Bonus 2025: il bilancio di fine anno cambia la mappa delle agevolazioni

Mentre il Paese si avvia verso la chiusura del 2025 e si iniziano a tirare le somme sull’anno trascorso, il quadro economico restituisce un’immagine in chiaroscuro. Sul fronte dell’occupazione arrivano gli unici segnali realmente positivi: secondo i dati l’Istat, la disoccupazione si mantiene sui livelli più bassi dell’ultimo quindicennio e il mercato del lavoro mostra una buona stabilità.

Ma fermarsi a questo dato rischia di offrire una lettura troppo ottimistica. Per molte famiglie italiane il 2025 non è stato affatto un anno semplice. L’inflazione, pur in rallentamento, continua a erodere potere d’acquisto mentre stipendi e redditi non crescono con la stessa velocità. Il risultato è un Paese in cui sì, si lavora di più, ma spesso con contratti a termine, retribuzioni insufficienti e spese quotidiane sempre più difficili da sostenere.

In questo contesto, la “caccia ai bonus” non è più un comportamento opportunistico ma una vera necessità, per non arrivare impreparati al nuovo anno. Non si utilizzano i bonus come strumenti di programmazione economica, bensì come risposte obbligate per far fronte a spese che non possono essere più rimandate.Ed è proprio da questa dinamica che emergono i dati più significativi.

Nord Italia: è qui che si richiedono più bonus

Secondo gli ultimi dati rilevati da BonusX, startup innovativa a vocazione sociale nata per aiutare i propri utenti a scoprire bonus e agevolazioni, su un campione di oltre 22.000 pratiche gestite in piattaforma, emerge un quadro diverso da quello comunemente immaginato: le regioni più attive nelle richieste di bonus nel 2025 non sono quelle che ci si aspetterebbe.

La Lombardia, con il 25% delle richieste, guida nettamente la classifica nazionale, seguita dal Piemonte e dall’Emilia Romagna, che superano entrambe la soglia del 10% delle domande. Anche il Veneto e il Lazio, con l’8 e il 9%, si collocano tra i territori più attivi, ma è evidente come il baricentro della domanda si concentri nel Nord del Paese.

L’analisi territoriale delle province rende il quadro ancora più chiaro: Milano è la provincia con il numero più alto di richieste, il 9% delle domande, seguita da Roma (7%) e Torino (6%). Subito dopo compaiono altre province del Nord come Bergamo, Brescia, Varese, Monza Brianza e Bologna, che si attestano oltre il 2%.

Accanto a queste realtà emerge però un dato particolarmente interessante: Napoli e Sassari sono le uniche province del Sud a rientrare tra le prime venti per volume di richieste, un’eccezione che segnala dinamiche locali più vivaci rispetto al resto del Mezzogiorno e una maggiore propensione all’utilizzo delle piattaforme digitali.

Anche osservando le città il quadro rimane coerente: Roma e Milano restano i due poli principali, mentre Torino, Genova, Bologna e Verona mostrano volumi significativi e confermano la tendenza delle grandi aree urbane a integrare i bonus nella propria routine amministrativa. Qui le famiglie utilizzano con naturalezza i servizi digitali, si muovono tra normative e scadenze con maggiore familiarità e considerano le agevolazioni uno strumento ordinario di gestione economica.

NASpI, la misura che continua a muovere i numeri

Accanto alle richieste di bonus, BonusX osserva come la NASpI continui a emergere come una delle misure più dinamiche anche nel 2025. Nonostante la disoccupazione ai minimi degli ultimi quindici anni, le domande restano elevate: gli importi di NASpI erogati nel campione dell’analisi raggiungono un potenziale annuo di 115 milioni di euro.

Un dato che conferma come questa misura risponda sempre più a un mercato del lavoro caratterizzato da mobilità, contratti discontinui e stagionalità. L’analisi territoriale mostra una chiara concentrazione al Nord: la Lombardia guida con oltre il 23% delle richieste, seguita da Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, che insieme consolidano il peso delle regioni settentrionali. Lazio e Toscana registrano a loro volta volumi consistenti, mentre le regioni del Sud mostrano una presenza più contenuta.

“La NASpI oggi non è solo un sostegno economico, ma un indicatore concreto di come sta cambiando il lavoro in Italia”spiegano Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci di BonusX. “L’aumento delle richieste di bonus nelle regioni più dinamiche, in particolare nel Nord, può segnalare una maggiore consapevolezza delle opportunità disponibili e una maturità nell’utilizzo degli strumenti digitali per muoversi in una realtà sociale sempre meno lineare. Aiutare le persone nell’accedere e concretizzare queste opportunità è quello per cui lavoriamo quotidianamente.”

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