ritiene che la gestione delle competenze sia insufficiente, il 37% che il trasferimento e il rinnovamento delle competenze sia insufficiente e il 32% che l’occupabilità dei lavoratori più anziani sia insufficiente.

Differenze in termini di motivazione e qualità della vita sul lavoro
Gli indicatori del Barometro Edenred-Ipsos sono migliorati in modo significativo nei paesi in cui i segnali di una fine della crisi sono più visibili: Gran Bretagna, Germania, Belgio e Svezia in particolare. In questi paesi, i dipendenti hanno un’opinione più alta della loro qualità della vita sul posto di lavoro rispetto ai loro omologhi dell’Europa meridionale. Con un punteggio di 6,9/10, i dipendenti in Gran Bretagna sono particolarmente soddisfatti della qualità della loro vita sul posto di lavoro, rispetto al 6,2/10 raggiunto in Italia o al 6/10 del Portogallo. Allo stesso modo, i punteggi più bassi per la motivazione si riscontrano nei paesi dell’Europa meridionale: il 38% dei dipendenti francesi e il 35% di quelli portoghesi credono che la loro motivazione sia diminuita, rispetto al 22% in Svezia e il 23% in Germania.

Francia: un caso speciale
I dipendenti francesi restano:

  • i più demotivati in Europa: 38% in Francia rispetto al 29% in Europa;
  • i meno soddisfatti in termini di riconoscimento, rispetto e retribuzione:
    • il 52% non è soddisfatto del riconoscimento del loro impegno sul lavoro rispetto al 46% in Europa;
    • il 43% non è soddisfatto del rispetto che gli viene mostrato rispetto al 33% in Europa;
    • il 61% non è soddisfatto della propria retribuzione fissa rispetto al 51% in Europa.

Paradossalmente, solo il 75% dei dipendenti francesi ritiene di trascorrere troppo tempo sul lavoro, cinque punti percentuali al di sotto della media europea dell’80%.

I nuovi mezzi di comunicazione hanno favorito la nascita di preoccupazioni riguardo il tempo trascorso sul lavoro
Il Barometro Edenred-Ipsos ha anche rivelato il riaffacciarsi di una questione importante tra i dipendenti: la gestione del tempo trascorso sul lavoro. Per il 43% dei dipendenti in Svezia, il 30% in Germania e il 28% in Gran Bretagna, la quantità di tempo trascorso sul lavoro è attualmente la loro principale preoccupazione professionale. Questa sensazione è particolarmente forte tra i manager (36%) e i top manager (47%) in Europa.
Inoltre, il fenomeno detto “blurring” sta crescendo in tutti i paesi. L’uso dei nuovi mezzi di comunicazione (computer portatili, smartphone, tablet, ecc) ha cambiato il modo di lavorare dei dipendenti e cancellato i confini tra lavoro e vita privata. Oggi il 67% dei dipendenti europei dichiara di lavorare oltre il normale orario di lavoro, e il 62% afferma di occuparsi dei problemi privati al lavoro. Questa tendenza è ancora più evidente tra i manager europei: Il 90% dei top manager e l’84% dei manager lavorano oltre i normali orari d’ufficio. Inoltre il 77% dei top manager e il 78% dei manager si occupa di problemi personali sul posto di lavoro.
Anche se questi nuovi strumenti sono percepiti come aventi un impatto positivo sulla qualità della vita sul posto di lavoro (68%), le azioni intraprese dalle aziende per adeguarsi a questa tendenza sono ancora giudicate insufficienti: il 39% ritiene che gli sforzi compiuti per introdurre nuovi modi di organizzazione del lavoro siano insufficienti, il 36% nutre la stessa opinione in merito al benessere sul lavoro e il 28% è insoddisfatto della flessibilità dell’organizzazione dell’orario di lavoro.
L’innovazione è la chiave per migliorare il benessere sul luogo di lavoro? Le aziende in Svezia sono state molto innovative in termini di metodi di lavoro e organizzazione del lavoro negli ultimi anni. Essendo più flessibili, offrono una qualità della vita sul posto di lavoro che raggiunge il punteggio di 7,1/10 tra i dipendenti svedesi, rispetto al 6/10 in Portogallo, al 6,2/10 in Francia e in Italia e al 6,3/10 in Spagna.
«Nonostante la fine della crisi, abbiamo osservato un fenomeno di concentrazione del lavoro sui dipendenti più qualificati, vale a dire i dirigenti, per i quali il tempo trascorso sul lavoro è diventata la preoccupazione principale. Questa preoccupazione crescerà per tutti i dipendenti negli anni a venire, in quanto la tecnologia digitale continua a diffondersi e il confine tra la vita privata e il lavoro diventa sempre più labile», ha dichiarato Antoine Solom, Direttore Internazionale di Ipsos Loyalty.

Redazione

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