Boom di aperture di partite IVA a dicembre

 Boom di aperture di partite IVA a dicembre

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[dropcap]N[/dropcap]el mese di dicembre sono state aperte 76.336 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra un incremento significativ (+203,4%), dovuto all’aumento di adesioni al regime fiscale di vantaggio (pari a 51.376 soggetti).

L’andamento osservato può essere stato influenzato dalla novità contenuta nella legge di stabilità 2015, che ha introdotto – a partire dal 2015 – un nuovo regime forfetario in sostituzione del preesistente regime fiscale di vantaggio1. La legge di stabilità dispone anche che le partite IVA in essere al primo gennaio 2015 con il “vecchio” regime avrebbero potuto continuare ad operare secondo tale modalità, ed è quindi probabile che alcuni soggetti abbiano anticipato l’apertura della partita IVA entro la fine del 2014, ritenendo il regime allora in vigore più vantaggioso per la propria attività.

La distribuzione per natura giuridica mostra che l’85,6% del totale delle nuove aperture di partita Iva riguarda persone fisiche, il 10,9% società di capitali ed il 3% società di persone. Seguono i “non residenti” e le “altre forme giuridiche”, che rappresentano complessivamente lo 0,5% delle nuove aperture. Rispetto al mese di dicembre 2013, si osserva un aumento di avviamenti per tutte le forme giuridiche: più evidente per le persone fisiche (+343,9%), a seguito della novità normativa sopra descritta, che riguarda esclusivamente le persone fisiche, più contenuto per le società di capitali (+5,2%) e le società di persone (+4,3%).

Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, il 45,9% si è registrato al Nord, il 23,2% al Centro e il 30,9% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia tutte le Regioni in significativo attivo: gli incrementi maggiori si rilevano nella Provincia Autonoma di Trento (+271,8%), in Valle d’Aosta (245,1%) ed in Basilicata (+242,3%), quelli meno consistenti in Abruzzo (+73,9%), nella Provincia Autonoma di Bolzano (+150,9%) ed in Campania (+178%).

In base alla classificazione per settore produttivo, le attività professionali registrano il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 35,2% del totale, seguite dal commercio con il 13,5% e dalla sanità con l’11,9%. Rispetto al mese di dicembre 2013, tra i settori principali, si osservano marcati incrementi relativi ai settori delle attività professionali (+1.264,1%), della sanità (+864,5%), dell’istruzione (+470,9%) e dei servizi d’informazione (+315,9%), dove la variazione normativa sul regime forfetario incide maggiormente, mentre tra i pochi in calo si nota l’agricoltura (-2,2%).

La ripartizione relativa alle persone fisiche mostra che il 56,2% di aperture di partite Iva si è registrato tra gli appartenenti al genere maschile. Il 66,2% viene avviato da giovani fino a 35 anni ed il 24,3% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. In confronto con il corrispondente mese dello scorso anno, le classi di età registrano aumenti decrescenti con l’aumentare dell’età. Il significativo incremento nella classe al di sotto dei 35 anni (+541%) è anch’esso dovuto alla novità normativa sul regime forfetario, in quanto il vecchio regime di vantaggio poteva essere mantenuto anche oltre i cinque anni da soggetti giovani fino al compimento del 35° anno di età.[wpanchor id=”1″]

1 Entrambi i regimi esonerano i contribuenti dal pagamento di Iva ed Irap. Il regime di vantaggio, in vigore fino al 2014, limita l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati e può essere mantenuto per cinque anni, con l’eccezione dei soggetti giovani che, fino al compimento del 35° anno di età, possono mantenerlo anche oltre i cinque anni. Il nuovo regime forfetario, introdotto a partire dal 2015, può essere invece mantenuto senza limiti di tempo e fissa l’aliquota di imposta al 15% del reddito determinato forfetariamente sulla base di una percentuale dei ricavi/compensi (che varia in base all’attività esercitata). I requisiti per poter aderire o rimanere nei due regimi sono differenti, ad esempio il tetto massimo di ricavi/compensi è 30.000 euro per il regime di vantaggio, mentre per il regime forfetario varia tra 15.000 e 40.000 euro in base all’attività esercitata. 

Redazione

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